Calcio

Jonathan David, il bomber del Canada che alla Juventus non ha mai trovato il suo posto

Penelope H. Fritz
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Jonathan David
Jonathan David
Photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita7 dicembre 1985
Cincinnati
ProfessioneCalciatore professionista
PremiLigue 1 · Trophée des Champions · Bota de Oro della Coppa Oro CONCACAF · Giocatore dell'anno CONCACAF · Giocatore dell'anno di Canada Soccer · Capocannoniere della Pro League belga (condiviso)

Jonathan David tende a essere giudicato proprio nei minuti in cui è lontano dal pallone. Un attaccante che si muove tra i centrali e festeggia senza fare scena può sembrare assente per un’ora, ed è di solito in quell’ora che si formula il verdetto. Alla Juventus è successo per gran parte di una stagione. Al Mondiale giocato in casa è bastata una partita: era stato sostituito anzitempo nella gara d’esordio, e un panel televisivo continuava a criticarlo persino dopo che aveva segnato una tripletta. Poi il pallone arriva al momento giusto e le opinioni cambiano. Il miglior marcatore di sempre della nazionale maschile canadese gioca ora nell’Atlético Madrid, in prestito dalla Juventus con diritto di riscatto: è nello spogliatoio di Diego Simeone che le due interpretazioni del giocatore si incontrano finalmente.

Una parte di questa riservatezza nasce dalla sua infanzia. È nato a Brooklyn da genitori haitiani nelle prime settimane del nuovo millennio e, quando aveva tre mesi, la famiglia è tornata a Port-au-Prince. A sei anni si è trasferito a Ottawa, dove è cresciuto nella comunità francofona dell’est della città e ha frequentato l’École secondaire publique Louis-Riel, una scuola francese che, racconta, gli ha permesso di avere sempre un pallone tra i piedi. Ha iniziato a giocare a calcio in una squadra organizzata a dieci anni, con i Gloucester Dragons, per poi passare agli Hornets di Ottawa Gloucester e quindi agli Ottawa Internationals.

A differenza della maggior parte dei talenti canadesi della sua generazione, non si è mai immaginato nella Major League Soccer. Puntava direttamente all’Europa, ma l’Europa ha tardato a dargli fiducia: i provini con il Red Bull Salzburg e il VfB Stuttgart si sono conclusi con un rifiuto. Nel 2018 la nazionale statunitense Under 20 lo ha convocato, ma lui ha declinato, in parte per concentrarsi sulla carriera di club e in parte perché la maglia che desiderava era quella del Canada. Quel gennaio aveva già firmato con il KAA Gent.

È in Belgio che si è costruito la reputazione di finalizzatore. La sua prima partita da professionista con il Gent, nell’agosto 2018, si è chiusa con il pareggio firmato nei minuti di recupero contro lo Zulte Waregem; cinque gol nelle prime cinque gare gli sono valsi un rapido prolungamento del contratto. Nel 2019-20 ha condiviso il titolo di capocannoniere del campionato belga con Dieumerci Mbokani e ha ricevuto il Jean-Claude Bouvy Trophy come miglior giocatore stagionale del Gent.

Nell’agosto 2020 il Lille ha pagato, secondo quanto riportato, 30 milioni di euro: una cifra record per il club e la più alta mai versata per un calciatore canadese. David è diventato così il primo canadese a giocare in Ligue 1. Prima della fine dell’anno ha segnato due gol in campionato, poi è arrivata una serie di reti decisive: il gol vittoria contro il Paris Saint-Germain al Parc des Princes e quello ad Angers che ha sancito il titolo del 2020-21. Nel 2022-23 ha realizzato 24 gol in campionato, meno soltanto di Kylian Mbappé e Alexandre Lacazette, e nella stagione successiva ne ha segnati 19. Nell’ottobre 2024 ha trasformato il rigore che ha battuto il Real Madrid in Champions League. Alla scadenza del contratto, nel 2025, se n’è andato a parametro zero con 109 gol in 232 partite: il terzo miglior marcatore di sempre del club e il suo miglior realizzatore nelle competizioni europee.

Con il Canada i numeri sono arrivati ancora più in fretta. Ha segnato due gol all’esordio, in una vittoria per 8-0 sulle Isole Vergini americane nel settembre 2018, e ha vinto la Scarpa d’oro della Gold Cup 2019 con sei reti, tre delle quali contro Cuba. Al Mondiale 2022 in Qatar ha lasciato che fosse Alphonso Davies a calciare un rigore nei primi minuti contro il Belgio: Thibaut Courtois lo ha parato, benché David fosse considerato da molti il miglior rigorista della squadra. Alla Copa América 2024 ha segnato il primo gol del Canada nella competizione, firmando la vittoria contro il Perù. Nel novembre 2024, con il suo 31º gol in nazionale contro il Suriname, ha superato Cyle Larin diventando il solo detentore del record di marcature del Paese.

Alla Juventus i dubbi hanno smesso di essere sussurrati. Ha firmato a parametro zero nel luglio 2025, con un contratto fino al 2030, e ha segnato all’esordio in Serie A contro il Parma. Poi i gol si sono fatti più rari. Il rigore calciato a cucchiaio in un pareggio casalingo con il Lecce, finito dritto sulla gamba arretrata del portiere Wladimiro Falcone, è costato due punti ed è diventato l’immagine simbolo della stagione: otto gol in 46 partite in tutte le competizioni sono un bottino deludente per un attaccante che in Francia non era mai sceso sotto quota 13 reti in campionato in una singola stagione. David ha detto che la Juventus è il club italiano dove si è sottoposti al controllo più severo. Le attenuanti tattiche sono concrete: è una seconda punta che vive dei palloni ricevuti e dei movimenti, e una squadra in difficoltà nel creare occasioni gli ha offerto poco dell’uno e dell’altro. Ma proprio qui sta anche il problema. A 26 anni, non aveva ancora dimostrato di saper tirare fuori un gol dal nulla in una partita storta.

Il Mondiale in casa ha concentrato l’intero dibattito in due settimane. David si è presentato al torneo con due gol nelle nove presenze precedenti in nazionale, entrambi su rigore, ed è stato sostituito poco dopo l’ora di gioco nella gara d’esordio contro la Bosnia-Erzegovina. Nella partita successiva, a Vancouver, ha segnato tre gol nella vittoria per 6-0 sul Qatar, il primo successo di sempre del Canada a un Mondiale, diventando il primo giocatore a realizzare una tripletta in una Coppa del Mondo disputata in casa dai tempi di Geoff Hurst con l’Inghilterra nel 1966. Il Canada ha poi raggiunto per la prima volta la fase a eliminazione diretta, battuto il Sudafrica per 1-0 e perso 3-0 contro il Marocco agli ottavi. Quella contro il Qatar è stata la sua unica partita a segno, e il panel di TSN dedicato al Mondiale ha giudicato deludente il suo torneo.

La Juventus lo ha ceduto in prestito all’Atlético il giorno di chiusura del mercato, il 1º settembre 2026, per il resto della stagione, con un’opzione di acquisto da 25 milioni di euro. Ha segnato contro la Real Sociedad e l’Osasuna, poi ha firmato il gol decisivo nella vittoria per 2-1 nel derby contro il Real Madrid del 20 settembre, diventando il primo canadese a segnare nel derby madrileno. Jesse Marsch, commissario tecnico del Canada, ha detto di averlo raccomandato a Simeone. La sua spiegazione è modesta, ma anche rivelatrice: «Forse è una boccata d’aria fresca», ha detto, aggiungendo che i nuovi compagni «mi rendono tutto piuttosto semplice, a dire il vero. Devo solo finalizzare». Durante la pausa per le nazionali ha segnato l’unico gol nella vittoria per 1-0 in amichevole contro il Cile, a Toronto, il 26 settembre: la sua 43ª rete con il Canada.

Quest’ultima frase è al tempo stesso la sua tesi difensiva e la sua accusa. Un attaccante a cui basta finalizzare è un attaccante che ha bisogno che siano gli altri a creare, e all’Atlético Julián Álvarez e Alexander Sørloth si contendono gli stessi minuti in campo. I mesi che lo separano dalla fine della stagione chiariranno se l’Atlético eserciterà l’opzione da 25 milioni di euro e se il David visto al Lille e a Madrid sia quello autentico, oppure se per esprimersi al meglio abbia bisogno della squadra giusta intorno a sé.

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