Attori

Malina Weissman lascia Violet Baudelaire e prende la guida di Coven Academy

Penelope H. Fritz
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Malina Weissman
Malina Weissman
Photo: Kevin Payravi / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita12 marzo 2003
New York City, New York, United States
ProfessioneAttrice
Noto perTartarughe Ninja, Una vita da gatto, Ick

Prima che qualcuno le affidasse un personaggio suo, Malina Weissman veniva scritturata per interpretare il passato dei personaggi delle altre. In Tartarughe Ninja era la bambina che April O’Neil era stata prima di diventare Megan Fox. In Supergirl era Kara Zor-El da piccola, il prologo di Melissa Benoist. È un apprendistato curioso: si viene scelte per una somiglianza, si seminano gesti che un’altra attrice raccoglierà, e si esce dalla storia appena il racconto raggiunge la sua star. Weissman ha svolto quel lavoro due volte, prima che una piattaforma le consegnasse un’eroina che nessun’altra avrebbe portato a termine al posto suo.

Dietro quella velocità c’è New York. Weissman è nata in città il 12 marzo 2003 e non ha mai smesso di considerarla casa. Ha conosciuto l’obiettivo del fotografo prima della macchina da presa: dagli otto anni ha posato come modella per marchi come Calvin Klein, Ralph Lauren, Levi’s e DKNY, e poi sono arrivati gli spot. Una bambina capace di tenere una posa davanti a un fotografo di moda di solito sa restare sul segno anche su un set, e i direttori del casting newyorkesi cercavano proprio ragazzine da accostare, tratto per tratto, a star adulte.

L’esordio al cinema arriva nel 2014 con Tartarughe Ninja. L’anno successivo cominciano i suoi otto episodi come giovane Kara in Supergirl, serie della CBS, mentre gira due puntate della commedia Difficult People nei panni di Renee Epstein. Nel 2016 ottiene una piccola parte in Thirsty e un ruolo vero in Una vita da gatto: Rebecca Brand, figlia di un magnate interpretato da Kevin Spacey la cui mente finisce intrappolata nel gatto di famiglia. Jennifer Garner è sua madre. La critica stroncò il film, cosa che a un’attrice bambina fece pochi danni e che non le insegnò nulla su come reggere una storia.

Glielo insegnò Violet Baudelaire. Dal 2017 al 2019, nei 25 episodi di Una serie di sfortunati eventi su Netflix, Weissman è la maggiore dei tre orfani nati dalla penna di Daniel Handler, l’inventrice che si lega i capelli con un nastro quando sta per costruire una via d’uscita dalla catastrofe di turno. Barry Sonnenfeld detta il tono, Neil Patrick Harris è un Conte Olaf dai travestimenti sempre più improbabili, Patrick Warburton fa da narratore nei panni di Lemony Snicket e Louis Hynes è suo fratello Klaus. Per tre stagioni Weissman cresce davanti alla macchina da presa dentro un unico ruolo, cosa che nessun lavoro precedente le aveva concesso. In seguito ha raccontato che Violet era il personaggio a cui si sentiva più vicina proprio perché ci aveva convissuto a lungo ed era cambiata insieme a lei sullo schermo.

La versione ordinata di questa carriera va dritta da Netflix all’età adulta. Quella vera si inceppa. Finita la serie, Weissman si fa da parte per concludere il liceo e in un’intervista del 2019 dice che, oltre a recitare, il suo sogno è diventare regista. Per diversi anni la sua immagine pubblica resta ferma ai quindici anni, la ragazza con il nastro nei capelli. Quando torna, non lo fa attraverso il dramma di prestigio né una saga da studio, ma con il cinema di genere a basso costo e dalle premesse rumorose, una strada facile da leggere come un passo indietro. Somiglia piuttosto a un azzeramento. L’horror permette a un’ex attrice bambina di essere vista, dal pubblico e dalla critica, come un’adulta capace di avere paura, di essere crudele o sconsiderata, cosa che nessun tappeto rosso ottiene.

L’azzeramento comincia con Ick, un film di mostri del regista di videoclip Joseph Kahn. Weissman interpreta Grace, una studentessa il cui professore di scienze, impersonato da Brandon Routh, inizia a sospettare di esserne il padre biologico proprio mentre una massa parassita chiamata Ick inghiotte la loro cittadina; Mena Suvari è sua madre. Il film debutta in prima mondiale nella sezione Midnight Madness del Toronto International Film Festival nel settembre 2024 e arriva nei cinema americani con Fathom nel luglio 2025. In The Hermit di Salvatore Sclafani è Lisa, una giovane donna che racconta a un giornalista come è sopravvissuta a un allevatore di maiali cannibale interpretato da Lou Ferrigno. In Slay, slasher queer scritto dall’attore Jimmi Simpson e diretto da Kyra Elise Gardner, è Kat, l’ex migliore amica di una celebrità del web il cui gruppo viene decimato in una baita isolata, accanto a Zoey Luna, Aya Cash e Shawnee Smith. Il film è stato presentato al FrightFest di Londra nell’agosto 2026, con Weissman ormai accreditata come Malina Pauli Weissman.

Poi arriva il ruolo da protagonista. In Coven Academy – L’accademia delle streghe, creata da Tim Federle, autore di High School Musical: The Musical: The Series, interpreta Briar Roberts, adolescente di Brooklyn dalla lingua tagliente e dai forti poteri telecinetici, mandata in un collegio per streghe a New Orleans dopo l’omicidio della madre, Mary. Ora Duplass e Jordan Leftwich sono le due ragazze che formano con lei la sua congrega, Tiffani Thiessen dirige la scuola nei panni di Emma Graves e Devon Sawa compare come insegnante. Nato a Disney Channel e poi passato a Freeform, il progetto ha debuttato il 1° ottobre 2026 all’interno delle 31 Nights of Halloween; il giorno dopo la stagione completa è arrivata su Disney+ e Hulu, rimontata in 21 brevi capitoli.

Quel formato è la nuova tensione della sua carriera. La prima serie costruita attorno a Weissman arriva spezzata in frammenti pensati per lo schermo del telefono, un sistema che premia un volto riconoscibile in un’anteprima più di un’interpretazione che cresce nell’arco di ore. Briar, poi, è una ragazza in cerca di risposte sulla propria madre, e l’ultimo capitolo della stagione riscrive chi fosse quella madre. Dopo un decennio passato a interpretare le versioni precedenti di altre donne, Weissman ha finalmente un personaggio la cui origine appartiene a lei.

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Tiene la vita privata fuori dalle interviste. Alla festa per la prima a Los Angeles, ospitata nella Ennis House, indossava un abito vintage di Vivienne Westwood, un piccolo richiamo al luogo in cui tutto era cominciato.

Dal lancio della serie non è stato annunciato nessun nuovo progetto. Se Freeform e Disney ordineranno nuovi capitoli si capirà se Briar prenderà il posto di Violet nella memoria del pubblico. L’ambizione di dirigere, espressa da adolescente, non ha ancora prodotto un titolo. A 23 anni, con un ruolo da protagonista nel curriculum, non suona più come un piano di fuga.

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