Musica

Wayne Coyne, dalla friggitoria di Oklahoma City alla bolla gonfiabile dei Flaming Lips

Penelope H. Fritz
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Wayne Coyne
Wayne Coyne
Photo: Morgan Tepsic from Mokpo, South Korea. Color-corrected and cropped by Daniel Case 2008-07-16 / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita13 gennaio 1961
Pittsburgh, Pennsylvania, United States
ProfessioneCantante, cantautore, musicista
Noto perArkansas
Premi2 Grammy

Wayne Coyne è l’uomo nella bolla. Ai festival sale dentro una sfera gonfiabile trasparente, rotola sopra la folla e si lascia trasportare da migliaia di mani, mentre sparano i cannoni di coriandoli e alle sue spalle il palco si riempie di ballerini in costume da animale. Uno spettacolo così caloroso da mettere in ombra l’altra storia dei Flaming Lips, la band di Oklahoma City che ha fondato e di cui oggi è l’unico membro originale: un gruppo che ha continuato a cambiare forma attorno a una persona caparbia e che ha visto andarsene, uno dopo l’altro, i musicisti che lo avevano aiutato a realizzare i suoi dischi più amati. La domanda che Coyne continua a porre è se una band possa essere il progetto artistico di un solo uomo e restare comunque una band.

La famiglia arrivò a Oklahoma City da Pittsburgh, dove Coyne era nato, quinto di sei figli in una famiglia cattolica irlandese trasferitasi a ovest pochi mesi dopo la sua nascita. Non finì mai il liceo. Cominciò a lavorare come cuoco alla friggitrice in un ristorante Long John Silver’s e continuò per tredici anni, ben oltre l’uscita dei primi dischi della band. Durante una rapina fu costretto a restare sdraiato a terra sotto la minaccia di una pistola, mentre il vicedirettore non riusciva ad aprire la cassaforte. Da quella notte, ha raccontato, capì quanto la morte fosse casuale, senza musica né significato. Gran parte di ciò che è venuto dopo, dai coriandoli alle canzoni sulla mortalità cantate come ninne nanne, sembra una risposta a quella scena.

Nel 1983 fondò i Flaming Lips con il fratello Mark alla voce e Michael Ivins al basso. Mark se ne andò poco dopo e Wayne, che fino ad allora suonava la chitarra, si ritrovò quasi per caso al microfono. Negli anni Ottanta la band realizzò dischi psichedelici, rumorosi e fatti in casa per piccole etichette indipendenti; Coyne spingeva la voce verso quel registro acuto e spezzato, vicino a quello di Neil Young, che usa ancora oggi. Nel 1990 li mise sotto contratto Warner Bros. un talent scout dell’etichetta, dopo averli visti suonare a Norman, dove i loro effetti pirotecnici avevano quasi incendiato l’American Legion Hall.

Gli anni con una major portarono un successo inatteso. She Don’t Use Jelly, da Transmissions from the Satellite Heart, fece approdare la band in una puntata di Beverly Hills, 90210, sul palco del Peach Pit. Coyne avrebbe potuto puntare su un secondo singolo eccentrico. Scelse invece di dedicarsi a esperimenti che sembravano un suicidio commerciale. Con i Parking Lot Experiments consegnarono cassette a decine di automobilisti, invitandoli a premere play tutti nello stesso momento e trasformando un parcheggio in un impianto audio surround. Da lì nacque Zaireeka, un album distribuito su quattro CD, pensato per essere ascoltato contemporaneamente su quattro impianti stereo.

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La svolta arrivò subito dopo. Realizzato con il produttore Dave Fridmann e il polistrumentista Steven Drozd, The Soft Bulletin sostituì il rumore delle chitarre con archi sintetici, tamburi fragorosi e testi su scienziati impegnati in una corsa contro le malattie. NME lo nominò album dell’anno e non tardarono i paragoni con Pet Sounds dei Beach Boys. In seguito Coyne disse che, se qualcuno gli avesse chiesto quale strumento suonasse, avrebbe risposto: lo studio di registrazione. Yoshimi Battles the Pink Robots si spinse ancora più a fondo nell’elettronica e valse alla band il primo Grammy, per il brano strumentale Approaching Pavonis Mons by Balloon (Utopia Planitia), oltre a un disco d’oro. La ballata Do You Realize??, che ricorda all’ascoltatore che un giorno moriranno tutte le persone che conosce, era così amata in patria che nel 2009 il governatore dell’Oklahoma la nominò canzone rock ufficiale dello Stato con un ordine esecutivo.

Per un decennio Coyne fu uno degli anfitrioni più generosi del rock. I Flaming Lips aprirono i concerti di Beck e fecero da sua band di supporto durante il tour di Sea Change, mentre At War with the Mystics portò a tre il loro totale di Grammy. Coyne diresse Christmas on Mars, un film di fantascienza girato nell’arco di diversi anni su un set a forma di astronave, costruito nel giardino di casa, e proiettato in una tenda da circo che la band trasportava da un festival all’altro. Embryonic, un doppio album dal suono di un gruppo che si disgrega di proposito, fu il loro primo disco a debuttare nella top ten di Billboard. Con Miley Cyrus realizzarono Miley Cyrus & Her Dead Petz, che Coyne descrisse come un incrocio tra Pink Floyd e Portishead.

È qui che la versione cordiale di Coyne comincia a semplificare troppo le cose. I Flaming Lips sono sempre stati una sua visione, e chi gli è stato accanto ne ha pagato il prezzo in modo diseguale. The Terror, il disco più cupo della sua carriera, uscì dopo la separazione dalla compagna di lunga data Michelle Martin-Coyne e una ricaduta temporanea di Drozd. Nel 2014 il batterista Kliph Scurlock lasciò la band, sostenendo di essere stato licenziato per aver criticato Christina Fallin, amica di Coyne e figlia del governatore dell’Oklahoma, che si era fatta fotografare con un copricapo dei nativi americani. Coyne, che l’aveva difesa pubblicando una foto del proprio cane con un copricapo piumato, definì Scurlock un bugiardo patologico e si scusò con chiunque avesse offeso. Ivins, presente fin dal primo concerto, se ne andò entro il 2021. Il colpo più duro arrivò per ultimo. Drozd, il musicista più responsabile del suono di The Soft Bulletin e Yoshimi, smise di esibirsi dopo il tour del 2024 in cui la band aprì i concerti dei Weezer. Quando Drozd disse di aver semplicemente scelto di non andare più in tournée, Coyne replicò su Instagram che non era vero. In seguito Drozd parlò di una crisi personale e di un disaccordo sulla possibilità di restare nel gruppo come membro attivo solo in studio. Nessuna delle due versioni restituisce l’immagine dei Lips come collettivo felice.

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Oggi Coyne guida una formazione costruita attorno a lui: Derek Brown, Matt Duckworth Kirksey, Tommy McKenzie e AJ Slaughter alla pedal steel, subentrato nelle parti di Drozd durante un tour australiano del 2025 in cui la band ha eseguito per intero Yoshimi. Durante la pandemia trasformò la bolla in un dispositivo di salute pubblica, facendo entrare band e pubblico in sfere gonfiabili individuali per un concerto nella città d’origine, nell’ottobre del 2020, e co-diresse The Flaming Lips Space Bubble Film, dedicato all’esperimento. American Head, uscito quello stesso anno e con Kacey Musgraves alla voce in God and the Policeman, resta il più recente album in studio della band.

Quest’anno ha messo alla prova il fisico dell’uomo nella bolla. A giugno, a metà di un tour europeo, Coyne è stato ricoverato a Vienna per una polmonite; il concerto al Gasometer è stato annullato e i medici gli hanno prescritto riposo a letto. Verso la fine di luglio era di nuovo sul palco: ha aperto il set della band al festival Latitude con It Overtakes Me e con entrambe le parti di Yoshimi Battles the Pink Robots. Il tour è poi proseguito a Giacarta in agosto e al festival Bourbon & Beyond di Louisville a settembre. Nel frattempo Third Man Books ha pubblicato la sua versione a fumetti di Yoshimi Battles the Pink Robots: una storia di 420 pagine che Coyne ha impiegato quattro anni a scrivere, disegnare e colorare; un’edizione in brossura arriverà in libreria questo autunno.

Nel 2019 ha sposato Katy Weaver a Oklahoma City. Hanno due figli, Bloom e Rex. Vive ancora nel quartiere in cui è cresciuto, in un complesso di quattro case, a pochi minuti d’auto dal vicolo di Bricktown che porta il nome della band.

La prossima tappa è il Messico: il 28 novembre i Flaming Lips saranno co-headliner del festival Tecate Comuna al Foro Cholula, a Puebla, insieme a Caifanes e The Mars Volta. Poi l’attenzione si sposterà dal palco alla galleria. L’11 febbraio 2027 l’Oklahoma Contemporary inaugurerà Happily One Freak: A Wayne Coyne Retrospective, la prima retrospettiva museale dedicata alle sue opere visive, incentrata sull’installazione immersiva di luci e suoni King’s Mouth e aperta fino al 9 agosto. Coyne ha descritto la propria vita come «un unico, lungo progetto artistico che, per un fortunato caso, ha imparato a cantare». La mostra racconterà quanto dei Flaming Lips sia sempre appartenuto a quel progetto solista e quanto, invece, alle persone che se ne sono allontanate.

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