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Learner Tien, il mancino americano che vince senza un grande servizio

Penelope H. Fritz
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Learner Tien
Learner Tien
Photo: Hameltion / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita2 dicembre 2005
Irvine, California, United States
ProfessioneTennista professionista
PremiCampione delle Next Gen ATP Finals · Campione del Moselle Open · Campione del Geneva Open · Campione di doppio maschile dell'Australian Open

Learner Tien gioca a tennis come se nell’ultimo decennio il circuito maschile fosse rimasto fermo. Lo sport si è trasformato, puntando tutto sull’attacco immediato: il servizio che chiude il punto prima ancora che cominci e il dritto che mette fine allo scambio successivo. Tien, mancino della California meridionale, fa la maggior parte dei suoi danni quando quella fase è ormai alle spalle. Risponde profondo, recupera palle che sembravano destinate a diventare vincenti, spedisce la palla lunga e alta nell’angolo del rovescio e aspetta che l’avversario perda la pazienza. La strategia continua a funzionare anche contro giocatori che avrebbero dovuto sovrastarlo: Daniil Medvedev tre volte, Alexander Zverev una, Ben Shelton due. Ora la sua carriera pone una domanda: questo tennis può portarlo oltre le vittorie contro avversari più quotati e inserirlo nel ristretto gruppo di chi conquista i titoli più importanti, pur avendo un servizio che raramente intimorisce?

Il suo nome racconta qualcosa della famiglia in cui è cresciuto. La madre, Huyen, insegnava matematica; il padre, Khuong, è un avvocato specializzato in diritto immobiliare, e la sorella si chiama Justice. Entrambi i genitori sono Hoa, di etnia cinese e originari del Vietnam: lasciarono il sud del Paese dopo la guerra seguendo strade diverse, lui in aereo e lei in barca. In un documentario di Tennis Channel, Huyen ha raccontato una traversata durata dieci giorni e le persone che vide morire durante il viaggio. I due si conobbero grazie al tennis a Irvine, e il figlio scoprì questo sport sui campi pubblici della città, dove passava il tempo mentre il padre giocava in una lega amatoriale maschile.

Tien è nato a Irvine il 2 dicembre 2005 e ha vinto il suo primo torneo, al Racquet Club of Irvine, a cinque anni. La madre lo istruì a casa. Si diplomò a 16 anni e, quell’estate, vinse il campionato nazionale USTA Boys 18s a Kalamazoo, conquistando una wild card per gli US Open del 2022: da Donald Young nel 2005, nessun giocatore più giovane aveva partecipato al tabellone principale maschile del torneo. Miomir Kecmanović lo sconfisse in quattro set. Nel 2023 raggiunse la finale del singolare juniores sia agli Australian Open sia agli US Open, perdendo la prima contro Alexander Blockx e la seconda contro João Fonseca; vinse invece il doppio juniores degli Australian Open insieme a Cooper Williams. Dopo un semestre alla University of Southern California, passò al professionismo.

La sua ascesa passò dai circuiti minori. Nell’estate del 2024 vinse 28 partite di fila tra ITF e Challenger, una serie che comprendeva il suo primo titolo Challenger, a Cranbrook, nel Michigan. In autunno aggiunse i titoli di Las Vegas e Fairfield: in quest’ultimo torneo batté Bernard Tomic in 39 minuti, nella finale più breve nella storia dei Challenger. Da qualificato e numero 231 del ranking, raggiunse poi i quarti di finale del torneo ATP di Winston-Salem. A dicembre arrivò in finale alle Next Gen ATP Finals in Arabia Saudita, dove perse di nuovo contro Fonseca.

Nel gennaio 2025, Melbourne cambiò la portata della sua impresa. Dopo aver superato le qualificazioni, batté Medvedev, quinta testa di serie, al secondo turno, in una partita durata quattro ore e 50 minuti, conclusa dopo le tre del mattino e decisa al tie-break del quinto set, ai dieci punti. Raggiunse gli ottavi di finale, diventando il secondo statunitense più giovane a spingersi così avanti agli Australian Open nell’Era Open, dopo Pete Sampras. Un mese più tardi, ad Acapulco, sconfisse Zverev, allora numero 2 del mondo, per 6-3 6-4. A luglio iniziò a lavorare con Michael Chang, campione del Roland Garros nel 1989, che si era affermato come allenatore al fianco di Kei Nishikori. In autunno i risultati si videro. A Pechino batté Lorenzo Musetti e poi Medvedev, ritiratosi nel terzo set, prima che Jannik Sinner si aggiudicasse la finale per 6-2 6-2. A Metz conquistò il suo primo titolo ATP, superando Cameron Norrie al tie-break del terzo set e diventando il primo statunitense adolescente a vincere un titolo del circuito dai tempi di Andy Roddick, nel 2002. A dicembre vinse le Next Gen ATP Finals, battendo Blockx, il giocatore che lo aveva sconfitto nella finale juniores degli Australian Open.

Nel gennaio 2026 tornò a Melbourne da testa di serie e, agli ottavi, ritrovò Medvedev, battendolo in tre set e infliggendogli il primo 6-0 mai subito dal russo in uno Slam. Raggiunse così i suoi primi quarti di finale in un torneo del Grande Slam, dove fu fermato da Zverev. Arrivò ai quarti anche a Indian Wells, battendo Shelton prima di perdere contro Sinner, poi a maggio conquistò il suo primo titolo sulla terra battuta al Geneva Open, superando Alexander Bublik in semifinale e Mariano Navone in finale: a vincere il torneo, a un’età inferiore alla sua, era stato soltanto Marc Rosset, nel 1989. Ad agosto raggiunse il miglior piazzamento della carriera, il numero 12, e a Montreal disputò la sua prima semifinale in un Masters.

Le vittorie a sorpresa sono la parte della storia che fa notizia, ma rischiano di mettere in ombra la sfida più difficile. Contro i primi dieci del mondo il suo bilancio è quasi in parità, e le sconfitte seguono uno schema: Sinner lo ha battuto nella finale di Pechino e poi ancora a Indian Wells, Zverev lo ha fermato a Melbourne e, nella semifinale di Montreal, Shelton — già sconfitto due volte da Tien — ha vinto 6-2 6-3. Due delle vittorie ottenute nella sua cavalcata a Pechino sono arrivate contro avversari ritiratisi. A parte Melbourne, non è mai andato oltre il quarto turno di uno Slam, mentre a Wimbledon, dove il servizio conta di più, è uscito due volte al secondo turno. Definirlo un contrattaccante rende giustizia alla capacità di resistere più a lungo di quasi chiunque, ma descrive anche un giocatore le cui vittorie migliori tendono a essere le più lunghe: e le partite interminabili presentano il conto nell’arco delle due settimane di uno Slam.

Gli US Open hanno messo in luce entrambi gli aspetti. Al secondo turno ha battuto Gaël Monfils, nel torneo d’addio del francese, poi ha rimontato Jakub Menšík da due set a uno sotto, in tre ore e 24 minuti, conquistando un posto agli ottavi. Qui era avanti due set a uno contro Karen Khachanov, ma ha perso al quinto. A settembre ha esordito in Laver Cup con il Team World di Andre Agassi alla O2 Arena di Londra: ha battuto Flavio Cobolli e perso contro Zverev nell’ultima giornata, mentre il Team Europe si imponeva per 13-5. La trasferta asiatica è stata meno brillante: sconfitta al primo turno contro Hubert Hurkacz a Pechino e ko al terzo contro Casper Ruud a Shanghai.

Numero 18 del mondo, lunedì ha esordito all’Erste Bank Open di Vienna battendo Luca Van Assche per 6-3 6-1; il prossimo avversario sarà Alex de Minaur. Compirà 21 anni il 2 dicembre, un mese prima degli Australian Open, il torneo in cui la sua pazienza ha dato i frutti migliori e dove, a gennaio, cercherà di dimostrare che si può vincere anche il titolo più importante seguendo la strada più lunga.

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