Attori

John Cassavetes, il cattivo di Hollywood che si pagava il suo cinema

Penelope H. Fritz
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John Cassavetes
John Cassavetes
Photo: NBC Television / Public domain, via Wikimedia Commons
Nascita9 dicembre 1929
New York City, United States
Morte3 febbraio 1989 (59)
ProfessioneRegista e attore
Noto perUna moglie, La sera della prima, L'assassinio di un allibratore cinese
PremiOrso d'oro · FIPRESCI Prize, Berlin International Film Festival · Critics Award, Venice Film Festival

Per quasi tutta la carriera John Cassavetes ebbe due datori di lavoro. Il primo era Hollywood, che lo pagava per fare paura: l’attore che consegna la moglie a una setta in Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York, il detenuto condannato di Quella sporca dozzina, il direttore d’orchestra che uccide l’amante in un episodio di Colombo. Il secondo era lui stesso, un regista senza studio e senza distributore che girava nel soggiorno di casa, con la moglie, gli amici e la madre nel cast. Il primo pagava sempre il secondo.

Quello che comprava con quei soldi non somigliava a niente del cinema americano. Scene lunghissime in cui la gente beve, canta, si insulta e rifiuta di spiegarsi. Una macchina da presa che sembra entrare nella stanza sempre in ritardo. Attori, Gena Rowlands prima di tutti, liberi di essere ridicoli e spaventosi nella stessa inquadratura. La critica la chiamava improvvisazione. Cassavetes la chiamava sceneggiatura, e quasi sempre l’aveva scritta lui.

John Nicholas Cassavetes nacque a New York il 9 dicembre 1929, figlio di Nicholas John Cassavetes, immigrato greco, e di Katherine Demetriou, che anni dopo sarebbe comparsa nei suoi film. Trascorse i primi anni in Grecia e tornò a New York a sette anni senza sapere una parola d’inglese. Passò dalla Blair Academy, fu espulso dal Champlain College nel Vermont e approdò all’American Academy of Dramatic Arts, anche perché alcuni amici gli avevano detto che era piena di ragazze. Si diplomò nel 1950. Tre anni dopo una giovane attrice di nome Gena Rowlands vi sostenne il provino; quattro mesi più tardi erano sposati.

Nel 1956 dirigeva a Manhattan un laboratorio di recitazione con l’amico Burt Lane, costruito contro il Metodo che Lee Strasberg insegnava all’Actors Studio. I due si presentarono a un’audizione davanti a Strasberg con una scena che dissero tratta da una commedia recente e che invece inventarono lì per lì. Strasberg, colpito, offrì a Cassavetes una borsa di studio; lui la rifiutò, convinto che un maestro così facile da ingannare non avesse nulla da insegnargli. Da un esercizio di quel laboratorio nacque Ombre, finanziato con i soldi di amici, parenti e ascoltatori del programma radiofonico notturno di Jean Shepherd. Cassavetes detestò la prima versione, mostrata nel 1958, ne rigirò buona parte e presentò il nuovo montaggio nel 1959, con una colonna sonora costruita a partire da Charles Mingus e Shafi Hadi. Nessun distributore americano lo volle. Vinse invece il premio della critica alla Mostra di Venezia.

La televisione pagava le bollette. Fu il protagonista di Johnny Staccato, pianista jazz che fa il detective privato, sulla NBC tra il 1959 e il 1960, e ne diresse cinque episodi. Dopo due film girati dentro il sistema degli studios all’inizio degli anni Sessanta tornò a finanziarsi da solo, e il mestiere d’attore divenne il suo piano economico. Quella sporca dozzina gli valse nel 1967 una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista; l’anno seguente Roman Polanski gli affidò Guy Woodhouse in Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York.

Volti, uscito nel 1968, richiese circa tre anni, fu girato in gran parte nella casa di famiglia e ottenne tre candidature all’Oscar, tra cui quella per la sceneggiatura originale. Per farlo vedere, Cassavetes fondò una sua società di distribuzione. Nel 1970 arrivò Mariti, con Peter Falk e Ben Gazzara: tre uomini di mezza età che si perdono in una lunga sbronza dopo il funerale di un amico. Lo considerava un film personale, perché il fratello maggiore era morto a trent’anni. Falk, Gazzara e Seymour Cassel diventarono la compagnia fissa che lo accompagnò fino alla fine.

Gli anni Settanta furono di Rowlands. In Una moglie (1974) è una casalinga che va in pezzi davanti alla famiglia, e il film portò candidature all’Oscar a lei e a Cassavetes come regista. In La sera della prima (1977) è una diva sul viale del tramonto che perde l’equilibrio durante le anteprime di uno spettacolo prima del debutto a Broadway, ruolo che le valse l’Orso d’argento per la miglior attrice a Berlino. Una notte d’estate (Gloria) (1980), il suo film di genere più convenzionale, le diede un’altra candidatura all’Oscar. In mezzo c’era L’assassinio di un allibratore cinese (1976), con Gazzara proprietario di uno strip club che si gioca tutto e finisce costretto a un omicidio su commissione; fu un fiasco tale che Cassavetes ne rimontò una versione più corta due anni dopo.

La leggenda dell’improvvisazione è la parte della sua fama che regge peggio. A parte la prima versione di Ombre, i suoi film erano scritti con cura: agli attori lasciava libertà d’interpretazione e riscriveva le scene dopo le prove, invece di inventarle sul set. «Credo nell’improvvisazione a partire dalla parola scritta», diceva. L’altra accusa è più difficile da chiudere. Le Tigre gli ha dedicato un’intera canzone, «What’s Yr Take on Cassavetes?», per chiedersi se film che sottopongono di continuo le loro donne all’umiliazione e al crollo possano ancora essere presentati come liberatori. I suoi difensori indicano Rowlands, che ha dato forma a quei personaggi quanto lui. La domanda resta aperta, ed è giusto che resti tale.

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Love Streams – Scia d’amore, prodotto con i soldi della Cannon Films, vinse l’Orso d’oro a Berlino nel 1984 ed è spesso considerato il suo vero ultimo film: lui è uno scrittore donnaiolo, Rowlands sua sorella. Due anni dopo subentrò ad Andrew Bergman alla regia di Big Trouble, vide lo studio smontare le sue scelte e rinnegò il risultato. Bevitore da decenni, era già malato quando portò in scena a Los Angeles la sua commedia Woman of Mystery, nel 1987. Morì per le complicazioni di una cirrosi il 3 febbraio 1989, a 59 anni, lasciando più di quaranta sceneggiature mai girate. Una di queste, She’s Delovely, un progetto di cui aveva parlato con Sean Penn, fu girata dal figlio Nick come She’s So Lovely nel 1997, con Penn protagonista.

La vita postuma è stata più stabile di quella vera. Ombre, Volti e Una moglie sono nel National Film Registry, gli Independent Spirit Awards assegnano ogni anno un premio John Cassavetes a un film costato meno di un milione di dollari e i suoi tre figli lavorano nel cinema. Rowlands è morta nell’agosto 2024, a 94 anni. Nel febbraio 2026 Criterion ha pubblicato per la prima volta Una moglie in un Blu-ray autonomo, fuori dal cofanetto in cui era rimasto per vent’anni. Ogni regista a basso costo che gira in un appartamento con gli amici e lo chiama libertà lavora secondo il suo modello, quasi sempre senza sapere chi ha pagato il conto: un cattivo di Hollywood.

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