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Noémie Merlant, l’attrice che ha deciso di diventare chi guarda

Penelope H. Fritz
Noémie Merlant
Noémie Merlant
Photo via The Movie Database (TMDB)
Nascita27 novembre 1988
Paris, France
Professioneattrice, regista
Noto perRitratto della giovane in fiamme, TÁR, Lee Miller
Premi3 César · Lumière

In Ritratto della giovane in fiamme, di Céline Sciamma, Noémie Merlant interpreta Marianne, una pittrice incaricata di ritrarre una giovane nobildonna all’insaputa di quest’ultima. L’intero film ruota attorno all’etica di quello sguardo: chi lo autorizza, cosa comporta, cosa accade quando l’osservata comincia a sua volta a guardare. Per un’attrice che aveva trascorso dieci anni a essere fotografata come modella, il ruolo non era casuale.

Nata a Parigi nel 1988, è cresciuta a Rezé, dall’altra parte della Loira rispetto a Nantes, dove entrambi i genitori lavoravano nel settore immobiliare. Prima della scuola di recitazione, il lavoro da modella l’aveva portata in diversi paesi. Si è formata al Cours Florent di Parigi e ha debuttato al cinema nel 2008.

La rivelazione arriva nel 2016. In Le ciel attendra, dramma sulla radicalizzazione jihadista di un’adolescente, Merlant interpreta Sonia con una precisione che le vale la nomination al César come miglior attrice esordiente. Al di là del contesto politico, la sua interpretazione mostra qualcosa di più specifico: una giovane donna che cerca intensità nella sola direzione che la narrativa le lascia aperta.

Ritratto della giovane in fiamme arriva nel 2019 e rifà la sua carriera in un colpo solo. Presentato a Cannes, il film vince il Premio della sceneggiatura e la Queer Palm; Merlant si aggiudica il Premio Lumière come miglior attrice e una nomination al César.

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Nel 2022, L’innocente di Louis Garrel le offre un registro completamente diverso — fisico, comico, senza pretese — e funziona: arriva il César come miglior attrice non protagonista. Nello stesso anno, Todd Field la sceglie come Francesca Lentini in Tár, accanto a Cate Blanchett. È il suo primo film americano, e porta nella pellicola una quiete che rifiuta di dissolversi nell’intensità di Blanchett.

La tensione più discussa del suo percorso riguarda Emmanuelle (2024), diretto da Audrey Diwan. Il suo lavoro critico era legato a un’interrogazione sullo sguardo maschile; il protagonismo in un franchise storicamente associato all’oggettivazione femminile ha sollevato obiezioni di contraddizione. Merlant e Diwan hanno inquadrato il film come una riappropriazione del materiale originale.

È anche regista. Mi Iubita Mon Amour (2021) è passato nelle Proiezioni Speciali di Cannes. Les femmes au balcon (2024), il suo secondo film da regista, coautrice con Sciamma, ha fatto il suo esordio nella sezione Midnight Screenings dello stesso festival: una commedia horror ambientata durante un’ondata di caldo a Marsiglia, tre donne in un appartamento, la questione di chi controlla lo spazio esterno trasformata in un’escalation sanguinosa.

A Cannes 2026 è tornata con Roma Elastica, il film di Bertrand Mandico con Marion Cotillard, proiettato a mezzanotte. Più avanti nell’anno uscirà in una nuova trasposizione dei Miserabili diretta da Fred Cavayé, con Vincent Lindon e Tahar Rahim, prevista per ottobre. E ha in cantiere un film di Arnaud Desplechin con Golshifteh Farahani e Felicity Jones.

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