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Where Dolls Hang trasforma l’Isola delle bambole messicana in un horror costruito su foto vere

Lo studio di un solo sviluppatore dietro The Backrooms 1998 costruisce il suo prossimo incubo sull’isola di Xochimilco e su fotografie reali
Cassian Vale
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C’è un luogo, nei canali di Xochimilco, al margine meridionale di Città del Messico, dove gli alberi portano bambole. Centinaia, scolorite dal sole, senza braccia, senza occhi, legate a rami e paletti su un’isoletta nota come Isla de las Muñecas, l’Isola delle bambole. Il racconto più diffuso vuole che un eremita di nome Julián Santana Barrera abbia passato decenni ad appenderle lì per placare lo spirito di una bambina che sarebbe annegata poco lontano; se sia mai esistita fa parte della leggenda. I visitatori continuano a portare bambole nuove. Where Dolls Hang, il prossimo gioco di Steelkrill Studio, uno studio composto da una sola persona, parte da quell’immagine e si chiede che cosa si proverebbe a remare verso di essa da soli.

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Il trailer, presentato da IGN, fa dell’avvicinamento il suo gancio: una lanterna sulla prua di una piccola barca, nebbia sull’acqua immobile, sagome che dondolano da un albero morto. Steelkrill tiene a precisare che la storia è finzione, un mistero originale costruito sul folklore messicano e non una ricostruzione della storia dell’isola. Ma l’atmosfera è presa direttamente dal luogo reale, e questo prestito è l’idea più interessante del progetto.

A slumped figure on a park bench in a misty forest, dolls hanging from the branches above, in Where Dolls Hang
Image: Steelkrill Studio

Diverse bambole e oggetti del gioco sono stati modellati in 3D a partire da fotografie reali, e alcune di quelle foto sono nascoste nel mondo di gioco. L’intento è una sorta di riconoscimento ritardato: ci si imbatte in qualcosa di grottesco in una stanza buia e solo più tardi si trova lo scatto che prova che è esistito davvero. Nell’annuncio, lo studio lo descrive come un modo per sfumare il confine tra finzione e realtà. La pagina Steam va oltre e avverte che il gioco contiene fotografie reali e filmati VHS disturbanti.

Quell’istinto da found footage attraversa il resto del design. Ambientato nel 1998, il gioco vi manda nei boschi e negli edifici dell’isola con una videocamera per raccogliere prove, risolvere enigmi e capire perché bambole e manichini continuano ad arenarsi sulla riva. Le videocassette VHS sparse in giro contengono veri classici come La notte dei morti viventi, che si possono guardare sui televisori della casa. L’unico avvertimento dello studio è che ciò che vive lì non aspetterà per forza i titoli di coda.

Baby dolls and a tall mannequin stand in a dark, cobwebbed nursery in Where Dolls Hang
Image: Steelkrill Studio

È un terreno familiare per Steelkrill. Lo studio si è fatto conoscere con The Backrooms 1998, un survival horror found footage uscito dall’accesso anticipato di Steam nel febbraio 2025, tre anni dopo il debutto, prima di arrivare su console; The Voidness e The 18th Attic hanno seguito la stessa linea atmosferica. Where Dolls Hang sembra un passo dalla mitologia nata su internet verso un luogo reale con una storia reale, il che alza l’asticella sulla cura con cui quel luogo viene trattato.

Non c’è ancora una data d’uscita. Where Dolls Hang arriverà su PC tramite Steam e, dal 6 all’8 novembre, ha un proprio stand digitale immersivo all’ENDIX Expo 2026. L’isola attira curiosi da decenni. Resta da vedere se un gioco saprà trasformare quel richiamo in terrore anziché nel brivido di un turista.

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