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Clive Barker, lo scrittore che ha insegnato all’horror a stare dalla parte dei suoi mostri

Penelope H. Fritz
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Clive Barker
Clive Barker
Photo: Steven Friederich / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita5 ottobre 1952
Liverpool, England
ProfessioneScrittore
Noto perI sonnambuli, Quicksilver Highway
PremiWorld Fantasy Award for Best Anthology/Collection · British Fantasy Award for Best Short Story · World Horror Convention Grand Master · International Horror Guild Living Legend · Grand Prix de l'Imaginaire · Prix Julia Verlanger · Lambda Literary · Bram Stoker Award for Work for Young Readers · Bram Stoker Award for (alla carriera) · World Fantasy Award for (alla carriera)

Clive Barker compie oggi 74 anni e ha la scrivania piena di progetti. Dopo un periodo di problemi di salute e due anni lontano dalle convention e dagli eventi pubblici, lo scrittore nato a Liverpool ha annunciato Library of the Dead, una trilogia di antologie horror disponibile esclusivamente su Kickstarter e presentata come successore spirituale di Books of Blood, la raccolta che quarant’anni fa lo rese famoso. La campagna ha raggiunto il traguardo dei finanziamenti in meno di un’ora e, alla chiusura, aveva superato il milione di dollari. Prossimamente, alla World Fantasy Convention di Oakland, in California, riceverà il World Fantasy Award for Life Achievement, che quest’anno condivide con Joyce Carol Oates.

I tre volumi, Fear Eternal, Pyres of Bedlam e Dark Descents, riuniscono racconti inediti, opere rare e testi di narrativa e poesia fuori catalogo. Barker ha realizzato personalmente le illustrazioni in bianco e nero; a curare i libri sono Phil e Sarah Stokes, che documentano il suo lavoro da oltre 25 anni. La spedizione è prevista dopo la chiusura della campagna. Intervistato da Rue Morgue, Barker ha spiegato perché è tornato alla forma breve: «I miei racconti più efficaci sono proprio quelli brevi». La brevità, ha detto, «permette allo scrittore di assestare al lettore un colpo secco, in un modo che i testi più lunghi non consentono».

Barker è nato a Liverpool il 5 ottobre 1952, figlio di Joan Ruby Barker, pittrice e responsabile dei servizi di assistenza scolastica, e di Leonard Barker, direttore del personale. Ha studiato inglese e filosofia all’Università di Liverpool, ma il suo primo pubblico lo ha trovato a teatro. Nel 1978 ha cofondato The Dog Company, una compagnia d’avanguardia formata attorno ad alcuni ex compagni di scuola, tra cui Doug Bradley, suo amico dai tempi della Quarry Bank High School. In cinque anni ha scritto nove opere per la compagnia, fra cui The History of the Devil, Frankenstein in Love e The Secret Life of Cartoons, e spesso le ha anche dirette.

Arrivò poi Books of Blood, una raccolta in sei volumi pubblicata tra il 1984 e il 1985. Era esplicita, erotica e a tratti molto divertente, e raccontava il corpo umano come un luogo in cui piacere e orrore potevano convivere. I primi tre volumi vinsero il World Fantasy Award come miglior raccolta nel 1985; due racconti, «In the Hills, the Cities» e «The Forbidden», si aggiudicarono il British Fantasy Award per due anni consecutivi. Quando i libri uscirono in edizione tascabile negli Stati Uniti, sulle copertine comparve il giudizio di Stephen King: «Ho visto il futuro dell’horror e si chiama Clive Barker». «The Forbidden» diventò in seguito Candyman, il film del 1992 diretto da Bernard Rose, che trasferì la storia da un complesso residenziale di Liverpool a Chicago e diede vita a tre sequel.

Il suo primo romanzo, Gioco dannato (1985), è una storia faustiana con protagonista un giocatore d’azzardo e l’uomo venuto a riscuotere il suo debito. L’anno seguente pubblicò Schiavi dell’inferno, un romanzo breve su una scatola rompicapo che apre la porta ai Cenobiti, esseri per i quali dolore e piacere sono la stessa cosa. Insoddisfatto di come altri avevano portato sullo schermo le sue prime sceneggiature, Barker diresse personalmente l’adattamento: Hellraiser (1987), con Doug Bradley nel ruolo del Cenobita capo, soprannominato Pinhead dai fan. Proseguì con Cabal (1988), che portò al cinema con il titolo Nightbreed (1990). Il film fu un insuccesso al botteghino, ma la sua premessa — i mostri sono i perseguitati e gli esseri umani la minaccia — diventò la chiave della sua intera visione.

A quel punto Barker si stava orientando verso il fantasy epico e ha dichiarato di considerare sempre meno horror la propria scrittura. In Il mondo in un tappeto (1987), un mondo nascosto sopravvive tra i fili di un tappeto. Apocalypse – Il grande spettacolo segreto (1989) immagina un mare di sogni dell’inconscio collettivo chiamato Quiddity. Imajica (1991), un romanzo monumentale sul tentativo di riunire la Terra ad altri quattro mondi, i Dominî, ha vinto due premi francesi: il Prix Julia Verlanger e il Grand Prix de l’Imaginaire. La casa delle vacanze (1992), una fiaba per lettori più giovani su un ragazzo attirato in una casa dove ogni giorno è una festa, è uscito con illustrazioni dello stesso Barker e ha vinto anch’esso il Grand Prix de l’Imaginaire. Sacrament (1996) ha ricevuto un Lambda Literary Award, mentre Coldheart Canyon (2001) ha trasformato la vecchia Hollywood in una storia di fantasmi.

Con Abarat (2002), il pittore che è in lui prese il sopravvento. È il primo libro di una serie ambientata in un arcipelago di 25 isole, una per ogni ora del giorno e una in più, fuori dal tempo. Barker lo ha illustrato con i suoi dipinti a olio. Il secondo volume, Days of Magic, Nights of War (2004), ha vinto il Bram Stoker Award per la narrativa per giovani lettori; nel 2011 è seguito Abarat – Assoluta mezzanotte. Il previsto adattamento cinematografico della serie da parte di Disney non è mai stato realizzato.

Barker ha capito di essere gay intorno ai 18 o 19 anni, e il desiderio queer attraversa apertamente la sua narrativa, in un’epoca in cui il genere raramente gli dava spazio. È stato produttore esecutivo di Gods and Monsters (1998), il film di Bill Condon sul regista di Frankenstein James Whale, e nel 2003 ha ricevuto il Davidson/Valentini Award della GLAAD. Nel 2012, dopo una visita dal dentista, contrasse la sindrome da shock tossico e rimase in coma per diversi giorni. È tornato con The Scarlet Gospels (2015), in cui Pinhead si scontra con Harry D’Amour, il detective ricorrente nelle opere di Barker. Nel 2024 si è ritirato dagli eventi pubblici per concentrarsi su 31 progetti in lavorazione, secondo il suo stesso conteggio, tra cui Deep Hill, seguito di La casa delle vacanze.

La sua mitologia continua a trovare nuove forme senza che lui debba inseguirle. L’8 ottobre Saber Interactive pubblica Clive Barker’s Hellraiser: Revival, un videogioco survival horror alla cui storia Barker ha contribuito fin dall’inizio; Doug Bradley tornerà a dare voce a Pinhead per la prima volta da quasi vent’anni. Per i lettori, però, la vera notizia è sulla pagina. «Alcuni dei più grandi racconti horror sono brevi», ha detto Barker a settembre, richiamando Edgar Allan Poe. A quarant’anni da Books of Blood, affida a questa convinzione il suo prossimo capitolo.

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