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João Bosco, il chitarrista brasiliano che a 80 anni regala ancora le sue canzoni

Penelope H. Fritz
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João Bosco
João Bosco
Photo: Tore Sætre / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita13 luglio 1946
Ponte Nova
ProfessioneCantautore, chitarrista
PremiGrammy (alla carriera) · Grammy

Chiedete a un brasiliano di canticchiare O Bêbado e a Equilibrista e quasi certamente nella sua testa sentirà la voce di Elis Regina. La melodia è di João Bosco, chitarrista e cantante del Minas Gerais, che la scrisse insieme al paroliere Aldir Blanc; è una dinamica che attraversa tutta la sua carriera: le sue canzoni arrivano più lontano quando a cantarle è qualcun altro. Il suo nuovo album, Amigos Novos e Antigos, trasforma questa abitudine in un metodo. A 80 anni, Bosco ha affidato il suo repertorio a Chico Buarque, Caetano Veloso, Ivete Sangalo e a una schiera di cantanti abbastanza giovani da poter essere suoi nipoti, tenendo per sé appena un paio di brani da interpretare in solitaria.

L’orecchio che ha dato forma a quelle canzoni si è affinato a Ponte Nova, una piccola città dell’entroterra del Minas Gerais, dove João Bosco de Freitas Mucci è cresciuto in una famiglia piena di musicisti e con radici arabe da parte di padre. Cantava a messa, prese in mano la chitarra a 12 anni e fu il frontman di una band rock adolescenziale chiamata X-Gare, ascoltando Cauby Peixoto con la stessa attenzione riservata a Little Richard. Nel 1962 si trasferì a Ouro Preto per studiare alla Escola de Minas: prima mineralogia, poi ingegneria civile. La sera suonava nei bar. Fu lì, nel 1967, a casa del pittore Carlos Scliar, che incontrò Vinicius de Moraes; insieme scrissero Samba do Pouso e O Mergulhador.

Il sodalizio che lo avrebbe definito nacque all’inizio degli anni Settanta. Bosco, nato il 13 luglio 1946, incontrò Aldir Blanc, psichiatra di formazione che presto avrebbe abbandonato la medicina per dedicarsi ai testi. Le sue parole erano cronache della vita quotidiana di Rio: bar, periferie, piccole umiliazioni e vittorie ancora più piccole. Le melodie di Bosco si adattavano così bene ai suoi versi che i due scrissero più di cento canzoni. Il suo debutto come cantante fu Agnus Sei, pubblicato nel 1972 su un singolo in formato ridotto venduto dal settimanale satirico O Pasquim, con Águas de Março di Tom Jobim sull’altro lato. Elis Regina lo ascoltò e nello stesso anno incise Bala com Bala. Bosco si trasferì a Rio e nel 1973 pubblicò il suo primo LP per RCA; nel 1974 Elis portò su disco altre tre canzoni di Bosco e Blanc, fra cui Dois pra Lá, Dois pra Cá.

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Un altro dei tre brani, O Mestre-Sala dos Mares, raccontava una storia che i censori del governo militare non volevano venisse narrata. È un omaggio a João Cândido, il marinaio nero che guidò la Rivolta della frusta del 1910 contro le fustigazioni nella marina brasiliana. Secondo il racconto di Blanc, il titolo originale, O Almirante Negro, fu respinto, così come il secondo tentativo, O Navegante Negro; la canzone passò la censura soltanto quando assunse il nome di una figura delle scuole di samba, il maestro di cerimonie dei mari.

Nel frattempo proseguiva anche la discografia di Bosco: Caça à Raposa nel 1975, Galos de Briga nel 1976, con Transversal do Tempo che diede a Elis il titolo di uno spettacolo teatrale. O Bêbado e a Equilibrista fu scritta durante le vacanze di Natale del 1977, in parte come omaggio a Charlie Chaplin, morto il giorno di Natale; il vagabondo dei versi iniziali è lui. Elis la incise nel 1979 per Essa Mulher, e il riferimento al ritorno del fratello del vignettista Henfil, il sociologo in esilio Herbert de Souza, trasformò il brano nell’inno non ufficiale della campagna per l’amnistia di quell’anno.

A distinguere Bosco da un bravo autore al servizio di altri è la chitarra. La suona in modo percussivo, con un tocco vicino alla bossa nova ma con i tempi più rapidi dei musicisti di choro, e una suddivisione ritmica e armonica che spesso viene paragonata al jazz. Negli anni Ottanta spinse ancora più in là questo istinto. Dopo il suo primo concerto internazionale, a Montreux nel 1983, realizzò Gagabirô, costruito su ritmi africani e caraibici e intitolato a un canto rituale afro-cubano, seguito da Cabeça de Nego, in cui la chitarra svolge quasi esclusivamente la funzione di una percussione. Nel 1997 As Mil e Uma Aldeias si rivolse alla musica araba e diede inizio alla collaborazione nella scrittura di canzoni con il figlio Francisco Bosco; l’anno successivo compose Benguelê per la compagnia di danza Grupo Corpo, inserendovi anche elementi di flamenco. Rolling Stone Brasil lo ha collocato al 63º posto nella classifica dei 100 più grandi artisti della musica brasiliana.

Il prezzo di una simile varietà si vede nel modo in cui viene ricordato. Fuori dal Brasile e da molti ascoltatori anche all’interno del paese, Bosco resta il nome in piccolo sotto le registrazioni di Elis Regina, più che un artista a sé, e i dischi che hanno osato di più non sono quelli a cui la radio torna più spesso. Anche il sodalizio con Blanc si interruppe. Nel 1986 i due si erano allontanati e per i sedici anni successivi una delle collaborazioni più celebri della musica popolare brasiliana smise semplicemente di scrivere insieme. Amigos Novos e Antigos non cerca di ribaltare questa prima impressione. Non contiene brani inediti, dura quasi un’ora e mezza e sceglie il formato che più spesso valorizza un repertorio, anziché ampliarlo.

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La riconciliazione arrivò nel 2002, quando Bosco invitò Blanc a registrare una canzone per il songbook in tre volumi che Almir Chediak avrebbe pubblicato l’anno seguente, e ripresero le telefonate di un tempo. Seguirono nuovi album di brani originali, Malabaristas do Sinal Vermelho nel 2003 e Não Vou pro Céu, Mas Já Não Vivo no Chão nel 2009; nel 2017 la Latin Recording Academy gli conferì il premio alla carriera. Blanc morì il 4 maggio 2020, a 73 anni, per complicazioni legate al COVID-19. Nello stesso anno Bosco pubblicò Abricó-de-Macaco, la cui canzone omonima, scritta con Francisco, vinse il Latin Grammy per la migliore canzone in lingua portoghese. Boca Cheia de Frutas, pubblicato da Som Livre nel 2024, prende il titolo da un canto yanomami, raccoglie sette nuovi brani scritti con il figlio e include un testo inedito lasciato da Blanc.

Amigos Novos e Antigos è arrivato sulle piattaforme di streaming il 25 settembre 2026 per Som Livre, dopo una prima tranche di sei brani pubblicata a luglio, con la figlia Julia Bosco alla guida del progetto. Chico Buarque canta Incompatibilidade de Gênios con il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, Caetano Veloso interpreta Sinhá, Martinho da Vila apre e chiude il disco con Odilê, Odilá e Ivete Sangalo dà voce a Corsário. Tiago Iorc canta Perfeição, scritta da Bosco e Francisco. O Bêbado e a Equilibrista è affidata a Pedro Mariano e Rafa Mariano, figlio e nipote di Elis Regina. «Questo disco è nato dal desiderio di dire grazie», ha detto Bosco a proposito dell’album.

Il 2 ottobre festeggerà il compleanno sul palco del Qualistage, a Barra da Tijuca, Rio de Janeiro, con Hamilton de Holanda e Tiago Iorc come ospiti. La canzone che ha fatto della voce di Elis quella che il Brasile ricorda viene ora cantata dalla sua famiglia: è proprio il genere di passaggio di testimone che João Bosco organizza da mezzo secolo.

Discografia selezionata

  • João Bosco (1973)
  • Caça à raposa (1975)
  • Galos de briga (1976)
  • Tiro de misericórdia (1977)
  • Linha de passe (1979)
  • Bandalhismo (1980)
  • Essa é a sua vida (1981)
  • Ai ai ai de mim (1986)
  • Cabeça de Nego (1986)
  • Odilê odilá (1991)
  • Zona de fronteira (1991)
  • Amigos Novos e Antigos (2026)

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