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Tom the Postgirl trasforma la posta in voyeurismo, e ARTE ci scommette per Halloween

Lo studio svizzero Oopsie Daisies fissa al 29 ottobre la sua avventura da stalker, tra libro illustrato e Adult Swim, su Steam e Switch
Cassian Vale
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In ogni paese c’è una persona che si ferma a ogni porta, e il postino è sempre stato il testimone silenzioso delle vite private. Tom the Postgirl, il gioco d’esordio dello studio svizzero Oopsie Daisies, prende quella piccola intimità quasi dimenticata e la spinge fino a farla inacidire. La sua protagonista è una dipendente modello con un sorriso innocente e un’abitudine di cui non riesce a liberarsi: guarda dentro. È anche l’ultima scommessa di ARTE France, che da più di dieci anni sostiene giochi d’autore capaci di trattare una piccola idea con assoluta serietà.

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Tom è la nuova postina di un villaggio incantevole in cui ogni abitante ha qualcosa da nascondere. Il suo giro va sempre storto, e ogni finestra, porta e crepa nel muro diventa un’occasione per scoprire che cosa fanno i vicini con i loro pacchi una volta chiusa la porta. Il cast sembra una filastrocca andata a male: un sindaco narcisista, un orfanotrofio che somiglia pericolosamente a una cuccia per cani, una coppia di hippie armati di motosega. Nell’annuncio, lo studio riassume il proprio tema come la natura umana in tutta la sua orribile bellezza.

Tom delivers a parcel outside The Kennel, the village orphanage, in Tom the Postgirl
Image: Oopsie Daisies / ARTE France

L’idea di design è che il verbo centrale sia guardare. Il gioco descrive il proprio ciclo come «walk and stalk» (cammina e pedina): fondali disegnati a mano pieni di nascondigli, animazione fotogramma per fotogramma con una grana volutamente retrò e scene che si rivelano solo a chi si ferma e aspetta. Qualsiasi dettaglio può trasformarsi in un evento sospetto. È un’avventura narrativa costruita sulla pazienza, più vicina all’origliare che alla risoluzione di enigmi.

Non tutti i segreti appartengono agli esseri umani. Piccioni spacciatori lavorano nel cimitero, lombrichi cowboy vagano per i viali e gli scoiattoli sono perennemente di cattivo umore. Tom può fare il suo lavoro come si deve oppure turbare la quiete: calpestare siepi potate alla perfezione, schiacciare le aiuole, rubare i nani da giardino. Lo studio definisce il tutto un piacere colpevole. Finali multipli, obiettivi e profili sbloccabili servono a rimandare i curiosi per un altro giro.

Two children inside a villager house, seen from the doorway in Tom the Postgirl
Image: Oopsie Daisies / ARTE France

I riferimenti di tono sono espliciti. Oopsie Daisies colloca il gioco tra l’aspetto ingenuo di un libro illustrato per bambini e il nonsense crudo di un cartone di Adult Swim, a metà strada tra l’assurdità distruttiva di Thank Goodness You’re Here! e l’umorismo nero di Dumb Ways to Die. Lo studio è stato fondato da un trio legato da un’amicizia di lunga data: Léa Coquoz si occupa di direzione artistica e game design, Lorenz Kleiser di direzione tecnica e game design, Floris Demandt di sound design. Il team di animazione ha già portato il progetto a Fantoche, il festival svizzero del cinema d’animazione, con un intervento intitolato «Animating a Stalker». Per ARTE, si aggiunge a un catalogo che comprende Type:Rider, Bury Me, My Love e 30 Birds.

Tom the Postgirl esce il 29 ottobre 2026, poco prima di Halloween, su Steam per PC e Mac e su Nintendo Switch. È un gioco per giocatore singolo al prezzo di 9,99 €, con uno sconto Steam del 10% per le prime due settimane, e ha una classificazione PEGI 16. È disponibile in undici lingue, tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo, giapponese, coreano, russo e cinese semplificato. ARTE France lo pubblica e lo coproduce insieme a Oopsie Daisies.

Il postino sa sempre più di quanto chiunque sospetti. Tom the Postgirl si limita a chiedere che cosa succede quando lei smette di fingere di non guardare.

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