Calcio

Leah Williamson, due Europei da capitana dell’Inghilterra e un Mondiale ancora da giocare

Penelope H. Fritz
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Leah Williamson
Leah Williamson
Photo: Ryanasman1 / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita29 marzo 1997
Milton Keynes, England
ProfessioneCalciatrice (difensore centrale dell'Arsenal, capitana dell'Inghilterra)
Premi individualiCampionato Europeo Femminile UEFA · UEFA Women's Champions League · Coppa delle Campionesse Femminili FIFA · FA Women's Super League · Finalissima Femminile · Squadra del Torneo UEFA Femminile · FIFA FIFPRO World 11 Femminile · CBE

Molti conoscono Leah Williamson grazie a due fotografie: la capitana dell’Inghilterra che solleva sopra la testa un trofeo europeo, e poi lo fa di nuovo. L’altra metà della sua carriera recente non è immortalata in fotografie, perché si è svolta tra palestre e sale di riabilitazione nel nord di Londra, dove ha trascorso buona parte delle ultime stagioni cercando di rimettere in sesto, una dopo l’altra, diverse parti del suo corpo. Oggi la sua carriera ruota attorno a una domanda scomoda per una capitana la cui autorevolezza nasce dalla presenza in campo: quanta ne resta dopo lunghi periodi trascorsi a guardare la partita da bordo campo?

Sarina Wiegman non ha mai avuto dubbi sulla risposta, e nemmeno l’Arsenal, l’unico club senior in cui Williamson abbia mai giocato. Una parte del motivo sta nel suo modo di difendere. Gioca da centrale con l’attitudine di una centrocampista: si inserisce nello spazio prima che arrivi il passaggio e riconquista il pallone senza dover contrastare nessuno. Al suo primo grande torneo da capitana dell’Inghilterra, nessuna giocatrice della competizione ha recuperato il possesso più spesso di lei.

Williamson è cresciuta a Newport Pagnell, all’estremità settentrionale di Milton Keynes, la città in cui è nata il 29 marzo 1997, in una famiglia divisa a metà dal calcio: il padre e il fratello tifavano Tottenham Hotspur, mentre la madre e la nonna erano dell’Arsenal. Da ragazza, la madre giocava a calcio e si tagliava i capelli corti per sembrare un maschio e riuscire a trovare una squadra. Williamson era l’unica bambina della sua prima squadra giovanile, la Scots Youth FC, e a nove anni seguì un allenatore all’Arsenal. Un anno dopo entrò in campo come mascotte dell’Inghilterra, accanto alla capitana Kelly Smith, che le autografò una foto e le disse di sognare in grande. A quindici anni fu vicina a lasciare il calcio, convinta che una donna non potesse guadagnarsi da vivere giocando.

Esordì con la prima squadra dell’Arsenal il giorno dopo aver compiuto 17 anni, entrando nel finale di una partita dei quarti di finale di Champions League nel 2014, e a giugno conquistò una medaglia da vincitrice della FA Cup. L’anno dopo fu nominata PFA Young Player of the Year. Di quel periodo si racconta ancora un episodio legato a un solo calcio. In una partita di qualificazione agli Europei Under 19 contro la Norvegia, nell’aprile 2015, l’arbitro annullò il suo rigore trasformato per invasione dell’area e, invece di farlo ripetere, assegnò una punizione alla Norvegia. La UEFA riconobbe l’errore e prese la decisione senza precedenti di far rigiocare i secondi finali della partita qualche giorno dopo. Williamson si presentò di nuovo sul dischetto, segnò e mandò l’Inghilterra alla fase finale.

Per anni fu una centrocampista destinata forse a diventare difensore. Joe Montemurro chiarì la situazione dopo essere subentrato alla guida dell’Arsenal nel dicembre 2017: la spostò al centro della difesa per impostare il gioco da dietro, e il cambiamento portò alla conquista della Women’s Super League nel 2018–19. La sua carriera con l’Inghilterra cominciò più lentamente. Esordì nel giugno 2018 contro la Russia e partecipò ai Mondiali del 2019, dove Phil Neville la impiegò pochissimo, preferendole difensori più esperte.

Wiegman la nominò capitana permanente dell’Inghilterra nell’aprile 2022, succedendo a Steph Houghton. Quell’estate Williamson guidò la nazionale al titolo di Euro 2022 a Wembley, il primo grande trofeo nella storia della squadra femminile. Indossò per tutto il torneo una fascia arcobaleno e, il giorno dopo la finale, la squadra pubblicò una lettera aperta per chiedere che alle ragazze fosse garantito tempo per l’educazione fisica a scuola. Williamson ha detto di sentirsi a disagio con la parola «attivismo», perché, come ha spiegato, pensa che sia semplicemente così che dovrebbero comportarsi le persone normali.

Nell’aprile 2023, meno di due settimane dopo aver guidato l’Inghilterra alla vittoria sul Brasile nella Finalissima, si è rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio durante una partita di campionato contro il Manchester United. Ha saltato i Mondiali in Australia, dove l’Inghilterra è arrivata in finale senza di lei. Durante la riabilitazione ha imparato da sola a suonare il pianoforte e si è esibita con la BBC Concert Orchestra; nel gennaio 2024 è tornata in campo con l’Arsenal.

La storia che viene raccontata di solito dopo il suo rientro è quella di un ritorno lineare, ma non è andata così. All’inizio della stagione 2024–25, la sua forma è stata duramente criticata sui social media. Al termine della stagione aveva vinto la Champions League con l’Arsenal, battendo il Barcellona per 1–0 a Lisbona, e nel luglio 2025 aveva guidato l’Inghilterra al secondo titolo europeo consecutivo, battendo la Spagna ai rigori a Basilea: è diventata così la prima capitana dell’Inghilterra a sollevare due grandi trofei. La finale le ha lasciato anche un infortunio al ginocchio, che ha richiesto un intervento chirurgico qualche settimana dopo. La stagione 2025–26 è stata poi dedicata soprattutto al recupero della condizione: è rientrata a dicembre, a febbraio ha lasciato il ritiro dell’Inghilterra per un problema al tendine del ginocchio, è tornata per la semifinale di Champions League contro il Lione senza essere al meglio, ha visto l’Arsenal uscire con un punteggio complessivo di 4–3 e a giugno ha rinunciato a un altro impegno con la nazionale per un nuovo infortunio al tendine del ginocchio. La candidatura al Laureus Comeback of the Year per il recupero dalla lesione al crociato è arrivata nel bel mezzo di quella stagione, mentre trascorreva ancora una volta più tempo in riabilitazione che in campo.

La risposta dell’Arsenal è arrivata con un nuovo contratto nell’aprile 2026, che la BBC ha descritto come un accordo biennale. Nel 2026 le è stato conferito il titolo di CBE in occasione delle onorificenze di Capodanno, dopo essere stata nominata OBE tre anni prima. La nuova stagione ha già regalato un momento imbarazzante: a fine settembre 2026, in Champions League contro il Paris FC, ha raccolto il pallone dopo un rinvio dal fondo, convinta che non fosse ancora in gioco; l’arbitro ha assegnato un rigore e il vantaggio di due gol dell’Arsenal si è trasformato in un pareggio per 2–2.

Con l’Inghilterra è tornata al comando. Dopo aver chiuso al secondo posto dietro alla Spagna nel girone di qualificazione, le Lionesses hanno dovuto passare dagli spareggi per i Mondiali del 2027 in Brasile; a ottobre hanno battuto la Grecia per 3–1 a Creta e per 5–0 a Leicester, con Williamson in testa alla squadra mentre entrava in campo da capitana al King Power Stadium.

Fuori dal campo ha parlato pubblicamente della sua convivenza con l’endometriosi, che un tempo le provocava ansia all’idea di giocare durante il ciclo mestruale, nella speranza che le atlete con questa condizione possano ricevere un sostegno migliore. Ha una relazione con la modella americana ed ex Miss USA Elle Smith, ed è molto amica di Keira Walsh, con cui ha condiviso tutte le selezioni giovanili dell’Inghilterra. Nel 2023 ha pubblicato You Have the Power, scritto insieme alla giornalista Suzanne Wrack, e il romanzo per ragazzi The Wonder Team and the Forgotten Footballers, insieme a suo cugino Jordan Glover.

La prossima sfida è il secondo turno degli spareggi per i Mondiali, contro la vincente della sfida tra Slovacchia e Ucraina. Se l’Inghilterra passerà il turno, Williamson avrà l’occasione di guidare una squadra ai Mondiali per la prima volta, dopo aver guardato da casa l’ultima edizione.

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