Calcio

Hamza Abdelkarim, il Barça fissa una clausola da 150 milioni prima della sua prima da titolare

Jack T. Taylor
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Il primo vero avversario di un giovane centravanti raramente è un difensore centrale. È il tempo. Hamza Abdelkarim, il talento egiziano che il Barcellona ha prelevato dal vivaio dell’Al Ahly, si ritrova già addosso un cartellino del prezzo da attaccante affermato, una fila di procuratori alla porta e un Paese che lo vorrebbe in campo subito. Eppure non è ancora mai partito titolare in una partita di campionato con la prima squadra.

È questo il retroscena dell’ultima ondata di clamore. Secondo Sport, le maggiori agenzie di rappresentanza si stanno contendendo la gestione della sua carriera e, con l’apertura del mercato invernale, sono attese offerte per un prestito. La copertura mediatica legge tutto questo come una conferma del suo valore. Ma è anche la prima vera prova della capacità del Barcellona di proteggerlo dal rumore generato dal contratto che gli ha fatto firmare.

La sua ascesa è stata rapidissima. Abdelkarim è arrivato in prestito in inverno; secondo Al Jazeera, le pratiche burocratiche hanno ridotto l’esperienza a circa tre mesi, prima che il Barcellona lo acquistasse a titolo definitivo per una cifra riportata di 1,5 milioni di euro. Il club sostiene che abbia segnato nove gol in sei partite di campionato con la squadra Under-19A, compresa una tripletta nel 9-0 che ha consegnato il titolo alla formazione. Ha poi chiuso la preparazione estiva da miglior marcatore della prima squadra di Hansi Flick, con quattro gol, uno dei quali contro l’Al Ahly nel Trofeo Joan Gamper. Non ha esultato.

La ricompensa è arrivata in fretta. Il Barcellona gli ha prolungato il contratto fino al 2030 e, secondo Sport, ha aumentato di dieci volte la clausola rescissoria, portandola da 15 a 150 milioni di euro, dopo l’interesse manifestato da diversi club. Ha firmato il contratto nell’ufficio di Joan Laporta a metà settembre.

Ora, però, bisogna fare i conti con i minuti in campo. Il suo bilancio ufficiale con la prima squadra si riduce a un ingresso di cinque minuti al posto di Raphinha, nel 5-2 contro il Rayo Vallecano del 31 agosto. Sono bastati per entrare nella storia: Egyptian Streets lo ha indicato come il primo egiziano a disputare una partita ufficiale con la prima squadra del Barcellona e il terzo egiziano nella Liga, dopo Mido e Haissem Hassan. Ma il nuovo ruolo di Raphinha e l’arrivo di Gabriel Jesus nell’ultimo giorno di mercato, per una cifra riportata di 10 milioni di euro dopo il fallimento dell’assalto a Julián Álvarez, gli hanno ristretto gli spazi.

Una clausola è una serratura, non una sentenza. La cifra di 150 milioni tiene lontani i predatori, ma dice anche a chiunque osservi quanto il Barcellona ritenga valga il ragazzo, prima ancora che abbia dovuto dimostrarlo contro una difesa della Liga. Ogni procuratore che cerca di convincerlo, ogni offerta di prestito e ogni domanda dall’Egitto parte ormai da quella cifra. La linea pubblica di Flick è volutamente più pacata. «È un giocatore che ha fatto bene in precampionato e che compete con gli altri», ha detto l’allenatore, definendolo «un tipo di giocatore diverso e una grande prospettiva per il futuro del club».

Il piano del Barcellona, per come lo descrive Sport, è improntato alla pazienza: da dieci a quindici presenze in prima squadra in questa stagione, una crescita graduale in blaugrana e nessun prestito, a meno che non sia il giocatore stesso a chiedere più minuti. Finora non lo ha fatto. È proprio questa capacità di aspettare che vale la pena osservare. Il carattere di un giovane attaccante si vede meno dal suo primo gol che da come affronta le settimane in panchina, in attesa di segnarlo.

La complicazione è che le partite più impegnative per lui si giocano altrove. Abdelkarim ha già collezionato sei presenze con la nazionale maggiore egiziana, quattro delle quali al Mondiale, dove è diventato il più giovane egiziano a partecipare al torneo, prima che l’Argentina eliminasse l’Egitto agli ottavi. Non ha ancora segnato a livello internazionale con la nazionale maggiore. Sport riferisce che il Barcellona è preoccupato per la prossima partita dell’Egitto, contro il Sud Sudan, su un campo sintetico in cattive condizioni, in cui Abdelkarim dovrebbe partire titolare in assenza di Mohamed Salah. In Egitto, aggiunge lo stesso quotidiano, comincia a crescere l’impazienza per la scarsità di minuti che il giovane trova nel club.

Salah è il riferimento più ovvio, e il diciottenne non fa mistero di guardare a lui. «Mohamed Salah mi parla sempre e io seguo tutto quello che dice», ha raccontato ad Al Jazeera. Una frase che dice qualcosa che nessuna clausola rescissoria può dire: sta ascoltando.

La prima cifra che conterà davvero non sarà in euro. Sarà il numero di quelle dieci-quindici presenze che riuscirà effettivamente a mettere insieme prima di gennaio, quando le offerte di prestito annunciate da Sport arriveranno sulla scrivania del Barcellona.

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