Attori

Pauline Clément, l’attrice della Comédie-Française che ha imparato la comicità negli sketch

Penelope H. Fritz
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Pauline Clément
Pauline Clément
Photo via The Movie Database (TMDB)
Nascita8 novembre 1986
Évry, France
ProfessioneAttrice
Noto perThe Specials – Fuori dal comune, C'est la vie – Prendila come viene, Comédie-Française

Pauline Clément fa parte dell’istituzione più codificata del teatro francese e di una generazione che è tra le meno inclini alla solennità. Sul palcoscenico della Salle Richelieu recita Feydeau e Molière, seguendo le regole di una compagnia fondata sotto Luigi XIV. Eppure, una buona parte del suo senso del tempo comico l’ha imparata altrove: in brevi sketch scritti con gli amici e diffusi online e su Canal+. Per anni le due carriere hanno proceduto affiancate, senza mai incontrarsi. Il film più personale che abbia realizzato finora mette l’una al centro dell’altra: una commedia dietro le quinte ambientata nella Comédie-Française, scritta insieme da Clément e interpretata dai suoi colleghi negli spazi in cui lavorano davvero.

Il suo percorso di studi non lasciava presagire un approdo al teatro classico. È cresciuta tra la periferia dell’Essonne e Parigi e, in un ritratto pubblicato dal quotidiano Libération, ha ricondotto le difficoltà scolastiche ai disturbi dell’apprendimento, la discalculia e la disortografia, che l’hanno indirizzata verso una formazione professionale. Ha conseguito un CAP, un diploma professionale francese nel settore dell’estetica, prima di scoprire il teatro.

Évry, la città nuova a sud di Parigi dove è nata l’8 novembre 1986, non è il punto di partenza più consueto per un’attrice della Comédie-Française. La formazione è arrivata in seguito, e in fretta. Clément si è iscritta al Cours Florent, è passata poi al conservatorio municipale dell’8° arrondissement e ha infine ottenuto un posto al Conservatoire national supérieur d’art dramatique, la principale scuola di recitazione del Paese, dove ha studiato dal 2011 al 2014. Per preparare l’audizione d’ingresso si è esercitata con Bertrand Usclat, che sarebbe diventato il suo compagno creativo più assiduo. Insieme sono entrati in Yes vous aime, un collettivo di attori che scrivono e girano i propri sketch, e hanno contribuito a creare Broute, un breve format satirico trasmesso da Canal+ che ha raggiunto un pubblico che la Comédie-Française intercetta di rado.

La chiamata della Comédie-Française non si è fatta attendere. Clément ha debuttato alla Salle Richelieu con An Italian Straw Hat di Labiche, per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, ed è entrata nella compagnia come pensionnaire nel 2015. Da allora ha affrontato un repertorio ampio: Les Derniers Jours de l’humanité di Karl Kraus per David Lescot, La Ronde di Schnitzler per Anne Kessler, il dittico di Euripide Électre / Oreste di Ivo van Hove, Les Fourberies de Scapin di Denis Podalydès, The Miser di Lilo Baur e The Cherry Orchard di Clément Hervieu-Léger. Ha raccontato di essersi sentita fuori posto al suo arrivo, convinta di non avere la stessa cultura letteraria dei colleghi, e che Éric Ruf, amministratore generale della compagnia, abbia apprezzato il suo istinto e la sua libertà in scena più di ogni altra cosa.

Il ruolo che l’ha fatta conoscere a un pubblico più ampio è stato quello di Lucienne in A Flea in Her Ear di Feydeau, per la regia di Lilo Baur. Le è valso nel 2020 una candidatura al Molière come miglior attrice esordiente, il principale premio teatrale francese, e da allora è tornata a interpretarlo. Sullo schermo il percorso è stato più lento e quasi interamente comico: la sposa in C’est la vie! di Éric Toledano e Olivier Nakache nel 2017, Myriam in The Specials degli stessi registi nel 2019, un ruolo in Lola et ses frères di Jean-Paul Rouve, Mademoiselle Jolibois in due film di Les Blagues de Toto e Chloé in Menteur di Olivier Baroux. Nel 2022 ha creato, scritto e interpretato Moitié·e·s, una miniserie di Canal+ sui diversi modi in cui le persone riescono ad amarsi.

Questa doppia dimensione è anche il punto debole della sua storia. Nel 2025 Le Parisien l’ha inserita tra gli attori della Comédie-Française che passano da Molière alla commedia popolare, richiamando l’idea che un attore debba saper interpretare qualsiasi cosa; lei difende questo equilibrio. Eppure, il suo percorso sullo schermo resta ancora molto indietro rispetto a quello teatrale. La maggior parte dei suoi ruoli al cinema è stata di supporto, in commedie commerciali di ampio respiro che sfruttano solo una parte di ciò che sa fare alla Richelieu. Il suo primo vero ruolo da protagonista, quello di Clémence in Une fille en or di Jean-Luc Gaget, accanto ad Arthur Dupont, è arrivato nelle sale nell’aprile 2026 con un’accoglienza tiepida: la media dei critici francesi su AlloCiné è stata di 2,8 su 5. Il cinema non ha ancora scritto per lei un ruolo come quelli che il teatro sa già affidarle.

L’ultimo anno ha contribuito a colmare la distanza. Il 1° gennaio 2026 è diventata la 546ª sociétaire della Comédie-Française, membro effettivo della compagnia con diritto di voto nelle sue decisioni; insieme a lei sono stati eletti Noam Morgensztern, Claire de La Rüe du Can e Gaël Kamilindi. A febbraio ha recitato accanto ad André Dussollier e Miou-Miou nella commedia familiare Chers parents di Emmanuel Patron e, alla cerimonia dei César, ha presentato il premio per i costumi con Marina Hands. Indossava un abito voluminoso rimasto impigliato nella scenografia, da cui è riuscita a liberarsi strappandolo: un momento che la rivista Trois Couleurs ha annoverato tra i più divertenti della serata.

L’evento più importante è stato De la Comédie-Française, diretto da Martin Darondeau e Bertrand Usclat e scritto insieme da Clément, dai due registi e da Clémence Dargent. Interpreta Nina, una regista teatrale che cerca di tenere insieme una produzione di Macbeth a tre ore dal debutto, circondata da Benjamin Lavernhe, Laurent Stocker, Marina Hands, Julien Frison e Guillaume Gallienne, tutti membri della compagnia nella vita reale. A gennaio il film ha vinto quattro premi al festival della commedia di Alpe d’Huez, un record per la manifestazione, tra cui i riconoscimenti della giuria e del pubblico; è arrivato nelle sale francesi il 22 luglio. Clément lo ha descritto come un film per tutti, non soltanto per chi lavora in teatro.

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I prossimi passi la porteranno ancora più a fondo nel cinema. Fa parte del cast di Le Cabinet du docteur Albertini di Emmanuel Mouret, una commedia thriller girata all’inizio di quest’anno con Laure Calamy e Valeria Bruni Tedeschi, e di Animal sauvage, adattamento in sei episodi per Prime Video del romanzo di Joël Dicker, con Noémie Merlant e Matthias Schoenaerts, atteso per il 2027. Jean-Christophe Meurisse l’ha inoltre scelta per La fête est finie, la sua satira ambientata su una spiaggia privata durante il festival di Cannes. Per nessuno di questi progetti è stata ancora annunciata una data d’uscita. Per la prima volta si tratta di una serie di progetti d’autore, e non di commedie da studio: la domanda che oggi pone la carriera di Clément è se il cinema francese le affiderà un ruolo come quelli che la Salle Richelieu le assegna da un decennio.

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