Cinema

Spaceman: la performance di Sandler unisce angoscia esistenziale e solitudine spaziale

Martin Cid
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Quando Adam Sandler interpreta Jakub Procházka che accarezza una creatura simile a un ragno di nome Hanuš negli stretti confini della sua astronave, Spaceman rivela la sua vera ambizione: fondere l’angoscia esistenziale con la solitudine interstellare. Diretto da Johan Renck e tratto dal romanzo Lo Spaziale di Boemia di Jaroslav Kalfař, questo film Netflix è uno studio lento e introspettivo del personaggio avvolto negli elementi della fantascienza.

Sandler, noto principalmente per le sue interpretazioni comiche, offre una performance sorprendentemente sfaccettata nel ruolo di Jakub, un astronauta ceco alle prese con l’isolamento e i conflitti matrimoniali. La prima metà del film ci costringe all’interno degli spazi angusti dell’astronave di Jakub, una scelta deliberata che amplifica il senso di solitudine. La sua interpretazione è radicata in una disperazione silenziosa, soprattutto nelle scene in cui affronta le conseguenze emotive della moglie Lenka (Carey Mulligan) che vuole lasciarlo. La tensione tra loro è palpabile, anche quando comunicano attraverso messaggi ritardati e ricordi frammentari.

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L’introduzione di Hanuš, doppiato da Paul Dano, aggiunge un livello di intrigo. Questa creatura telepatica diventa sia un confidente che un catalizzatore per l’introspezione di Jakub. La voce di Dano conferisce a Hanuš una curiosità ultraterrena che contrasta nettamente con la fragilità umana di Jakub. Le loro interazioni, sebbene a volte fantasiose, costituiscono il cuore emotivo del film.

Carey Mulligan nel ruolo di Lenka è un’altra protagonista, la cui presenza si avverte anche quando non è sullo schermo. Il film esplora la loro relazione attraverso i ricordi di Jakub e le indagini telepatiche di Hanuš, rivelando strati di trascuratezza e desiderio. La performance di Mulligan è sottile ma potente, soprattutto nella scena commovente in cui Jakub rivive il ricordo dell’aborto spontaneo di Lenka, un momento che sottolinea la sua assenza emotiva.

Le immagini del film sono contrastanti. Gli interni dell’astronave sono progettati con meticolosità, creando un senso immersivo di isolamento. Tuttavia, gli effetti CGI utilizzati per Hanuš e la nuvola Chopra risultano datati, distraendo occasionalmente lo spettatore dalla narrazione. Il climax all’interno della nuvola Chopra, dove ogni momento del tempo esiste simultaneamente, è visivamente ambizioso ma alla fine non riesce a raggiungere le sue aspirazioni filosofiche.

Strutturalmente, Spaceman inciampa nel ritmo. La prima metà è faticosa da seguire, poiché il film lotta per bilanciare i suoi temi esistenziali con le realtà quotidiane del viaggio spaziale. La seconda metà guadagna slancio, soprattutto quando la missione di Jakub si interseca con la nave spaziale sudcoreana e il destino di Hanuš viene rivelato. Tuttavia, la risoluzione sembra affrettata, lasciando alcuni momenti emotivi sottosviluppati.

La regia di Johan Renck è competente ma manca di un tocco visivo distintivo. I temi del film sull’esistenzialismo e la connessione umana sono terreni già battuti, e Spaceman non offre abbastanza originalità per distinguersi nel campo affollato dei drammi spaziali. Sebbene tenti di fondere fantascienza con dramma psicologico, spesso sembra più uno studio tradizionale del personaggio ambientato in una location insolita.

Per quanto riguarda le interpretazioni, Kunal Nayyar nel ruolo di Petr, il tecnico, e Isabella Rossellini come Commissario Tůmová offrono un supporto solido, anche se i loro ruoli sono relativamente minori. Lena Olin, nei panni di Zdena, la madre di Lenka, aggiunge profondità al paesaggio emotivo con la sua breve ma significativa apparizione.

L’esplorazione dei temi esistenziali del film è sia il suo punto di forza che la sua debolezza. Da un lato, affronta domande profonde sulla connessione umana, la memoria e il passaggio del tempo. Dall’altro, questi temi non sono nuovi, e Spaceman non porta nulla di particolarmente fresco sul tavolo. Le basi filosofiche sembrano più una rielaborazione di idee già esplorate in film come Solaris (1972) e Interstellar (2014).

I problemi di ritmo del film sono accentuati dalla sua dipendenza da flashback e sequenze di memoria. Sebbene questi momenti forniscano informazioni sul personaggio di Jakub, interrompono anche il flusso narrativo, rendendo difficile mantenere il ritmo. La transizione tra passato e presente è a volte brusca, strappando lo spettatore dall’esperienza immersiva.

Nonostante i suoi difetti, Spaceman ha momenti di genuina risonanza emotiva. La scena in cui Jakub affronta il ricordo dell’aborto spontaneo di Lenka è particolarmente coinvolgente, evidenziando la capacità di Sandler di trasmettere un profondo dolore emotivo senza ricorrere al melodramma. Allo stesso modo, il confronto finale all’interno della nuvola Chopra, dove Jakub fa i conti con il suo desiderio di stare con Lenka, è una conclusione commovente del suo viaggio.

In definitiva, Spaceman è un film che mira in alto ma manca il bersaglio per un margine stretto. È uno studio del personaggio ambientato nello spazio, e sebbene abbia momenti di brillantezza, alla fine viene ostacolato dal suo ritmo, dai difetti visivi e dalla mancanza di originalità. Le performance, soprattutto quelle di Sandler e Mulligan, sono abbastanza forti da portare il film attraverso i suoi momenti più deboli, ma non bastano per elevarlo sopra il campo affollato dei drammi spaziali.

Spaceman è adatto agli spettatori che apprezzano la fantascienza introspettiva con un focus sullo sviluppo del personaggio. Non è per chi cerca avventure ad alta intensità o effetti visivi rivoluzionari. I punti di forza del film risiedono nel suo nucleo emotivo e nelle performance dei suoi protagonisti, ma questi non sono sufficienti a superare i suoi difetti strutturali e tematici.

In conclusione, Spaceman è un film contrastante. Ha momenti di genuina risonanza emotiva e performance solide, ma alla fine viene ostacolato dal suo ritmo, dai difetti visivi e dalla mancanza di originalità.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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