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CeeDee Lamb, il ricevitore dei record dei Cowboys che aspetta ancora gennaio

Penelope H. Fritz
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CeeDee Lamb
CeeDee Lamb
Photo: Steve Cheng, Bruin Report Online / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita8 aprile 1999
Opelousas, Louisiana, United States
ProfessioneGiocatore di football americano (wide receiver)
Premi individualiFirst-team All-Pro · Second-team All-Pro · Pro Bowl · Leader delle ricezioni NFL · All-American per consenso

Ci sono i numeri, che non lasciano dubbi su CeeDee Lamb. Nessun giocatore dei Dallas Cowboys ha mai ricevuto più passaggi in una stagione né guadagnato più yard, e nella classifica dei ricevitori di sempre della franchigia ci sono soltanto due nomi davanti al suo. Poi c’è la versione che gennaio continua a mettere alla prova. Da quando è a Dallas, i Cowboys hanno vinto una sola partita di playoff e l’attacco intorno a lui ha cambiato volto due volte: prima la squadra lo ha pagato perché fosse il fulcro di tutto, poi ha ingaggiato un secondo ricevitore che, per una stagione, ha fatto meglio di lui.

È la domanda che Lamb si porta dietro ogni settimana: è ancora il giocatore attorno al quale si costruisce l’attacco o la metà più forte di una coppia? Lui gioca come se la risposta fosse ovvia. Si schiera largo o nello slot, riceve il pallone corto e lo trasforma in una giocata lunga; il suo quarterback, Dak Prescott, lo descrive come un ricevitore capace di «liberarsi da solo», senza bisogno che venga disegnato uno schema apposta per lui. Il problema è che Dallas continua ad aver bisogno proprio di questo.

Il suo nome completo è Cedarian DeLeon Lamb. Il soprannome gli fu dato da un allenatore giovanile che, durante gli allenamenti, non riusciva a pronunciare Cedarian: Lamb aveva iniziato a giocare a football in quarta elementare e da allora quel nome gli è rimasto addosso. Nacque a Opelousas, in Louisiana, l’8 aprile 1999, e trascorse la prima infanzia a New Orleans, finché nel 2005 l’uragano Katrina non costrinse la sua famiglia a trasferirsi a ovest, a Houston.

Alla Foster High School di Richmond, nella parte sud-occidentale dell’area di Houston, da senior ricevette 98 passaggi per 2.032 yard e 33 touchdown: il quarto miglior totale di yard su ricezione nella storia delle scuole superiori del Texas. A Oklahoma ricevette passaggi da tre diversi quarterback titolari in tre stagioni. Baker Mayfield e Kyler Murray vinsero entrambi l’Heisman Trophy lanciando a lui; Jalen Hurts arrivò secondo. Nel 2019, la sua terza stagione, collezionò 62 ricezioni per 1.327 yard e 14 touchdown, con una media di 21,4 yard a ricezione: un record universitario per un ricevitore con almeno 50 ricezioni. Fu inoltre inserito all’unanimità nell’All-American. Un anno prima del previsto si dichiarò eleggibile per il draft.

Nel 2020 Dallas lo scelse con la 17ª chiamata assoluta, terzo ricevitore selezionato dopo Henry Ruggs e Jerry Jeudy. Nella sua stagione da rookie totalizzò 74 ricezioni per 935 yard, secondo soltanto a Justin Jefferson tra i ricevitori al primo anno. Nel 2021 superò per la prima volta quota 1.000 yard e fu convocato al suo primo Pro Bowl come sostituto. Nel 2022 ricevette 107 passaggi, fu inserito nel secondo team All-Pro e segnò il suo primo touchdown nella postseason nella vittoria del turno wild card a Tampa Bay, ancora oggi l’unica vittoria ai playoff della sua carriera.

La stagione 2023 è quella con cui la franchigia misurerà tutte le altre. Lamb ricevette 135 passaggi per 1.749 yard e 12 touchdown, guidò la NFL per numero di ricezioni e fu inserito nel primo team All-Pro. Divenne il primo giocatore nella storia della lega a totalizzare almeno dieci ricezioni e 150 yard in tre partite consecutive. In una partita contro Detroit chiusa con 13 ricezioni e 227 yard, superò i record di Michael Irvin per ricezioni e yard su ricezione in una singola stagione. L’annata finì in casa, al turno wild card: una sconfitta per 48-32 contro Green Bay in cui le sue nove ricezioni per 110 yard non cambiarono nulla.

Gli anni successivi sono stati più difficili da interpretare, e una parte della responsabilità è sua. Saltò per intero la preparazione del 2024 per via della protesta contrattuale, poi il 26 agosto 2024 firmò un’estensione di quattro anni da 136 milioni di dollari, con 100 milioni garantiti, che lo lega a Dallas fino al 2028. La squadra chiuse con un bilancio di 7-10. La stagione 2025 cominciò a Philadelphia con quattro palloni lasciati cadere, uno dei quali poteva valere la vittoria a due minuti dalla fine. Lamb non cercò scuse: «Devo solo prendere quel dannato pallone». Una distorsione alta alla caviglia contro Chicago gli costò tre partite; una commozione cerebrale contro Detroit pose fine in anticipo a un’altra gara. Chiuse la stagione con appena tre touchdown, il minimo in carriera. Nel frattempo George Pickens, arrivato da Pittsburgh, guidò la squadra con 1.429 yard e nove touchdown e fu inserito nel secondo team All-Pro. La sua quinta convocazione consecutiva al Pro Bowl arrivò come sostituto di un ricevitore diretto al Super Bowl. Alcuni analisti fecero notare che le migliori partite di Pickens erano arrivate quando Lamb era fermo. Agli occhi di chi guardava da fuori, però, il ricevitore che Dallas aveva pagato come numero uno non era più chiaramente il migliore della rosa.

Considerando il quadro nel suo insieme, il bilancio è più favorevole. Anche in quella stagione travagliata Lamb superò le 1.000 yard: ne totalizzò 1.077 in 14 partite, centrando il traguardo per il quinto anno consecutivo. Prima di lui, a Dallas, ci era riuscito soltanto Irvin. Nel marzo 2026 accettò di ristrutturare il contratto prima dell’apertura del mercato dei free agent e, ad aprile, Pickens firmò il franchise tag: i due rimasero così insieme per una seconda stagione sotto la guida dell’head coach Brian Schottenheimer.

Le prime settimane del 2026 hanno offerto argomenti a favore di Lamb con più forza di qualsiasi altra cosa dai tempi della sua stagione da record. Dopo un esordio in sordina contro i Giants, ricevette otto passaggi per 153 yard e due touchdown contro Washington. Poi arrivò Houston. Con Dallas a pochi minuti da un inizio di stagione da 1-3, ricevette 17 passaggi per 189 yard, quattro dei quali nell’ultimo drive. L’ultimo fu un touchdown da 12 yard su passaggio di Prescott, a 40 secondi dalla fine, nella vittoria per 34-30. Fu il suo record personale, con quattro ricezioni in più rispetto al precedente, e lo lasciò a una sola ricezione dal primato di Jason Witten per una partita con la franchigia. «Per me ha significato tutto, amico. Sono cresciuto qui, capisci cosa intendo?» disse dopo la partita.

La partita ha anche mostrato quanto Dallas dipenda da lui. Quel pomeriggio la difesa aveva concesso quasi 400 yard, e le settimane successive presentarono il conto. Lamb subì un colpo alla coscia e lasciò la sconfitta del giovedì sera contro Tampa Bay; dieci giorni dopo, nella partita domenicale in notturna a Green Bay, ricevette nove dei 18 passaggi indirizzati verso di lui per 70 yard. In una giocata scivolò all’apice della traccia, dando origine a una delle due intercettazioni di Prescott nella sconfitta per 23-13. Quelle 70 yard gli permisero di superare Tony Hill e salire al terzo posto nella classifica di sempre dei ricevitori della franchigia, con 7.993 yard, dietro soltanto a Witten e Irvin.

Dallas è sul 2-4. La prossima prova sarà lunedì sera a Philadelphia, il 26 ottobre, nello stesso stadio in cui la sua stagione 2025 era cominciata con quei palloni lasciati cadere; poi, il 1° novembre, arriverà Arizona. Lamb ha dichiarato pubblicamente che la division è ancora alla portata. Il suo contratto scade nel 2028, ma alla sua carriera manca ancora una cosa: un gennaio che vada oltre il secondo fine settimana.

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