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Lizzy Caplan, la ruba-scena che finalmente ha un film tutto suo e lo passa distesa a terra

Penelope H. Fritz
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Lizzy Caplan
Lizzy Caplan
Photo: Montclair Film / CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita30 giugno 1982
Los Angeles, California, Stati Uniti
ProfessioneAttrice
Noto perMean Girls, 127 ore, Now You See Me 2
Premi2 Critics Choice · 4 Emmy (candidatura)

Per gran parte della carriera, Lizzy Caplan è stata la persona su cui una storia fa affidamento senza darle il titolo. Janis Ian non è la protagonista di Mean Girls, eppure si porta a casa le battute migliori del film e il rancore più duraturo. In Masters of Sex, Virginia Johnson condivide la ricerca con un uomo il cui nome compare per primo nei titoli di testa e sui libri. Libby Epstein entra in Fleishman a pezzi come narratrice ai margini del divorzio di qualcun altro e ne esce come il vero fulcro della serie. È uno schema troppo ricorrente per essere frutto del caso. Caplan continua a scegliere la donna che osserva la stanza nella sua interezza, e la stanza continua a metterci un po’ a ricambiare lo sguardo.

È questo a rendere Drag una ricompensa così insolita. Il primo film costruito interamente sulla sua interpretazione fisica le chiede di trascorrere gran parte della storia senza potersi muovere: una ladra di poco conto che si blocca con la schiena a metà di un furto e deve essere trascinata, un passo dolorosissimo dopo l’altro, fuori dalla casa di uno sconosciuto. Dopo vent’anni passati a rubare la scena dagli angoli dell’inquadratura, finalmente ne occupa il centro, ma lo fa da terra.

Elizabeth Anne Caplan è cresciuta nel quartiere Miracle Mile di Los Angeles, la città in cui è nata il 30 giugno 1982, ultima di tre figli in una famiglia ebrea riformata. Suo padre, Richard, era avvocato. Sua madre, Barbara, lavorava come assistente politica, mentre suo zio, Howard Bragman, sarebbe diventato uno dei pubblicisti più noti della città. Sua madre morì di cancro quando Caplan aveva tredici anni, una perdita arrivata proprio mentre lei iniziava a capire cosa volesse fare.

Alla Alexander Hamilton High School entrò all’Academy of Music per studiare pianoforte, poi passò al teatro e, nel tempo libero, giocava nella squadra di calcio della scuola. Si diplomò nel 2000 e rinunciò all’università. A quel punto aveva già all’attivo un ruolo destinato a invecchiare meglio di quasi tutto il resto della televisione di quella stagione: Sara, la ragazza che finisce per mettersi con Nick, interpretato da Jason Segel, in Freaks and Geeks, la serie NBC durata una sola stagione e diventata un punto di riferimento molto tempo dopo la sua cancellazione.

Poi arrivò Mean Girls. La sceneggiatura di Tina Fey affidava a Janis Ian le battute più taglienti e la trama della vendetta che mette in moto la storia. Caplan, che aveva ventun anni quando il film uscì nel 2004, la interpretò come l’unica studentessa ad aver capito le gerarchie della mensa già prima della prima scena. Per gli ingranaggi della trama era un ruolo secondario. Per il tempo che il pubblico ha continuato a citare le sue battute, è stato il ruolo che l’ha definita per un decennio.

Gli anni successivi andarono in direzione opposta alla consueta logica del successo improvviso. Related, su The WB, durò una stagione, così come The Class su CBS, una sitcom corale sui compagni di scuola ormai adulti in cui interpretava Kat Warbler. In Cloverfield era Marlena Diamond, la sconosciuta dalla battuta pronta che arriva a una festa a Manhattan poco prima che un mostro invada la città: l’interpretazione le valse una candidatura ai Saturn Award. Comparve nei panni di Amy Burley in True Blood di HBO. Su Starz interpretò Casey, la comica che lavora nei servizi di catering in Party Down, una serie che raccolse pochi spettatori, si concluse dopo due stagioni e si costruì un pubblico affezionato soprattutto dopo la fine.

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In quegli stessi anni arrivò una serie di ruoli al cinema che puntavano sulla precisione più che sull’esuberanza: la sorella di Aron Ralston in 127 ore di Danny Boyle, una parte nel cast corale di Un tuffo nel passato, una delle tre damigelle d’onore che si comportano malissimo in The Wedding Party, accanto a Kirsten Dunst e Isla Fisher, e l’agente Lacey, l’ufficiale della CIA che recluta Seth Rogen e James Franco per un complotto di assassinio in The Interview. Recitò anche per un periodo in New Girl di Fox. Nel 2006 Variety l’aveva inserita tra i dieci attori da tenere d’occhio. Per diversi anni, l’industria si limitò soprattutto a tenerla d’occhio.

Masters of Sex cambiò la portata del suo percorso. La serie drammatica di Showtime sulla collaborazione di ricerca tra William Masters e Virginia Johnson scelse Caplan per il ruolo di Johnson prima ancora di ingaggiare Michael Sheen per interpretare Masters, e lei rifiutò altre proposte durante i mesi necessari a concludere l’accordo. Per prepararsi lesse la biografia della coppia scritta da Thomas Maier e ascoltò le registrazioni delle sue interviste a Johnson. Sperava di poter trascorrere del tempo con la donna in carne e ossa, ma Johnson era incerta sulla serie e morì nel 2013, l’anno della sua première. Caplan, alla sua prima interpretazione di una persona reale, disse di aver sentito nei suoi confronti una «profonda responsabilità». Per quattro stagioni interpretò una madre single senza laurea che diventò coautrice di Human Sexual Response; per un episodio registrò persino una sua versione di «You Don’t Know Me».

Lizzy Caplan
Lizzy Caplan

È difficile non cogliere l’ironia nel modo in cui fu accolta la serie. Una storia su una donna il cui contributo era stato a lungo attribuito a un uomo veniva spesso promossa e discussa facendo leva sulla premessa e sul protagonista maschile, mentre la sua interpretazione più sfaccettata era trattata come un ruolo da comprimaria. Anche i premi raccontano la stessa storia: nel 2014 Caplan ottenne una candidatura ai Primetime Emmy come miglior attrice protagonista in una serie drammatica, oltre a quelle ai Critics’ Choice e ai Satellite Awards, ma non vinse nessuno dei premi. Showtime concluse la serie dopo la quarta stagione, nel 2016. Il lavoro è invecchiato meglio di quanto lascino intendere i trofei, e la distanza tra la stima di cui godeva e la rarità dei riconoscimenti resta il ritratto più fedele di quella fase della sua carriera.

Da fuori, quello che venne dopo sembrava un percorso frammentato; visto dall’interno, era coerente. Tornò sullo schermo nei panni di Lula, l’illusionista, in Now You See Me 2, interpretò la sorella di Brad Pitt in Allied – Un’ombra nascosta di Robert Zemeckis e si unì alla serie Das Boot di Sky nel ruolo di Carla Monroe. Nella seconda stagione di Castle Rock di Hulu interpretò una giovane Annie Wilkes, l’infermiera del romanzo Misery di Stephen King, accettando il confronto con l’interpretazione di Kathy Bates, premiata con l’Oscar, un paragone che pochi attori avrebbero cercato. In Truth Be Told di Apple TV+ interpretò due gemelle identiche al fianco di Octavia Spencer; nella serie animata Netflix Inside Job diede invece la voce a Reagan Ridley, una scienziata brillante e socialmente impacciata che lavora per un’azienda responsabile delle cospirazioni mondiali.

Il secondo grande approdo arrivò con Fleishman a pezzi, l’adattamento per FX on Hulu del romanzo di Taffy Brodesser-Akner, che ne curò anche la trasposizione televisiva. Caplan interpretava Libby Epstein, ex giornalista di una rivista diventata madre di periferia, che racconta il divorzio del suo amico del college Toby, interpretato da Jesse Eisenberg, lasciando gradualmente emergere che il vero soggetto della storia è la sua stessa irrequietezza. Il ruolo le fruttò una seconda candidatura agli Emmy, questa volta come miglior attrice protagonista in una miniserie, serie antologica o film per la televisione, nel 2023. Gli impegni sul set la tennero anche lontana dal revival di Party Down quell’anno, finché i produttori non trovarono un fine settimana libero e inserirono Casey nella scena dopo i titoli di coda del finale di stagione.

Seguì con due rivisitazioni di storie note, molto diverse per tono. Nella serie di Paramount+ Attrazione Fatale raccolse il testimone di Alex Forrest, il personaggio reso indimenticabile da Glenn Close nel 1987, recitando accanto a Joshua Jackson. Nel film horror Cobweb interpretò Carol, la madre di un bambino che sente bussare dall’interno delle pareti di casa. In entrambi i casi scelse una donna che il pubblico è portato a temere, interpretandola come una persona con le proprie ragioni.

Nel febbraio 2025 Netflix distribuì Zero Day, un thriller politico in sei episodi in cui Caplan interpretava Alexandra Mullen, una deputata e figlia dell’ex presidente interpretato da Robert De Niro, con cui si trovava spesso in disaccordo sullo schermo. Le recensioni della serie furono contrastanti e diversi critici ritennero che la sceneggiatura non approfondisse mai il conflitto d’interessi del suo personaggio; più di una recensione, tuttavia, indicò Caplan e De Niro come il punto di forza della serie. A novembre tornò a interpretare Lula in L’illusione perfetta – Now You See Me: Now You Don’t, terzo film della saga sugli illusionisti.

Drag è stato presentato in anteprima nella sezione Midnight del SXSW il 13 marzo 2026. Scritto e diretto da Raviv Ullman e Greg Yagolnitzer e prodotto da Danny, Lucy e Jake DeVito, il film affida a Caplan il ruolo di una ladruncola a cui cede la schiena nel bel mezzo di un colpo, in una casa isolata nello stato di New York. Lucy DeVito interpreta la sorella che lei chiama dalla macchina della fuga, mentre John Stamos ha un ruolo che, secondo i recensori, è meglio scoprire senza anticipazioni. Dread Central ha sostenuto che, con un’altra protagonista, la premessa avrebbe potuto facilmente scivolare nella farsa, ma che Caplan rende il dolore abbastanza credibile da lasciare che la comicità nasca proprio da quello. Briarcliff Entertainment ha acquisito il film a maggio e l’uscita nelle sale statunitensi è fissata per il 29 gennaio 2027.

La televisione occupa il resto della sua agenda. Apple TV l’ha ingaggiata per la quinta stagione di The Morning Show nel ruolo di Gwen, una regista teatrale di Broadway appassionata e intransigente. A giugno è entrata nel cast di Far Cry, la serie antologica di FX che Noah Hawley e Rob Mac stanno sviluppando a partire dai videogiochi Ubisoft, in un ruolo non ancora rivelato; le riprese sono iniziate in Spagna a settembre, con Steve Buscemi, Brendan Gleeson e Jennifer Jason Leigh tra i membri del cast. Fa anche parte dell’adattamento Netflix in cinque episodi di Peter Morgan di The Boys from Brazil, in cui interpreta Hannah Liebermann al fianco di Jeremy Strong, nei panni del cacciatore di nazisti Yakov Liebermann. La produzione ha girato in Germania durante l’inverno. A settembre Disney+ ha ordinato il revival di Darkwing Duck, con Caplan a doppiare una Gosalyn adulta accanto a Mark Hamill e Seth Rogen; inoltre è tornata in American Dad! nel ruolo di Debbie, personaggio a cui aveva dato voce per la prima volta vent’anni fa.

Caplan conobbe l’attore inglese Tom Riley a Londra nel gennaio 2015, mentre stava girando Now You See Me 2. L’anno seguente fecero la loro prima apparizione insieme su un red carpet al Prague Opera Ball, si fidanzarono a New York nel maggio 2016 e si sposarono nel settembre 2017 a Ravello, sulla Costiera Amalfitana. Il loro figlio è nato nel 2021.

A quarantaquattro anni, è protagonista di un film in uscita a gennaio e fa parte di quattro serie in diverse fasi di produzione. I nuovi ruoli fanno ancora rima con quelli di un tempo: la regista che non scende a compromessi, la donna al fianco del cacciatore di nazisti, la figlia di un eroe che ha ormai esaurito la propria utilità. A cambiare è l’ordine degli eventi. Ora i progetti vengono costruiti attorno a lei, anziché scoprirla a posteriori, e l’uscita di Drag metterà alla prova la capacità di una reputazione di lunga data — quella di persona più acuta della stanza — di reggere da sola un film.

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