Cinema

Train to Busan torna in 4K: il festival del cinema coreano di Madrid a caccia del mostro accanto

Old Boy, Sleep, HOPE di Na Hong-jin e The Journey to Gyeong-ju completano la 18ª edizione del Festival del cinema coreano in Spagna
Molly Se-kyung
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L’inquadratura più spaventosa di Train to Busan non è uno zombie. È una porta chiusa. A metà del film di Yeon Sang-ho, i sopravvissuti che si aprono la strada lungo il treno raggiungono i passeggeri sani, che si rifiutano di farli entrare. Con un solo stacco il film rovescia il suo mostro: la minaccia è l’uomo seduto accanto. Quest’idea, un orrore così vicino da poterlo toccare, è la spina dorsale del Festival del cinema coreano in Spagna di quest’anno, giunto alla diciottesima edizione e intitolato El Monstruo de al Lado, «Il mostro della porta accanto».

Il programma, organizzato a Madrid dal Centro Culturale Coreano in Spagna, braccio culturale dell’Ambasciata della Repubblica di Corea, è breve e calibrato. Cinque lungometraggi tra suspense, azione e fantascienza, più i tre vincitori del quarto concorso di cortometraggi del centro. Train to Busan ne è il perno: torna sul grande schermo in una versione restaurata in altissima definizione per il suo decimo anniversario. Presentato a Cannes in una proiezione di mezzanotte, è diventato il modello di un decennio di cinema di genere coreano esportato nel mondo.

Accanto a lui c’è il film che ha insegnato al mondo a guardare i thriller coreani. Old Boy di Park Chan-wook, con Choi Min-sik nei panni di un uomo rinchiuso in una stanza per quindici anni senza alcuna spiegazione, ha vinto il Grand Prix a Cannes e regge ancora sulla rivelazione più crudelmente trattenuta del genere. Il suo mostro non abita accanto. È già dentro la famiglia.

Choi Min-sik and Kang Hye-jung in Oldboy by Park Chan-wook
Image: Show East

Sleep porta la minaccia in camera da letto. L’esordio di Jason Yu, selezionato alla Semaine de la Critique di Cannes, segue una giovane coppia, interpretata da Jung Yu-mi e dal compianto Lee Sun-kyun, mentre il sonnambulismo del marito diventa un pericolo che nessuno dei due riesce a controllare. Jung Yu-mi è anche una delle sopravvissute di Train to Busan, e questo la rende il filo silenzioso del festival: due volte scelta per essere la donna che deve decidere se fidarsi del corpo che ha accanto.

I due titoli più recenti tirano il tema in direzioni opposte. HOPE, del regista di The Wailing Na Hong-jin, è la scommessa in grande del programma: un creature movie di fantascienza guidato da Hwang Jung-min, Zo In-sung e Jung Ho-yeon, con Alicia Vikander nel cast internazionale. The Journey to Gyeong-ju punta sul piccolo e sull’acido. Kim Mi-jo, il cui dramma indipendente Gull ha vinto il primo premio a Jeonju, dirige un road movie di vendetta in chiave di commedia nera su una madre e le sue figlie che si mettono sulle tracce dell’uomo responsabile della morte della figlia minore, appena lui esce di prigione. Protagoniste Lee Jung-eun, Gong Hyo-jin e Park So-dam.

Hwang Jung-min firing at a creature in Na Hong-jin film HOPE
Image: Plus M Entertainment

Il festival si svolge dall’8 al 10 ottobre nella Sala 3 del Palacio de la Prensa, in Plaza del Callao a Madrid. The Journey to Gyeong-ju apre giovedì 8. Venerdì 9 abbina Train to Busan in 4K a HOPE. Sabato 10 chiude con Old Boy e Sleep. Un corto vincitore precede l’ultimo lungometraggio di ogni giornata. Tutti i film sono proiettati in coreano con sottotitoli in spagnolo e l’ingresso è libero fino a esaurimento posti, in ordine di arrivo; le prime 100 persone di ogni proiezione ricevono un mini popcorn e tteok coreani.

Cinque film, una sola tesi. Da vent’anni il cinema di genere coreano insiste che il mostro non arriva da fuori. È già nel vagone, in camera da letto, nella casa di fronte. Madrid ha tre sere per controllare chi le siede accanto.

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