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James Rolfe, il regista horror rimasto prigioniero del suo Angry Video Game Nerd

Penelope H. Fritz
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James Rolfe
James Rolfe
Photo: Rob DiCaterino / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita10 luglio 1980
Filadelfia, Pennsylvania, Stati Uniti
ProfessioneRegista, attore e youtuber
Noto perIn Search of Darkness, Return to… Return to Nuke 'Em High aka Vol. 2, Angry Video Game Nerd: The Movie

Alle spalle di James Rolfe c’è quasi sempre una parete di cartucce grigie, e per gran parte del suo pubblico quella parete racconta tutta la storia: un uomo con la camicia bianca e le penne nel taschino, che impreca contro giochi già difettosi prima ancora che molti dei suoi spettatori nascessero. Il regista che si cela dietro il personaggio si vede molto meno. Rolfe ha studiato cinema e, da adolescente, girava cortometraggi horror circondato dagli addobbi di Halloween dei suoi genitori. Angry Video Game Nerd nacque come una battuta che non aveva mai pensato di mostrare a nessuno. Quella battuta contribuì a inventare le recensioni di videogiochi su YouTube e da allora si è dovuta fare i conti con tutti gli altri progetti che Rolfe ha cercato di portare avanti.

Rolfe è cresciuto nel sud del New Jersey, al di là del Delaware rispetto alla città in cui è nato. Un registratore audio e, in seguito, una videocamera, entrambi ricevuti per Natale, diventarono un’abitudine: prima dei dieci anni girava cortometraggi con gli amici e, quando loro si stancavano di imparare le battute a memoria, passava alle action figure e ai pupazzi. Ha trascorso sette anni e mezzo nell’istruzione speciale. «A scuola facevo fatica a comunicare», ha raccontato. «L’arte mi ha sempre fatto sentire a mio agio». Definisce A Night of Total Terror, un cortometraggio horror girato nel giardino di casa quando aveva quindici anni, il momento di svolta della sua vita.

Alla University of the Arts di Philadelphia, la città in cui era nato il 10 luglio 1980 al Jeanes Hospital, studiò cinema e conobbe le persone che avrebbero popolato i suoi lavori per i due decenni successivi, tra cui Mike Matei e Kyle Justin, che in seguito avrebbero scritto insieme a lui la sigla della serie. Aveva già completato The Head Incident, un film horror di serie B che avrebbe lasciato da parte per dieci anni; dopo la laurea, nel 2004, si mantenne montando video aziendali sulla sicurezza.

Nel maggio 2004 girò uno sfogo di cinque minuti su Castlevania II: Simon’s Quest, intitolandolo «Bad NES Games». Una seconda recensione, dedicata a un gioco su Jekyll e Hyde che detestava ancora di più, avrebbe dovuto chiudere la questione. Matei lo convinse a non fermarsi e, nell’aprile 2006, caricò i video su un canale YouTube chiamato JamesNintendoNerd. A settembre, una recensione di un gioco delle Tartarughe Ninja diventò virale. L’Angry Nintendo Nerd si trasformò nell’Angry Video Game Nerd, in parte per evitare problemi con il marchio Nintendo e in parte perché anche gli scaffali Atari e Sega meritavano attenzione; gli accordi di distribuzione con ScrewAttack e GameTrailers portarono la serie a circa 30 milioni di visualizzazioni mensili.

Oggi il format sembra semplice perché in tanti lo hanno copiato: storia dei videogiochi, comicità a base di insulti, birra trangugiata per la disperazione e sketch realizzati con effetti artigianali. JonTron, Doug Walker e la serie francese Joueur du Grenier risalgono tutti a quel modello, e un critico del Michigan Daily ha scritto che quasi tutti i principali programmi online di recensioni videoludiche devono il proprio format al Nerd.

Le conseguenze si fecero sentire presto. Alla fine del 2007 una voce affaticata lo costrinse a rinunciare a un’apparizione a una convention e, nel marzo 2010, Rolfe annunciò di essere esausto per aver sostenuto da solo il peso di ogni episodio. Intanto Cinemassacre, la sua casa di produzione, continuava ad allargarsi, con la maratona horror di ottobre Monster Madness e Board James, una commedia sui giochi da tavolo che si trasformò gradualmente in una serie horror psicologica. Nel 2014 coinvolse Screenwave Media per condividere il lavoro di scrittura e montaggio e poter trascorrere più tempo con la famiglia.

Il lungometraggio avrebbe dovuto essere la via d’uscita. Angry Video Game Nerd: The Movie, co-diretto con Kevin Finn e finanziato con oltre 325.000 dollari raccolti dai fan su Indiegogo, portava il Nerd alla discarica del New Mexico dove Atari aveva sepolto le cartucce di E.T. Il film debuttò all’Egyptian Theatre di Hollywood nel luglio 2014, con una colonna sonora di Bear McCreary. La trama era sorprendentemente consapevole di sé: il Nerd è demoralizzato perché i suoi fan comprano proprio i giochi da cui lui li mette in guardia. Le recensioni furono però contrastanti. The Hollywood Reporter lo definì «troppo lungo e quasi ossessivamente compiaciuto». Per riuscire a finirlo, Rolfe aveva rinunciato a un ruolo che Adam Wingard gli aveva offerto in un seguito antologico horror.

Il personaggio ha influenzato anche il modo in cui il pubblico interpreta le parole dell’uomo che gli dà vita. Nel maggio 2016 pubblicò un breve video in cui spiegava che, a giudicare dai trailer, non avrebbe visto né recensito il remake tutto al femminile di Ghostbusters. In due giorni superò le 700.000 visualizzazioni. Molti critici vi lessero misoginia, anche se lui non aveva mai parlato di genere, e Patton Oswalt e Dane Cook si unirono alle critiche. Rolfe disse al New York Times che molti di quelli che lo attaccavano non avevano visto il video o stavano «travisando le mie parole»; Brooks Barnes, sulle pagine del giornale, osservò che la lamentela suonava poco convincente accanto a un rifiuto basato sui trailer. L’episodio mostrò quanto fosse diventato sottile, in pubblico, il confine tra le lamentele recitate dal Nerd e i gusti personali di Rolfe. Sul proprio canale, invece, ha adottato criteri più rigorosi: nel 2021 ha ritirato e rifatto due episodi di Monster Madness, dopo aver scoperto che uno scrittore ingaggiato aveva plagiato le sceneggiature.

Il regista horror ha continuato ad aspettare. Un lungometraggio horror ambientato in una sola stanza, annunciato nel 2017 e con la sceneggiatura completata nel 2019, è stato accantonato nell’ottobre 2020. Rolfe ha realizzato invece The Head Returns, riunendo il cast del suo film del 1999, e nel 2021 ha svelato l’idea alla base del progetto abbandonato: un uomo intrappolato nel parco divertimenti della propria infanzia. Il progetto è finalmente riemerso nel settembre 2025 sotto forma di Gnome Cave, un breve romanzo pensato per essere letto nel tempo necessario a guardare un film, con una prefazione che auspica apertamente un adattamento per il grande schermo. Bloody Disgusting ha osservato che il libro faticava a trovare il suo pubblico. Era arrivato dopo il memoir di Rolfe del 2022, A Movie Making Nerd.

Nel frattempo, il personaggio continua a fruttare. Angry Video Game Nerd 8-bit, sviluppato da Mega Cat Studios, è arrivato sulle console moderne e su PC nell’ottobre 2025; esiste anche in una vera cartuccia per il NES originale, con un manuale illustrato da Matei, che ha lasciato Cinemassacre nel dicembre 2020 per dedicarsi alle dirette su Twitch.

Lontano dalla videocamera, Rolfe ha sposato nel 2007 April Chmura, direttrice della fotografia dei primi episodi del Nerd; hanno due figlie. Dopo che la loro primogenita è stata curata per una lesione nervosa riportata alla nascita, nel 2016 ha messo all’asta cimeli di Cinemassacre a favore degli Shriners Hospitals for Children. Suona anche la chitarra ritmica nei Rex Viper, una cover band che propone musiche di videogiochi e film degli anni Ottanta.

Questo ottobre, Monster Madness è arrivato alla ventesima edizione, con una nuova serie di recensioni horror di Rolfe e un poster celebrativo per i fan che lo seguono fin dagli inizi. Il film ambientato nel parco divertimenti non è ancora stato realizzato. Per ora esiste come libro, la cui prefazione chiede, senza tanti giri di parole, che qualcuno lo porti sullo schermo.

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