Cinema

One Day: un ritratto straziante dell’amore e della perdita attraverso il tempo

Martin Cid
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L’inquadratura finale di One Day (2011), un primo piano prolungato sul volto di Anne Hathaway mentre guarda il mare, è una di quelle immagini che restano impresse a lungo dopo i titoli di coda. Un momento di silenziosa devastazione, che racchiude alla perfezione l’adattamento di Lone Scherfig del romanzo di David Nicholls. Il film segue Dexter Mayhew (Jim Sturgess) ed Emma Morley (Hathaway) mentre affrontano la vita, l’amore e tutto ciò che sta nel mezzo, tornando a incontrarli ogni 15 luglio nell’arco di due decenni. Questa struttura è il punto di forza del film: ogni tappa annuale svela nuovi aspetti della loro relazione.

Scherfig, nota per il suo lavoro in An Education, affronta la storia con grande senso del ritmo e una profonda sensibilità emotiva. Bilancia con abilità umorismo e dolore, dando forma a una narrazione al tempo stesso intima e ampia. Il ritmo del film è meditato e lascia a ogni anno lo spazio per respirare e svilupparsi in modo naturale. La scelta funziona in scene come il crollo emotivo di Emma in taxi dopo una relazione finita male, o il disperato tentativo di Dexter di riallacciare i rapporti con lei dopo anni di lontananza. Sono momenti centrali, che mostrano la capacità di Scherfig di estrarre ogni sfumatura emotiva da una scena senza scadere nel melodramma.

Hathaway è senza dubbio il fulcro del film. La sua interpretazione è una lezione di misura: ogni sguardo e ogni gesto sono carichi di significato. L’attrice restituisce a Emma una vulnerabilità autentica, facendone una delle protagoniste più credibili e coinvolgenti degli ultimi anni. La capacità di Hathaway di esprimere l’intelligenza, l’ironia e le paure profonde di Emma la rende il cuore emotivo del film. Sturgess, pur affascinante e carismatico nei panni di Dexter, fatica a reggere il confronto con la profondità della collega. La sua interpretazione appare spesso monocorde, soprattutto negli anni successivi, quando lo sviluppo del personaggio di Dexter perde slancio.

Il cast di supporto aggiunge calore e spessore alla storia. Patricia Clarkson brilla nel ruolo di Alison Mayhew, la madre di Dexter, e porta nel personaggio una miscela di affetto e fermezza. Altrettanto convincente Ken Stott nei panni di Stephen Mayhew, il padre di Dexter, con una presenza concreta che fa da contrappunto ai momenti più leggeri del film. Romola Garai, nella sua breve ma memorabile apparizione come Sylvie Cope, aggiunge una nota stravagante che arricchisce l’intero cast.

Eppure One Day non è privo di difetti. Il ritmo inciampa a tratti, soprattutto nella seconda metà, quando alcuni anni sembrano raccontati in fretta o sviluppati solo in parte. Il passaggio da un anno all’altro non è sempre fluido e alcune traiettorie dei personaggi risultano brusche. La colonna sonora, nostalgica e ben selezionata, a volte insiste troppo sui richiami emotivi e finisce per indebolire proprio i momenti che vorrebbe intensificare. L’uso di canzoni popolari associate ai diversi anni, per esempio, può sembrare talvolta un espediente più che un arricchimento.

La sua forza maggiore è il modo in cui il film esplora temi come il rimpianto, il legame tra le persone e il passare del tempo. Pone domande difficili sull’amore e sulla compatibilità, senza sottrarsi alle complessità dei rapporti umani. La struttura narrativa offre una prospettiva insolita sulla crescita e sul cambiamento, mostrando come, con il passare del tempo, due persone possano evolversi in direzioni molto diverse.

One Day saprà parlare soprattutto a chi ama i drammi incentrati sui personaggi e le sfumature emotive. Non è una storia d’amore convenzionale: racconta piuttosto il flusso e riflusso della vita e le relazioni che ci plasmano. Il rapporto tra Emma e Dexter è al tempo stesso tenero e straziante, e offre un ritratto realistico dell’amore, che non sempre finisce con un lieto fine.

Rispetto ad altri drammi romantici, One Day si distingue per la sua struttura originale e la profondità emotiva. Forse non raggiunge le vette di classici come Before Sunset, ma si ritaglia uno spazio tutto suo grazie a personaggi in cui è facile riconoscersi e a una narrazione coinvolgente. La capacità del film di alternare umorismo e dolore lo rende una presenza notevole nel genere.

In definitiva, One Day è una storia profondamente umana, che parla di legami, rimpianti e del passare del tempo. Un film capace di far ridere, commuovere e riflettere sulla propria vita e sulle proprie relazioni.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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