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Katherine McNamara, la Clary di Shadowhunters che ha smesso di aspettare la serie giusta

Penelope H. Fritz
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Katherine McNamara
Katherine McNamara
Photo: Kevin Paul / CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita22 novembre 1995
Kansas City, Missouri, United States
ProfessioneAttrice
Noto perMaze Runner – La rivelazione, Maze Runner – La fuga, Capodanno a New York
PremiPeople's Choice Award for Female TV Star · Teen Choice Award for Choice TV: Sci-Fi/Fantasy Actress · HollyShorts Film Festival Rising Star

Per tre volte un network ha affidato a Katherine McNamara il ruolo da protagonista in una serie pensata per conquistare un fandom, e per tre volte la serie si è fermata prima che la storia arrivasse alla sua conclusione. A Clary Fray è toccato un addio frettoloso in Shadowhunters. Mia Smoak, il suo personaggio in Arrow, avrebbe dovuto guidare uno spin-off che non è mai andato oltre l’episodio pilota. Walker: Independence si è chiusa dopo una sola stagione, lasciando la sua cittadina di frontiera a metà del racconto. Di solito, dopo una serie di cancellazioni, si aspetta la prossima occasione da protagonista in un network. McNamara ha scelto un’altra strada, esplorando gli angoli del settore che Hollywood relega ai margini: i gialli di Hallmark, i film d’azione distribuiti direttamente in streaming, un horror diretto in videoconferenza. Da allora è rimasta senza lavoro di rado.

La precocità è arrivata per prima. Figlia unica, McNamara è cresciuta a Lee’s Summit, un sobborgo di Kansas City, nel Missouri, con la madre Ursula McNamara, ricercatrice e docente universitaria, e il padre Evan McNamara, che ha prestato servizio nelle forze armate statunitensi. In parte ha studiato a casa, perché in alcune materie procedeva più velocemente dei compagni.

Le date rendono evidente la rapidità del suo percorso. McNamara è nata a Kansas City il 22 novembre 1995. Ha conseguito il diploma di scuola superiore a 14 anni e, a 17, si è laureata summa cum laude in amministrazione aziendale alla Drexel University, seguendo buona parte dei corsi online.

La sua palestra è stata il teatro di Kansas City, da The Crucible di Arthur Miller al Metro Ensemble Theater a To Kill a Mockingbird al Kansas City Repertory Theatre. Nel 2010 è arrivata a Broadway, nel ruolo di Fredericka Armfeldt nella ripresa di A Little Night Music, accanto a Catherine Zeta-Jones e Angela Lansbury. L’anno successivo la famiglia si è trasferita a Los Angeles e per lei è cominciato il consueto apprendistato di una giovane attrice che lavora: apparizioni in Law & Order: Special Victims Unit e Drop Dead Diva, il ruolo di Myra nel film Disney Channel Girl vs. Monster, quello di Becky Thatcher in Tom Sawyer & Huckleberry Finn e quello della figlia di Sarah Jessica Parker nella commedia corale di Garry Marshall New Year’s Eve, nel 2011.

La svolta è stata annunciata nel maggio 2015, quando ABC Family l’ha scelta per interpretare Clary Fray, protagonista di Shadowhunters, la versione televisiva dei romanzi di Cassandra Clare The Mortal Instruments. La serie ha debuttato su Freeform nel gennaio 2016 e Netflix ha distribuito ogni episodio nel resto del mondo il giorno dopo la messa in onda negli Stati Uniti: così una serie via cavo sui cacciatori di demoni ha trovato un pubblico ben oltre i confini americani. McNamara ha interpretato Clary per 55 episodi. I fan si sono mobilitati come in una campagna: nel 2018 i loro voti le hanno fatto conquistare il People’s Choice Award come star televisiva femminile e, nel 2019, il Teen Choice Award come attrice televisiva di fantascienza o fantasy. Negli stessi anni ha interpretato Sonya in Maze Runner: The Scorch Trials e Maze Runner: The Death Cure.

La storia dei suoi ruoli da protagonista è anche una storia di cancellazioni, e l’etichetta di beniamina dei fan nasconde quanto poco possa valere quel tipo di devozione agli occhi di un network. Freeform ha cancellato Shadowhunters nel giugno 2018, concedendo due episodi aggiuntivi per dare una conclusione alla storia. In Arrow è arrivata nella settima stagione nei panni di Mia Smoak, la figlia ormai adulta di Oliver Queen e Felicity Smoak; è diventata una presenza fissa nel cast dell’ultima stagione e ha guidato un episodio pilota integrato nella serie, pensato per lanciare uno spin-off incentrato su di lei. Nel gennaio 2021 The CW ha rinunciato al progetto. Walker: Independence, prequel western di Walker in cui interpretava Abby Walker, antenata del ranger texano di Jared Padalecki, si è conclusa dopo 13 episodi, con circa 440.000 spettatori in diretta il giorno della messa in onda; i produttori hanno cercato invano una nuova casa per la serie. «Non è la telefonata che speravamo di ricevere», ha detto. La serie le è valsa una candidatura ai Critics Choice Super Award come miglior attrice in una serie d’azione, ma, a giudicare da questi casi, una fanbase online capace di vincere i sondaggi non è bastata a tenere in vita un drama di rete.

Tra una serie e l’altra sono arrivati ruoli che ne mettono in luce più chiaramente la versatilità. Ha interpretato Julie Lawry nell’adattamento di Stephen King The Stand prodotto da CBS All Access. Durante il lockdown del 2020 ha girato Untitled Horror Movie, realizzato dagli attori nelle rispettive case mentre il regista Nick Simon lavorava in videoconferenza; è stata anche una delle produttrici esecutive del film. Canta, inoltre, e nel 2020 ha pubblicato “Just Like James”, destinando i ricavi all’iniziativa di sostegno dell’Organizzazione mondiale della sanità contro il COVID-19.

Dopo Walker: Independence, quasi tutti i suoi lavori sono passati a realtà che producono molto e recensiscono poco. Hallmark ha costruito attorno a lei un franchise giallo: nei film di True Justice interpreta Casey Barlowe, una studentessa di legge i cui compagni di corso si occupano dei casi di persone condannate ingiustamente, a cominciare da quello del fratello. Il regista James Bamford l’ha scelta tre volte: in Jade, con Mickey Rourke; nei panni di una recluta dei servizi segreti al centro di Air Force One Down; e in High Ground, con Jon Voight. Sembra un passo indietro solo se si misura un’attrice in base alla visibilità durante la stagione dei premi. Se invece si guarda al lavoro, è il periodo più costante della sua carriera: è protagonista nella maggior parte di questi film e il modello del franchise le dà ciò che la televisione dei network non le ha mai offerto, un personaggio destinato a tornare.

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In Coyotes di Colin Minihan, una commedia horror su una famiglia delle Hollywood Hills intrappolata tra un incendio boschivo e un branco di coyote, interpreta Kat accanto a Justin Long e Kate Bosworth. Il film è stato presentato in anteprima al Fantastic Fest nel settembre 2025 ed è uscito nelle sale statunitensi a ottobre dello stesso anno. Nel maggio 2026 è arrivato su Hallmark Channel True Justice: Eye for an Eye, mentre un terzo film, True Justice 3: Lost Love, è in post-produzione. Il fandom di Shadowhunters le è rimasto accanto; con l’ex collega Dominic Sherwood ha lanciato nel 2022 Return to the Shadows, un podcast in cui ripercorrono la serie. Lontano dal set, ha parlato delle prepotenze subite da bambina e dal 2018 partecipa a Big Slick, il fine settimana di eventi con celebrità organizzato a Kansas City per raccogliere fondi per l’ospedale Children’s Mercy.

Due progetti indicano la direzione dei prossimi passi. In Christmas Uncorked interpreta Nora, una sommelier che torna nella sua città natale per le feste, accanto a Matthew Daddario, il suo Alec Lightwood in Shadowhunters. In White, thriller di sopravvivenza con gli squali diretto da Jake West su una sceneggiatura di Dan Schaffer, è Sam Swatek, una biologa marina che riceve la richiesta di soccorso via satellite di un sopravvissuto a un incidente aereo bloccato nel Pacifico; Kate Beckinsale interpreta la responsabile dello studio che la ignora. Un film sugli squali è molto lontano da Broadway. È anche una storia che potrà arrivare alla fine secondo i propri tempi, una possibilità che la televisione dei network finora non le ha concesso.

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