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Matt Berry, il vampiro Laszlo che ha trasformato la propria voce in un marchio

Penelope H. Fritz
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Matt Berry
Matt Berry
Photo: No machine-readable author provided. Boffy b assumed (based on copyright claims). / CC BY 2.5, via Wikimedia Commons
Nascita2 maggio 1974
Bromham, Bedfordshire, England
ProfessioneAttore, comico e musicista
Noto perIl robot selvaggio, Moon, One Day
PremiBAFTA

La voce di Matt Berry arriva in una stanza prima di lui. È un baritono che allunga le vocali fino a dar loro un suono d’altri tempi, insiste con assoluta convinzione sulla sillaba sbagliata e può trasformare una battuta sul toner della stampante in un decreto di un re di provincia. Gli studi lo ingaggiano di continuo: per un vampiro vecchio di secoli in What We Do in the Shadows, per un maggiordomo robot in Fallout, per il cattivo di Ray Gunn di Brad Bird, per l’uomo che chiamava i presentatori sul palco agli Academy Awards. La persona a cui appartiene quella voce è stata descritta come timida e introversa, parla di rado della propria vita privata e salta gli eventi promozionali, a meno che non sia obbligato dal contratto. Eppure dedica una parte sorprendente della sua vita lavorativa a incidere dischi che non somigliano affatto ai personaggi che li finanziano.

Questa doppia anima ha radici lontane. Matthew Charles Berry è cresciuto a Bromham, un villaggio alle porte di Bedford, figlio di un’infermiera e di un tassista. I suoi insegnanti lo scoraggiavano dal dedicarsi alla musica che gli stava più a cuore e gli impedirono di frequentare il corso di musica per il GCSE perché non sapeva leggere uno spartito. Lui continuò comunque a suonare.

Nato il 2 maggio 1974, a metà degli anni Novanta Berry aveva già autoprodotto un album intitolato Jackpot e nel 1999 si è laureato in arti contemporanee alla Nottingham Trent University. Il suo primo lavoro stabile come attore fu al London Dungeon, dove interpretava Jack lo Squartatore e un giudice per 178 sterline a settimana. La vera gavetta arrivò all’Hen and Chickens Theatre di Islington, dove conobbe Julian Barratt e Noel Fielding e, attraverso di loro, una generazione di comici di culto britannici. In Garth Marenghi’s Darkplace interpretava Todd Rivers, un attore vanitoso scelto per il ruolo dell’eroico dottor Lucien Sanchez in una serie horror volutamente pessima. In The Mighty Boosh era l’esploratore Dixon Bainbridge. Con Rich Fulcher ha creato Snuff Box per BBC Three, scrivendola insieme a lui e componendone personalmente la sigla e le musiche.

La notorietà presso il grande pubblico è arrivata grazie a un capo. Berry è entrato nel cast di IT Crowd nel ruolo di Douglas Reynholm, l’erede che si ritrova a capo di un’azienda senza avere la minima idea di come gestirla, e ha trasformato un ruolo secondario nella presenza più fragorosa della serie; l’interpretazione gli è valsa una candidatura ai British Comedy Award come miglior esordiente. In seguito, insieme ad Arthur Mathews, co-creatore di Father Ted, ha scritto per Channel 4 Toast of London, interpretando Steven Toast, un attore teatrale pomposo che si guadagna da vivere con le sessioni di doppiaggio e ne esce ogni volta umiliato. Nel 2015 la serie gli è valsa il BAFTA per la migliore interpretazione maschile in una commedia, e nel 2022 Toast è tornato su BBC One con Toast of Tinseltown.

Il ruolo che gli ha aperto le porte del pubblico internazionale è stato quello di Laszlo Cravensworth, il libertino vampiro inglese di What We Do in the Shadows di FX. Nel corso di sei stagioni e 61 episodi, dal 2019 fino all’ultima stagione del 2024, Berry ha costruito Laszlo improvvisando e storpiando deliberatamente le pronunce, fino a farne il tratto distintivo del personaggio. Nel 2024 ha ottenuto la prima candidatura agli Emmy per la serie, nella categoria di miglior attore protagonista in una commedia. Nello stesso periodo ha interpretato un detective vittoriano in Year of the Rabbit di Channel 4, una serie rinnovata dall’emittente e poi cancellata per i tagli di bilancio legati alla pandemia.

In tutto questo c’è un’ironia un po’ scomoda. Toast of London prendeva in giro il mondo delle voci fuori campo e un attore il cui strumento viene affittato a ore per vendere qualsiasi cosa gli mettano davanti. Dieci anni dopo, Berry è una delle voci più richieste del settore: Moominpappa in Moominvalley, il principe Merkimer in Disincanto, il droide 8D8 in The Book of Boba Fett, Mr. Handy in Fallout, Shlub in Krapopolis, il Nitwit in Un film Minecraft, Sherlock Holmes in Watson. Per diversi di questi ruoli bastano il timbro e poco altro: una vocalità così riconoscibile da rischiare di ridursi a un marchio. Shadows ha mostrato cosa sa fare quando ha spazio per inventare; un cameo di dieci secondi costruito intorno alla sua dizione dimostra soprattutto che quella dizione vende.

È con la musica che mantiene il controllo. Per l’etichetta Acid Jazz ha pubblicato una lunga serie di album che intrecciano folk psichedelico e sonorità da library music, tra cui Witchazel, Kill the Wolf, The Small Hours, Phantom Birds e The Blue Elephant. Heard Noises, uscito nel 2025 con ospiti come Natasha Lyonne, ha raggiunto il 22º posto nella classifica degli album britannica, il suo miglior piazzamento. Nell’ottobre 2025 ha suonato l’organo con i Queens of the Stone Age alla Royal Albert Hall; nel giugno 2026 si è spinto più lontano dalla comicità che mai con Everything’s Peachy, una suite jazz strumentale registrata come Matt Berry Trio insieme a Phill Scragg e Graham Mann. Ha composto anche le sigle delle sue serie, tra cui quella di Toast of London.

Quest’anno è stato il più intenso della sua carriera sullo schermo. Nel marzo 2026 è stato l’annunciatore della 98ª cerimonia degli Academy Awards, presentata da Conan O’Brien: un ingaggio che il sito comico Chortle ha accolto ricordando quanto Toast avesse preso in giro il lavoro delle voci fuori campo. A maggio è apparso nella seconda stagione di Citadel su Prime Video, nel ruolo di Frank Sharpe. Dà la voce a Mr. Bland nel film d’animazione di Duncan Jones Rogue Trooper, presentato in anteprima ad Annecy a giugno e proiettato al BFI London Film Festival in ottobre; è inoltre il cattivo principale, Francis «Slugsy» Xavier, in Ray Gunn, che ha avuto la prima di gala allo stesso festival il 10 ottobre e arriverà su Netflix il 18 dicembre, dopo una distribuzione limitata nelle sale in 70 mm. Prima, il 6 novembre, uscirà il film d’animazione Warner Bros. Il gatto col cappello, con Bill Hader nel ruolo del Gatto e Berry in quello del pesce della famiglia.

Della sua vita lontano dal lavoro racconta pochissimo. In un’intervista del 2017 spiegò di aver lasciato Londra per trasferirsi in un luogo più spazioso, chiedendo che non venisse rivelato quale, mentre i suoi social media sono dedicati quasi interamente ai suoi dischi e ai suoi progetti.

Tra i suoi prossimi impegni ci sono due sequel di franchise: Sonic 4 – Il film, in uscita a marzo 2027, e A Minecraft Movie Squared, previsto per luglio 2027. Il progetto che conta di più è Force & Majeure, una commedia in sei episodi per Sky, co-creata con Natasha Lyonne e Tom Scharpling, in cui interpreta Thomas Force, un esperto d’arte che di nascosto ruba opere. La serie lo riporterebbe al centro della scena, in un ruolo scritto anche da lui.

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