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Nick Swardson, dopo il flop di Bucky Larson la seconda vita da comico sobrio

Penelope H. Fritz
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Nick Swardson
Nick Swardson
Photo: Joel Feria / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita9 ottobre 1976
Minneapolis, Minnesota, United States
ProfessioneComico e attore
Noto perQuasi famosi, Hotel Transylvania 2, Mia moglie per finta

Nick Swardson ha trascorso gran parte della sua vita professionale facendo ridere sotto l’effetto di qualcosa, e non ha mai finto il contrario. A suo dire, ha bevuto prima degli spettacoli per quasi trent’anni. I personaggi che hanno reso familiare il suo volto erano animati dalla stessa allegra follia: dal gigolò sui pattini che continuava a capitare in un dipartimento dello sceriffo pieno di idioti al sognatore cresciuto sotto una campana di vetro, deciso a seguire le orme dei genitori nel cinema per adulti. E così, oggi, il comico del Minnesota si trova davanti a una domanda insolita per chi fa il suo mestiere: che suono ha la sua comicità quando nessuno nella sala è sballato, a cominciare da lui?

La risposta sta arrivando a tappe. Da quando ha smesso di bere, perché ne aveva semplicemente abbastanza, ha completato un pilot televisivo e quattro sceneggiature e ha registrato un nuovo spettacolo nella sua città natale. È anche tornato sul set di Adam Sandler, dove ha costruito gran parte della sua carriera cinematografica e dove, nel bene e nel male, è rimasto.

Swardson, nato a Minneapolis il 9 ottobre 1976, è il più giovane dei tre figli di Pamela e Roger Eric Swardson. Suo padre era un redattore e giornalista, scriveva per il Cincinnati Enquirer e City Pages e fondò un giornale locale di Saint Paul, il Grand Gazette. I genitori divorziarono quando lui aveva circa dodici anni. Alla St. Paul Central High School venne espulso quattro volte: per aver fatto scattare gli allarmi antincendio così da poter uscire a fumare, per una rissa, per un cartello osceno e per la marijuana. Durante gli anni di scuola seguì anche un programma di riabilitazione. Si diplomò nel 1996 e rinunciò all’università, convinto che la stand-up comedy fosse una strada più rapida verso il cinema rispetto a una compagnia di sketch.

Il suo primo open mic, all’Acme Comedy Co. di Minneapolis, arrivò a diciotto anni e, a sentir lui, per scherzo. Il proprietario del locale lo invitò a tornare; in seguito vinse il titolo di persona più divertente delle Twin Cities assegnato dal pubblico del club e iniziò a esibirsi al Knuckleheads, un locale all’interno del Mall of America. A vent’anni venne ingaggiato per l’U.S. Comedy Arts Festival di Aspen. Poi arrivarono New York e Los Angeles, insieme a piccole parti: un episodio della sitcom di Al Franken LateLine e un fan fuori di testa di David Bowie in Quasi famosi di Cameron Crowe.

La porta decisiva si aprì grazie alla televisione. Uno speciale di mezz’ora per Comedy Central Presents, nel 2001, arrivò ad Adam Sandler, che lo chiamò. Il loro primo progetto insieme fu Cocco di nonna, uscito nel 2006, che Swardson co-scrisse, co-produsse e interpretò; la critica lo stroncò, incassò circa 6,6 milioni di dollari e in seguito conquistò un seguito di culto. In quegli stessi anni co-scrisse Rapimento a Malibù con Jamie Kennedy e Adam Small, poi Gli scaldapanchina; dal 2003 interpretò inoltre Terry Bernadino in Reno 911!, un vistoso gigolò sui pattini rimasto nella serie fino alla conclusione della sua prima messa in onda, nel 2009, e poi approdato sul grande schermo con Reno 911!: Miami.

Da quel momento Sandler gli procurò parecchio lavoro. Fu Kevin McDonough in Io vi dichiaro marito e… marito, di cui fu anche co-produttore, e in seguito comparve in Un weekend da bamboccioni 2, in The Ridiculous 6, dove figurava anche come produttore esecutivo, e in Sandy Wexler. Fuori da quell’orbita riuscì a tenere testa a Jesse Eisenberg, Danny McBride e Aziz Ansari in 30 Minutes or Less. Le sue idee personali ebbero un percorso più accidentato. Comedy Central rifiutò Gay Robot, un pilot nato da un pezzo di un album comico di Sandler, ma accettò il suo show di sketch, Nick Swardson’s Pretend Time, che debuttò nel 2010 e durò due stagioni. Quando si concluse, Swardson disse che gli ascolti erano buoni, ma che il programma costava troppo alla rete ed era difficile da realizzare sul piano creativo.

La lettura più dura della sua carriera passa per un film. Bucky Larson: Born to Be a Star, di cui fu protagonista e co-sceneggiatore insieme a Sandler e Allen Covert, doveva essere l’occasione in cui la spalla si prendeva il centro della scena. Non andò così. Il film non venne proiettato per la stampa, ottenne il 3 per cento su Rotten Tomatoes e un punteggio di 9 su Metacritic, diventò l’uscita ampia recensita peggio del 2011 e raccolse sei nomination ai Razzie. A.O. Scott del New York Times scrisse che forse era stato realizzato per consolare tutti gli attori che avevano recitato in un film appena un po’ meno brutto. Il flop viene spesso riproposto come una battuta, ma aiuta a capire il decennio successivo: da allora Swardson ha lavorato quasi soltanto in ruoli secondari e corali, mentre la voce autoriale dei suoi primi crediti di sceneggiatura è sopravvissuta soprattutto sui palchi della stand-up e in progetti minori come Typical Rick, la serie di Comedy Central che ha co-creato.

C’è un’altra verità scomoda: l’intossicazione che nel suo spettacolo faceva ridere non era mai soltanto materiale comico. Nel marzo 2024 venne accompagnato fuori dal palco dopo circa venti minuti di esibizione al Vilar Performing Arts Center di Beaver Creek, in Colorado, perché si rivolgeva al pubblico in modo sconnesso. Il locale interruppe lo spettacolo e offrì il rimborso dei biglietti. In un post su X Swardson attribuì l’accaduto all’alcol e agli edibili, aggravati dall’altitudine. Qualche mese dopo smise di bere e ha sempre sostenuto che quella serata in Colorado non fu ciò che lo spinse a farlo.

Da sobrio, ha vissuto il periodo più intenso degli ultimi anni. Nel luglio 2024 ha pubblicato su YouTube lo speciale Make Joke from Face. Sandler gli ha poi scritto una parte in Un tipo imprevedibile 2, uscito su Netflix nel luglio 2025: Ben Daggett, una leggenda del golf di altri tempi che appare in un flashback e custodisce il segreto del drive lungo. Swardson ha detto che l’esperienza «è sembrata di nuovo surreale». Il suo nuovo spettacolo, Toilet Head, registrato al First Avenue di Minneapolis, è arrivato gratuitamente su YouTube nel febbraio 2026, con materiale che spazia dai bar degli aeroporti agli edibili, passando per gli incontri ravvicinati con altri comici.

Lontano dal palco è un tifoso sfegatato dei Minnesota Vikings e amico di lunga data del conterraneo Josh Duhamel. Ha compiuto cinquant’anni nell’ottobre 2026.

Il giorno di Capodanno del 2026 ha annunciato che non sarebbe andato in tournée quell’anno e che sarebbe tornato davanti alla macchina da presa. Nel messaggio ha elencato due film ancora da annunciare, quattro sceneggiature originali e un progetto televisivo in fase di sviluppo, chiudendo con #StillNoBooze. Una serie di date nei club dell’Ohio occupa ancora la fine di ottobre, ma la macchina da presa ha avuto la precedenza. Nell’agosto 2026 ha iniziato a girare Grown Ups 3 per Netflix nel New Jersey, riprendendo il ruolo di Nick accanto a Sandler, Kevin James, Chris Rock, David Spade e Rob Schneider; le riprese dovrebbero concludersi a metà ottobre. Poi arriverà una tournée nel 2027, che ha già intitolato Dear, Diarrhea: un titolo che lascia intuire come la sobrietà abbia cambiato il modo in cui racconta una battuta più di quanto abbia cambiato l’argomento della battuta stessa.

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