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Jessica Rothe, da La La Land all’horror: il cassetto in cui Hollywood l’ha chiusa

Penelope H. Fritz
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Jessica Rothe
Jessica Rothe
Photo: MTV International / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita28 maggio 1987
Denver, Colorado, United States
ProfessioneAttrice
Noto perLa La Land, Auguri per la tua morte, Per sempre la mia ragazza

Jessica Rothe è morta sullo schermo più volte di quante molti attori riescano a ottenere una parte. In Auguri per la tua morte un assassino con una maschera da neonato sorridente la uccideva, lei si risvegliava nello stesso letto preso in prestito di un dormitorio universitario e lui la uccideva di nuovo: quel loop ha trasformato una comprimaria del cinema indipendente nel volto che Universal e Blumhouse hanno venduto al pubblico dei multisala. L’etichetta arrivata subito dopo, scream queen, si adattava agli incassi e lasciava fuori quasi tutto ciò per cui si era preparata. Rothe veniva dalla danza classica e da una laurea in recitazione, aveva avuto una piccola parte in un musical di Damien Chazelle e negli anni successivi alla svolta ha inseguito ruoli da protagonista romantica. Oggi ha alle spalle una filmografia horror al completo e davanti un terzo Auguri per la tua morte la cui storia, racconta, lei e Christopher Landon hanno già messo a punto. Resta da capire se il cassetto in cui Hollywood l’ha riposta sia una trappola o l’unica stanza in cui le permettono di reggere un film sulle proprie spalle.

Nasce Jessica Ann Rothenberg a Denver, in Colorado, il 28 maggio 1987, figlia di Susan e di Steve Rothenberg, chirurgo pediatrico. Il palcoscenico era di casa: la nonna paterna, Colleen Rothenberg, recitava in teatro. Rothe comincia danza classica a otto anni, trascorre le estati nei campi teatrali di Kansas City, frequenta la Cherry Creek High School e nel 2009 si laurea alla Boston University con un Bachelor of Fine Arts.

I primi anni sono un apprendistato firmato ancora con il cognome di nascita. Arrivano piccole apparizioni in The Onion News Network e ruoli secondari in film indipendenti come The Hot Flashes e Jack, Jules, Esther & Me. Il debutto teatrale è del 2011, in The Dream of the Burning Boy di David West Read, e Charles Isherwood del New York Times definisce la sua prova notevole. Nel 2015 è già protagonista di piccoli film come Lily & Kat e del pilota di fantascienza Parallels per Netflix, e Chazelle la sceglie per il ruolo di Alexis in La La Land: una parte che desiderava perché da bambina un mondo in cui chiunque può mettersi a cantare all’improvviso le sembrava il posto più bello in cui vivere. La prima serie da protagonista arriva su MTV, con Paige in Mary + Jane, commedia sulla cannabis prodotta da Snoop Dogg che si ferma dopo una stagione. Daniel Fienberg dell’Hollywood Reporter trova la serie forzata, e del tutto naturale invece l’intesa con la collega Scout Durwood.

Tree Gelbman, il compleanno che non finisce mai

Auguri per la tua morte di Christopher Landon esce nel 2017 con Rothe nei panni di Theresa «Tree» Gelbman, una ragazza di confraternita così crudele che il film deve guadagnarsi ogni briciola di simpatia nei suoi confronti, condannata a rivivere il proprio compleanno finché non smaschera il suo assassino. Il soprannome non è casuale: gli alberi crescono, e la sceneggiatura voleva un’eroina da slasher capace di diventare un’altra persona. Il film ottiene un successo considerevole al botteghino e le recensioni puntano dritte su di lei. Brian Tallerico scrive su RogerEbert.com che la sua interpretazione è di gran lunga la cosa migliore del film; Jeannette Catsoulis, sul New York Times, la giudica impossibile da migliorare.

Davanti ad Ancora auguri per la tua morte esita, temendo che un sequel si limiti a ricalcare il primo capitolo. A convincerla è la proposta di Landon, un seguito che riparte esattamente da dove l’originale si chiude e porta la premessa verso la fantascienza; l’uscita del 2019 replica il risultato commerciale. Kimber Myers, sul Los Angeles Times, la definisce una delle nuove attrici più magnetiche sullo schermo. Entrambi i film le valgono candidature ai Fright Meter Awards.

La parte più scomoda della storia è ciò che accade tra un loop e l’altro, e dopo. Per sempre la mia ragazza, una storia d’amore del 2018 accettata per i suoi temi di forza interiore, viene stroncata. Nel 2020 è protagonista di Valley Girl, remake in forma di jukebox musical del film del 1983, e del dramma sentimentale All My Life: la critica loda lei e poco altro. Quando finalmente arriva l’azione, con Boy Kills World, dove sostituisce Samara Weaving nel ruolo di June27, la sicaria con il casco, Lauren Coates scrive su The A.V. Club che il personaggio entra in scena troppo tardi, che il casco fa le veci di una personalità e che il risultato è uno spreco doloroso di un giovane talento pieno di fascino. Lo schema mette a disagio. Il genere che l’ha lanciata è finora l’unico ad averle scritto ruoli che stanno in piedi, mentre i copioni con ambizioni di prestigio le crollano intorno e il grande ruolo d’azione le nasconde il viso. Scream queen racconta da dove è arrivato il materiale buono. Sulla sua estensione d’attrice non dice niente.

La televisione le offre un lavoro più costante, senza però un ruolo che la definisca. Compare in Utopia di Gillian Flynn per Amazon Prime Video, poi recita accanto a Melissa Leo in Body Brokers, dramma sulle truffe nei centri di riabilitazione. Netflix la sceglie come la giovane Sarah, madre della protagonista, nei flashback della sesta stagione di Virgin River, e la richiama per la settima. Nel 2025 è Cass Himmelstein, l’infermiera esperta del pronto soccorso che tiene in piedi un reparto traumatologico di Miami, in Pulse, medical drama di Netflix cancellato dopo una sola stagione.

Cinque film di genere in un solo anno

Quello che Rothe fa dopo ha l’aria di una scelta. Nel 2026 presenta in festival o porta in sala cinque film di genere. Imposters, horror fantascientifico di Caleb Phillips, debutta a marzo al SXSW: lei è una madre che trova il modo di salvare il suo neonato rapito, Charlie Barnett il marito che comincia a sospettare che il bambino non sia loro figlio. Affection, opera prima di BT Meza, arriva nei cinema a maggio; Rothe interpreta Ellie, una donna le cui crisi epilettiche le cancellano il ricordo del marito e della figlia che le stanno accanto, e il consenso critico attribuisce alla sua interpretazione il segno che il film lascia, anche se RogerEbert.com sostiene che la pellicola renda confuso il proprio tema della violenza domestica. Al Fantastic Fest è Iris, la moglie la cui morte spinge Scott Mescudi su per una montagna in Pathetic Fallacy di Adam Egypt Mortimer, e Alli, un’americana in missione medica in Amazzonia, in Beware Boiúna, il film sul serpente gigante di Mike P. Nelson uscito nelle sale statunitensi all’inizio di ottobre. A settembre la sezione Midnight Madness del festival di Toronto presenta in anteprima River, esordio di Joshua Giuliano, con Rothe e Jane Levy nei panni di due sorelle che non si parlano più, bloccate su un fiume isolato mentre nel bosco si aggira un assassino senza volto.

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Nella vita privata, il giorno di San Valentino del 2019 ha annunciato il fidanzamento con l’attore Eric Clem; i due si sono sposati il 12 settembre 2020 a Morrison, in Colorado.

Universal distribuirà River nelle sale statunitensi il 15 gennaio 2027. Il terzo Auguri per la tua morte, sviluppato con il titolo provvisorio Happy Death Day to Us, attende ancora il via libera di Universal e Blumhouse, mentre un prequel di Virgin River incentrato su Sarah ed Everett, con Callum Kerr, resta in sviluppo a Netflix. Se Tree Gelbman dovesse svegliarsi ancora una volta, troverebbe un’attrice che ha smesso di cercare una via d’uscita dal genere e ha cominciato a usarlo.

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