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Zelda: Ocarina of Time su Switch 2 divide i fan con il suo realismo stilizzato

Adrian Kessler
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In The Legend of Zelda: Ocarina of Time Link non ha mai avuto un tasto per saltare. Nell’originale per Nintendo 64 spiccava il salto da solo ogni volta che correva oltre un bordo, e ogni crepaccio di Hyrule era calibrato su quel balzo automatico. Con il remake per Nintendo Switch 2, Nintendo affida il salto al giocatore: un cambiamento che racconta il progetto più di qualsiasi nuova illuminazione.

Il remake è sviluppato e pubblicato da Nintendo ed è disponibile solo su Switch 2. La storia resta invariata: il giovane Link viene ingannato da Ganondorf, re dei ladri Gerudo, e indotto ad aprire il Sacro Regno; poi viaggia tra infanzia ed età adulta per raccogliere il potere dei Sette Saggi e riparare ai danni che ha contribuito a causare. Dopo l’annuncio, Nintendo Life ha osservato che il gioco sembra per lo più un remake uno a uno, aggiornato nei dettagli con ambienti ricostruiti e miglioramenti alla qualità della vita.

È un gioco su cui intervenire con cautela. L’originale ha un punteggio Metacritic di 99, tuttora il più alto del sito, e ha stabilito regole seguite per decenni dai giochi d’azione in 3D. Il sistema di aggancio dei bersagli, lo Z-targeting, trasformava uno scontro con la spada contro un nemico in qualcosa che si poteva gestire con una sola levetta analogica; un unico tasto contestuale decideva se arrampicarsi, afferrare un oggetto o rotolare. Anche il salto automatico faceva parte della stessa filosofia di design: eliminava un’azione di precisione che, con l’hardware dell’epoca, risultava scomoda, e i dungeon erano costruiti tenendone conto.

Il remake smonta quel sistema un elemento alla volta. Ora Link salta premendo un tasto, corre, rotola e scatta per la Piana di Hyrule senza alcuna barra della stamina, e nuota più velocemente. La levetta destra offre il controllo manuale completo della telecamera, si può mirare con i controlli di movimento e le scene d’intermezzo sono interamente doppiate, con dialoghi ampliati e una colonna sonora orchestrale sinfonica.

Due cambiamenti vanno oltre i controlli. Il tempo non si ferma più nei villaggi, come accadeva su Nintendo 64: il ciclo del giorno e della notte prosegue ovunque si trovi Link. Città Castello di Hyrule, piccolo snodo con telecamera fissa nel 1998, diventa una zona da attraversare ed esplorare. Un nuovo diario, intitolato Threads of Time, tiene traccia degli snodi della storia e degli obiettivi in corso: un aiuto per chi mette da parte il gioco per una settimana e dimentica quale Saggio deve incontrare dopo.

Lo strumento dell’ocarina riceve il trattamento più insolito. Si possono ancora suonare le melodie con i tasti, ma il microfono integrato di Switch 2 riconosce anche i brani canticchiati o fischiettati. HORI vende un accessorio chiamato Electric Ocarina of Time al prezzo di 49,99 dollari, in uscita lo stesso giorno del gioco. È un giocattolo elettronico, non uno strumento a fiato: invece di soffiare, si preme un pulsante sul bocchino e si usano i tasti per le dita; la console rileva il suono grazie alla funzione di riconoscimento audio del gioco. La modalità Free Play permette di riprodurre le melodie nota per nota, mentre Auto-Play esegue una qualsiasi delle 12 canzoni del gioco premendo un tasto. Il servizio Zelda Notes di Nintendo, disponibile nell’app per smartphone Nintendo Switch App, aggiunge una mappa interattiva, il monitoraggio dei progressi, un’ocarina sullo schermo e domande a quiz.

L’aspetto grafico è l’elemento che divide il pubblico. La direzione artistica è stata definita realismo stilizzato, un incontro tra la resa realistica contemporanea e forme da fiaba. Alcuni fan hanno giudicato inquietanti i modelli dei personaggi e messo a confronto le immagini, in modo poco lusinghiero, con contenuti generati dall’intelligenza artificiale; altri hanno lodato il design degli ambienti. Entrambi gli schieramenti si basano su pochi minuti di gioco, che è tutto ciò che Nintendo ha mostrato finora.

Questa è la terza versione principale del gioco. L’originale è uscito su Nintendo 64 nel novembre 1998, Ocarina of Time 3D di Grezzo è arrivato su Nintendo 3DS nel 2011 e la versione per N64 è ancora giocabile con l’abbonamento Nintendo Switch Online + Expansion Pack. Il remake per Switch 2 è stato anticipato per la prima volta durante un Nintendo Direct il 9 giugno 2026 e mostrato in movimento nel Direct per il 40° anniversario di Zelda dell’8 settembre.

The Legend of Zelda: Ocarina of Time esce il 5 novembre 2026 in esclusiva per Nintendo Switch 2, al prezzo di 59,99 dollari per l’edizione digitale. Il download richiederà circa 27 GB, il gioco supporta l’output HDR e VRR e per il 2027 sono previste nuove statuette amiibo di Young Link e Young Zelda, che sbloccano maschere speciali. Nintendo non ha spiegato come siano stati ricalibrati i dungeon per un giocatore che può saltare quando vuole: è la domanda a cui risponderanno le prime partite.

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