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Zelda: Ocarina of Time su Switch 2, recensioni da 96 ma niente Master Quest per i veterani

Liv Altman
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Ogni versione di The Legend of Zelda: Ocarina of Time è stata pensata per un tipo di giocatore leggermente diverso. L’edizione per GameCube offriva ai veterani Master Quest, una seconda avventura più difficile per chi aveva già finito il gioco. Il remake portatile arrivato in seguito lo manteneva come contenuto sbloccabile. Il nuovo remake di Nintendo, disponibile da oggi, è il primo a farne a meno: dalle recensioni emerge chiaramente a chi giova questa scelta.

La critica lo ha accolto quasi all’unanimità. Gli elogi premiano ciò che Nintendo ha ricostruito: la direzione artistica, la colonna sonora orchestrale, il doppiaggio e un Link che finalmente salta quando glielo chiedi. Le poche riserve, disseminate in giudizi altrimenti entusiasti, finiscono sempre per riguardare lo stesso lettore: chi il gioco lo ha già affrontato. Niente Master Quest, nessuna modalità difficile, un solo salvataggio manuale e suggerimenti più generosi. Un nuovo giocatore non sentirà la mancanza di nulla di tutto questo. Un fan di ritorno, sì.

Un punteggio quasi perfetto per un restauro fedele

Quando Nintendo Life ha raccolto le recensioni alla vigilia del lancio, il remake aveva una media di 96 su Metacritic, calcolata su 81 critici: un risultato che, osserva The Shortcut, lo rende il gioco più apprezzato su Nintendo Switch 2. GamesRadar+, VGC ed Eurogamer gli hanno assegnato il massimo dei voti, così come Destructoid e Shacknews; Keza MacDonald del The Guardian lo ha definito «un sogno che diventa realtà». GameSpot e IGN si sono fermati a 9/10, Game Informer a 9,25, mentre l’8/10 di RPG Site rappresenta il voto più basso della serie.

Il lessico è quello del restauro. VGC ha lodato «quanto poco sia andato perduto nella trasposizione»; Eurogamer ha scritto che il gioco ha una nitidezza «che lo fa sembrare uscito appena mercoledì scorso». MacDonald, secondo la sintesi di Creative Bloq, paragona la nuova Hyrule a una scenografia teatrale ricca di dettagli e Link a una bambola fatta a mano. Kyle Hilliard di Game Informer lo ha definito «una ricostruzione fedele. Ma, bisogna ammetterlo, davvero molto riuscita», confessando che l’ultima ora lo ha fatto piangere.

Dove emergono le riserve

Ollie Reynolds di Nintendo Life, che definisce il remake «senza dubbio il lavoro visivamente più stupefacente mai realizzato da Nintendo», racconta di essere morto una sola volta in tutto il gioco, colto di sorpresa da un Iron Knuckle nel Tempio dello Spirito. L’unico modo per aumentare la difficoltà è ridurre al minimo l’interfaccia. Master Quest, disponibile su un disco speciale per GameCube e sbloccabile nel remake per 3DS, era il modo in cui i veterani si mettevano alla prova dopo i titoli di coda; la sua assenza, scrive Reynolds, è «una grave mancanza» in «un remake molto prudente». Destructoid trova il gioco un po’ troppo facile in alcuni passaggi, mentre TechRadar suggerisce che, nel percorso, si sia persa una parte della difficoltà dell’originale.

L’altro intoppo riguarda i salvataggi. Il remake consente un solo salvataggio manuale, oltre a diversi salvataggi automatici, riferisce Nintendo Life; per iniziare una nuova partita senza toccare il proprio file principale bisogna quindi creare un altro profilo utente sulla console. Anche GamesRadar+ ha segnalato la stessa limitazione.

RPG Site, la testata più tiepida tra le principali, riassume in una frase l’obiettivo del progetto: il remake «sembra pensato innanzitutto per i nuovi giocatori». È una lettura che si accorda con l’analisi di VGC nel suo articolo del giorno del lancio, dove viene descritto il cosiddetto Effetto Beatles: i giocatori più giovani possono guardare l’originale e chiedersi perché abbia suscitato tanto clamore, perché molte delle sue innovazioni — dal blocco dei nemici con Z-targeting al singolo pulsante contestuale — sono diventate elementi standard nei giochi usciti dopo. Vista così, l’operazione di Nintendo consiste nel consegnare un classico a chi non lo ha mai conosciuto, accettando che chi c’era allora si accorga di ciò che è stato tagliato.

Cosa offre e quanto costa

The Legend of Zelda: Ocarina of Time è disponibile da oggi esclusivamente su Nintendo Switch 2, al prezzo di 59,99 dollari in digitale e 69,99 dollari per l’edizione fisica, che include una copertina con lamina testurizzata fino a esaurimento scorte, secondo Nintendo Everything. Le copie fisiche potrebbero essere difficili da trovare: Nintendo ha ammesso di aver sbagliato le previsioni sulla domanda di preordini e Bill van Zyll, vicepresidente e direttore generale per l’America Latina, ha confermato che la carenza riguarda diversi continenti, riferisce Notebookcheck. Alcuni acquirenti di Walmart hanno ricevuto una comunicazione secondo cui la consegna è prevista dopo il giorno del lancio. Il download dall’eShop non è interessato.

Tra i cambiamenti meno vistosi, Nintendo Life segnala che ricaricando la partita si torna esattamente al punto in cui si era salvato, che una Echo Gem prende il posto della Stone of Agony nella caccia alle Gold Skulltula e che basta avvicinare un amiibo di Zelda per ottenere frecce, cuori e bombe extra. Come osserva VGC, le melodie dell’ocarina si possono canticchiare nel microfono della console invece di inserirle con i pulsanti. In modalità portatile il gioco gira a 60 fps, anche se Nintendo Life segnala un calo notevole della risoluzione e qualche sfarfallio nei paesaggi lontani. Reynolds si augura che Master Quest arrivi con un aggiornamento. Per ora non c’è.

Chi sentì Navi per la prima volta su Nintendo 64 trova qui la Hyrule più bella di sempre, e un solo slot di salvataggio per custodirla.

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