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Miley Cyrus all’Hollywood Bowl, la scaletta parte dall’album crollato in classifica

Alice Lange
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Miley Cyrus è arrivata al suo primo concerto da headliner dopo anni, all’Hollywood Bowl, con un album che le classifiche avevano già abbandonato, e ha cominciato proprio da lì. Le canzoni che l’hanno resa un nome noto in ogni casa sono arrivate dopo, e in diverse di queste ha girato il microfono verso le tribune lasciando che a cantare fosse Los Angeles.

I resoconti hanno archiviato la serata come un ritorno dal vivo atteso a lungo e alle sue condizioni, con al centro un omaggio in lacrime a Dolly Parton. Tutto vero. Ma Miley aveva già spiegato a Zane Lowe di Apple Music a cosa servissero queste due serate: «la prova generale definitiva» di una residency che le permetta di dormire nel suo letto. Letta così, la scaletta funziona come un’audizione, e dice molto di ciò che lei pensa di vendere.

La scaletta di Miley Cyrus all’Hollywood Bowl, brano per brano

Nella versione pubblicata da Variety, e confermata dal resoconto di Billboard, la prima serata è stata questa: «Orbit»; «Different Religion» con i Model/Actriz; «Bass Persuades» legata al suo remix; «Handstand»; «Something Beautiful»; «Jolene», la cover di Dolly Parton; «Walk of Fame»; «Redlights»; «Do You Realize??» e «Karen Don’t Be Sad» con Wayne Coyne; «We Can’t Stop»; «Wrecking Ball»; «Snow»; «Used to Be Young»; «The Climb»; «Party in the U.S.A.»; e un bis con «Let’s Get Married» e «Flowers».

Tre brani nuovi prima di un solo successo

Ha aperto con la tripletta di Bass Persuades: «Orbit», poi «Different Religion», per la quale, riferisce Billboard, ha imbracciato una chitarra elettrica e ha richiamato sul palco i Model/Actriz, che avevano aperto la serata, quindi la title track, sfumata nel suo remix. È seguita «Handstand», da Endless Summer Vacation, introdotta con un «Questa non ve l’aspettavate, vero?». La recensione di Variety ha contato quasi metà della scaletta come debutti dal vivo.

È una scelta precisa, tanto più per questo disco. Bass Persuades ha debuttato al numero 1 della Billboard 200 con 61.000 unità, la sua prima vetta dai tempi di Bangerz nel 2013, ed è scivolato al numero 157 una settimana dopo. Stereogum, citando Variety, ha parlato del crollo più grande di sempre dopo un debutto al numero 1, con una diagnosi senza giri di parole: nessun singolo forte, una title track arrivata al massimo al numero 35, nessun tour in calendario. Al Bowl, l’album crollato in classifica si è preso l’apertura.

I successi li ha cantati il pubblico

Il repertorio più noto è arrivato nella seconda metà, e Steven J. Horowitz di Variety ha notato come l’ha gestito: in «We Can’t Stop» e «Party in the U.S.A.» ha tenuto quasi sempre il microfono puntato verso il pubblico, e ha lasciato che fosse la folla a portare avanti «Wrecking Ball» e «Flowers». Per lui la serata è stata «sconcertante, spesso bizzarra e, alla fine, stranamente divertente». Lyndsey Havens di Billboard ha sentito altro, scrivendo che il nuovo materiale dal vivo «lo aiuta a trovare il suo posto» nel catalogo.

Le due recensioni concordano su dove stesse l’emozione. Miley ha raccontato al pubblico che l’unica volta in cui aveva visto esibirsi la sua compianta madrina Dolly Parton era stato proprio in quel luogo, ha detto «Io e Dolly siamo eterne» ed è partita con «Jolene». Più tardi ha cantato «Wrecking Ball» stringendo una cornice a forma di cuore con il ritratto di Parton, spiegando che era «la mia canzone che Dolly preferiva». Wayne Coyne dei Flaming Lips l’ha raggiunta su un palco B in mezzo alle tribune per «Do You Realize??» e «Karen Don’t Be Sad», un omaggio a Miley Cyrus & Her Dead Petz, che lei ha definito «il mio album preferito tra tutti quelli che ho fatto».

«La gente verrà da me»

La frase che spiega l’intera costruzione era arrivata prima dello show. Secondo il resoconto dell’intervista firmato da Rova, Lowe le ha suggerito che le sarebbe servita una residency di 80 concerti al Bowl per soddisfare la domanda, e lei ha ammesso che quella era stata la sua idea iniziale. Poi, come l’ha citata Variety: «Ora ho imparato, grazie alla coda, che i miei calcoli sono giusti e che la gente verrà da me. Non ho bisogno di guidare fino a te. Dimostrato, è stato un test rapido. Vinco io. Quindi è perfetto, perché alla gente piace vedermi esibire e a me piace dormire nel mio letto di marshmallow, così possiamo essere felici tutti e due».

Lo scherzo poggia su un fondo serio. Ha detto a Lowe di aver scelto il Bowl perché il suo letto era a dieci minuti di macchina, e che il riposo è «un pezzo importante di quel puzzle» per proteggere la sua sobrietà. Già nel 2023 aveva raccontato a British Vogue che, dopo il tour di Bangerz, l’ultimo fatto per intero, si era chiesta se volesse vivere «per il piacere o la realizzazione di qualcun altro che non fossi io». Sul palco il prezzo si è sentito nelle sue stesse parole: dopo essere tornata al palco principale attraversando la folla, ha detto che l’affetto che sentiva era «un po’ travolgente».

Le date sono due, entrambe sold out, con i Model/Actriz in apertura: venerdì 16 ottobre e domenica 18 ottobre. Le stime sulla coda per i biglietti divergono parecchio: mxdwn parla di quasi 1,5 milioni di fan, un blog di rivendita biglietti di mezzo milione; Billboard indica per il Bowl una capienza di 17.500 posti. Bass Persuades è uscito il 18 settembre per Atlantic Records, il suo primo album con l’etichetta e il primo firmato semplicemente Miley.

La sua improvvisazione su «Flowers» ha dato alla serata il suo titolo. «Ho iniziato a piangere, ma poi mi sono ricordata», ha cantato, «ho fatto sold out all’Hollywood Bowl!». Il vanto che ha scelto era la sala, non la classifica, e se arriverà una residency, quella battuta era già il suo biglietto da visita.

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