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Jaylen Waddle, l’eterno secondo di Miami che Denver vuole numero uno

Penelope H. Fritz
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Jaylen Waddle
Jaylen Waddle
Photo: Gatorfan252525 / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 novembre 1998
Houston
ProfessioneRicevitore di football americano
PalmarèsNovellino dell'anno della SEC · national championship game 2020
Premi individualiGiocatore dell'anno delle unità speciali della SEC · Novellino dell'anno della SEC · Campione nazionale del playoff di football universitario con l'Alabama · Squadra dei nuovi arrivati della PFWA

Per cinque stagioni Jaylen Waddle è stato il ricevitore di cui le difese si preoccupavano per secondo. A Miami Tyreek Hill si prendeva le safety e i titoli dei giornali; Waddle sfruttava lo spazio che restava e lo trasformava in alcune delle yard più efficienti della sua classe di draft. I Denver Broncos hanno puntato una scelta del primo giro sull’idea che quella divisione dei compiti lo sottovalutasse. Dopo quattro partite con la maglia arancione, gli indizi vanno in entrambe le direzioni.

La velocità viene da Houston, dove Waddle è cresciuto, e si è vista presto all’Episcopal High School di Bellaire, alle porte della città. Con lui in squadra i Knights hanno disputato tre finali della Southwest Preparatory Conference, vincendone una al suo secondo anno. All’ultimo anno ha giocato l’U.S. Army All-American Game e, nel National Signing Day, ha scelto Alabama preferendola a Texas, Texas A&M, Florida State, TCU e Oregon.

Lo staff di Nick Saban ha trovato subito il modo più rapido per usarlo: dargli il pallone in campo aperto e togliersi di mezzo. Da matricola, nel 2018, ha ricevuto 45 passaggi per 848 yard e sette touchdown, ha riportato un punt per 63 yard fino in end zone contro Louisiana ed è stato eletto matricola dell’anno della SEC. Nel 2019 i ritorni sono diventati la sua firma: 77 yard su punt contro LSU, 98 su kickoff contro Auburn, il primato nazionale per yard e per media sui ritorni di punt, 24,4 a tentativo, e il premio di miglior giocatore degli special team della conference. A casa, però, l’asticella era più alta. Dopo un lungo ritorno contro Texas A&M chiuso dal placcaggio del punter avversario, ha raccontato la reazione della madre: «Mi ha detto che mi ero fatto placcare dal punter, quindi ci ha scherzato sopra parecchio».

Nel 2020, l’anno dei suoi 22 anni, è finalmente diventato il centro dell’attacco, e per un mese nessuno nella SEC è riuscito a marcarlo: oltre 120 yard su ricezione in ciascuna delle prime quattro partite, 161 contro Georgia. Poi, riportando il calcio d’inizio contro Tennessee, si è fratturato la caviglia destra. È tornato in campo per la finale nazionale contro Ohio State, vinta da Alabama, e nel gennaio 2021 ha rinunciato all’ultimo anno universitario per dichiararsi al draft.

I Miami Dolphins lo hanno scelto con la sesta chiamata assoluta, riunendolo al suo quarterback del college, Tua Tagovailoa. La stagione da rookie è stata una dichiarazione di volume: 104 ricezioni, record NFL per un esordiente che superava le 101 di Anquan Boldin del 2003, 1.015 yard e un posto nella squadra ideale dei rookie della PFWA. Ha anche regalato alla lega l’esultanza più letterale, una camminata ondeggiante da papera presa in prestito dal suo cognome, perché in inglese «waddle» significa proprio questo. Puka Nacua gli ha strappato il record due anni dopo con 105 ricezioni, ma a quel punto Waddle aveva già un altro ruolo.

Quel ruolo è arrivato nel 2022, quando Miami ha prelevato Tyreek Hill da Kansas City. Con l’ex stella dei Chiefs al fianco, Waddle ha vissuto la sua stagione migliore: 75 ricezioni, 1.356 yard e la media più alta della lega, 18,1 yard a presa. A Baltimora ha ricevuto 11 passaggi per 171 yard e due touchdown, il secondo decisivo, nella rimonta da 14-35 nell’ultimo quarto chiusa sul 42-38. Il giorno di Natale ha segnato su una ricezione da 84 yard contro Green Bay, l’azione più lunga nella storia delle partite natalizie della NFL. Una commozione cerebrale gli ha fatto perdere tempo nel 2023, eppure ha chiuso con 1.014 yard in 14 partite, mentre i Dolphins guidavano la lega per yard a partita.

I dubbi sono arrivati con i soldi. Nel maggio 2024 Miami gli ha firmato un rinnovo triennale da 84,75 milioni di dollari, e quella stagione ha prodotto 58 ricezioni, 744 yard e due touchdown, il bilancio più povero della sua carriera. Quando Hill si è infortunato dopo la quarta giornata del 2025, Waddle è diventato finalmente la prima opzione e ha risposto con 64 ricezioni, 910 yard e sei touchdown. Numeri solidi. Non il salto che ci si aspetta da un ricevitore numero uno quando i riflettori si spostano su di lui. La lettura benevola accusa un attacco inceppato; quella severa sostiene che la forza d’attrazione di Hill sulle difese avesse svolto per tre anni una parte del lavoro di Waddle. Miami, con il nuovo general manager Jon-Eric Sullivan, ha preferito le scelte al draft alla verifica. Il suo bilancio in Florida si chiude con 373 ricezioni, 5.039 yard e 26 touchdown in 78 partite di stagione regolare.

Denver, invece, voleva saperlo. I Broncos avevano vinto 14 partite nel 2025 conquistando il primo posto della AFC, finché Bo Nix non si è fratturato la caviglia al termine della vittoria nel turno divisionale e la stagione si è fermata a un passo dal Super Bowl LX. Nel marzo 2026 lo scambio è stato chiuso: Waddle e una scelta del quarto giro sono finiti a Denver, Miami ha ricevuto la trentesima scelta del draft 2026 più un terzo e un quarto giro. Nel giro di una settimana i Broncos hanno ristrutturato il suo contratto, in scadenza nel 2028, per liberare spazio sotto il tetto salariale. Courtland Sutton, il bersaglio di fiducia di Nix, è sceso al secondo posto nelle gerarchie.

Il primo mese è sembrato il dibattito in miniatura. All’esordio, un lunedì sera contro Kansas City, Waddle ha preso un solo passaggio per due yard. Una settimana dopo ne ha ricevuti otto per 138 yard nel 20-13 su Jacksonville, portandosi a casa il pallone della partita. «Si vede l’esplosività, quello che fa dopo la ricezione», ha detto Sean Payton. «Sono contento che sia nostro». Nel 30-26 sui Los Angeles Rams, lui e la guardia Quinn Meinerz hanno festeggiato una segnatura del terzo quarto mimando un lancio di dadi, e la lega li ha multati di 14.926 dollari ciascuno. Visto poi con uno stivaletto protettivo al piede destro, si è allenato regolarmente per tutta la settimana successiva e, nella sconfitta per 24-14 a San Francisco, ha ricevuto da Nix un passaggio da 13 yard per il suo primo touchdown da Bronco. Dopo quattro partite è a quota 16 ricezioni e 185 yard.

Sono i numeri di un ricevitore che sta ancora imparando il suo quarterback, non quelli di chi cambia una stagione. Denver non ha pagato per il record da rookie né per il touchdown di Natale. Ha pagato per un giocatore capace di vincere senza un Tyreek Hill dall’altra parte dello schieramento, a gennaio, quando Nix lo cercherà su un terzo down. Il contratto arriva fino al 2028. Il verdetto arriverà molto prima.

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