Calcio

Nations League, l’Irlanda del Nord non ha ancora subito gol: la chiave è il portiere Pierce Charles

Kenji Nakamura
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Ogni resoconto dell’avvio dell’Irlanda del Nord in Nations League ha lo stesso copione: una difesa a tre giovanissima, un allenatore da sempre a suo agio senza il pallone e una squadra che si rifiuta di sbilanciarsi. È tutto vero. Ma l’impianto dipende da un giocatore più che da chiunque altro, e i commenti continuano a descriverlo come uno che non ha nulla da fare.

Guardate l’andamento delle partite, non il risultato. La squadra di Michael O’Neill cede deliberatamente il pallone, si rintana con una difesa a tre e sfida gli avversari a trovare un tiro efficace attraverso un blocco che di rado concede occasioni. Il piano si regge su due elementi. Serve qualcuno che rimedi quando, comunque, la struttura si apre, e qualcuno che trasformi i pochi possessi a disposizione in qualcosa di più di un rinvio lungo. Entrambi i compiti spettano al portiere Pierce Charles.

La striscia è cominciata quando la struttura ha ceduto. A Tbilisi, con entrambe le squadre schierate con un 3-4-2-1, la Georgia ha avuto il 62% di possesso palla, un dato di gol attesi pari a 1,71 contro l’1,10 dell’Irlanda del Nord e nove calci d’angolo contro uno, secondo i dati della partita di Sofascore. Al 65° minuto Luka Lochoshvili si è procurato un rigore e Khvicha Kvaratskhelia, attaccante del Paris Saint-Germain, è andato sul dischetto. Charles ha parato. Suo fratello Shea Charles, centrocampista del Fulham, ha poi deviato in rete un cross di Trai Hume al nono minuto di recupero, regalando all’Irlanda del Nord la prima vittoria in trasferta della sua storia in Nations League. BBC Sport NI ha osservato che quella parata ha anche conservato la prima partita ufficiale senza subire gol in trasferta della squadra da quando Charles ha esordito in nazionale, contro la Bielorussia nel 2024.

Senza quella parata, non ci sarebbe la storia dell’«unica squadra che non ha ancora subito gol». Tutto ciò che è venuto dopo si fonda su quell’1-0.

Da allora l’assetto ha retto senza che lui dovesse compiere interventi spettacolari. L’Ungheria di Dominik Szoboszlai ha centrato il suo primo tiro nello specchio soltanto nei minuti di recupero del pareggio a reti inviolate a Windsor Park. A Trnava, in Slovacchia, nella partita casalinga dell’Ucraina, l’Irlanda del Nord ha vinto 3-0 con il 27,2% di possesso palla: BBC Sport NI segnala che è la percentuale più bassa mai registrata in Nations League da una squadra vincente con almeno due gol di scarto. Ciaron Brown ha segnato due volte partendo dalla difesa a tre, Isaac Price ha firmato l’altra rete e David Healy, miglior marcatore di sempre del Paese, ha definito «da ripresa televisiva» le due parate di Charles.

È qui che l’idea che non abbia «nulla da fare» porta a leggere male il sistema. Dopo la partita di Tbilisi, O’Neill ha elogiato la capacità di Charles di impostare il gioco tanto quanto il rigore parato: «La sua abilità nei passaggi e tutto ciò che ci gira attorno ti dà un grande controllo. Dà molta sicurezza alla difesa a tre, perché i giocatori sanno di poter tornare da lui». Una squadra che tiene il pallone a malapena per un quarto del tempo deve riuscire a superare la prima pressione con i pochi possessi che ha; e, con Daniel Ballard e Conor Bradley infortunati, la difesa a tre davanti a Charles è stata composta da Brown, Ruairi McConville, 21 anni, e Tom Atcheson, 20. L’undici titolare contro l’Ucraina aveva un’età media di 22 anni: secondo BBC Sport, è la formazione più giovane schierata dall’Irlanda del Nord dalla Seconda guerra mondiale. La spiegazione che O’Neill dà del record è di natura tattica: «La storia ci dice che l’Irlanda del Nord non è mai stata la squadra con più gol», ha detto, ma «gli xG degli avversari sono stati bassi e questo significa che abbiamo una buona struttura difensiva». Le sue stesse parole collocano il portiere dentro quell’assetto, come punto d’appoggio su cui i difensori possono fare affidamento.

Il percorso che lo ha portato fin qui non è stato lineare. Charles, 21 anni, è cresciuto nel vivaio del Manchester City e nel 2021 è passato allo Sheffield Wednesday, dove ha vissuto le sue prime stagioni da professionista in quella che un profilo di mercato ha definito «una squadra dello Sheffield Wednesday in difficoltà». Dopo aver ricevuto la maglia numero 1, ha dovuto affrontare due infortuni alla spalla che hanno richiesto un intervento chirurgico. A luglio il City lo ha ripreso con un contratto quinquennale e lo ha subito mandato in prestito al Queens Park Rangers, in Championship. «Il prestito al QPR mi aiuterà a crescere e a migliorare come giocatore», disse all’epoca.

Il bilancio della squadra, con lui tra i pali, è già il migliore che l’Irlanda del Nord abbia messo insieme da anni. Ha collezionato sette partite senza subire gol nelle ultime nove gare di Nations League, distribuite su due edizioni, incassando tre reti; in casa, invece, le porte sono rimaste inviolate in otto delle ultime dieci partite. È in testa al Gruppo 2 della Lega B con sette punti in tre gare. Se lunedì sera riuscirà a fermare la Georgia a Windsor Park, firmerà la sua striscia più lunga di partite senza subire gol da nove anni.

La Georgia avrà per prima l’occasione della rivincita. Se a Belfast la difesa dovesse cedere come a Tbilisi, il record che ha fatto sembrare inattivo un portiere di 21 anni dipenderà, ancora una volta, proprio dall’unica cosa per cui era lì.

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