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D’Andre Swift, il running back scaricato da due squadre che Chicago ha deciso di tenersi

Penelope H. Fritz
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D'Andre Swift
D'Andre Swift
Photo: Tammy Anthony Baker, Photographer / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita14 gennaio 1999
Philadelphia, Pennsylvania, United States
ProfessioneGiocatore di football americano (running back)
Premi individualiPro Bowl · Prima squadra della SEC

La corsa di cui D’Andre Swift aveva parlato per tutta l’estate è quella che non aveva mai fatto. Nella stagione più produttiva della sua carriera professionistica, per yard e touchdown, non era riuscito a mettere a segno neanche una corsa davvero lunga. Lo aveva ammesso lui stesso al training camp, con la franchezza di chi aveva guardato in faccia i propri numeri: «L’unica cosa che mi è mancata l’anno scorso, e su cui devo fare meglio, sono le corse esplosive, quelle più lunghe». Nella prima partita della nuova stagione ne ha firmate due e ha segnato tre volte. Tre settimane dopo, ha passato il resto di una vittoria in panchina.

Questa altalena racconta in breve la sua carriera. Swift è stato titolare in tre franchigie NFL, e due di loro hanno concluso che potevano fare meglio. La terza, i Chicago Bears, ha appena deciso il contrario e gli ha offerto un contratto per restare altri tre anni.

La sua prima versione si è formata a Philadelphia, dove è nato il 14 gennaio 1999 e dove si è messo in luce alla St. Joseph’s Preparatory School. Da senior ha corso per 1.564 yard e 25 touchdown in appena 149 portate: numeri che lo hanno portato a sud, all’Università della Georgia.

Ad Athens ha aspettato il suo turno alle spalle di Nick Chubb e Sony Michel, entrambi futuri titolari in NFL, e da freshman ha comunque viaggiato a oltre otto yard per portata. Da sophomore si è diviso il lavoro con Elijah Holyfield ed è diventato il running back che Georgia preferiva servire anche in ricezione; nella finale della SEC contro Alabama ha segnato una volta su corsa e una su passaggio, in una sconfitta per 35-28. L’ultima stagione al college gli ha fruttato 1.218 yard su corsa e il riconoscimento First-Team All-SEC. Ha lasciato l’università con 2.885 yard in carriera, il settimo totale più alto nella storia del programma.

I Detroit Lions lo hanno scelto alla 35ª chiamata assoluta del Draft 2020. Il suo debutto, contro i Bears, ha mostrato in un solo pomeriggio entrambi i lati del giocatore: un touchdown su corsa e, nei secondi finali, un passaggio lasciato cadere in end zone che avrebbe potuto far vincere la partita. Cinque settimane dopo ha corso per 116 yard e due touchdown contro Jacksonville, diventando il primo running back rookie di Detroit a riuscirci dai tempi di Barry Sanders, nel 1989. I Lions, però, non gli hanno mai affidato tutta la scena. Ha condiviso il backfield prima con Adrian Peterson e poi con Jamaal Williams, senza mai raggiungere le 650 yard su corsa in nessuna delle tre stagioni a Detroit; gran parte del suo contributo è arrivata in ricezione, con 62 prese nel solo 2021.

La parentesi di Detroit si è chiusa durante il Draft 2023. I Lions hanno speso la 12ª scelta assoluta per Jahmyr Gibbs, un running back più giovane con caratteristiche simili in ricezione, e due giorni dopo hanno ceduto Swift a Philadelphia in cambio di una scelta al quarto giro del 2025. Il ritorno a casa gli ha regalato la sua miglior stagione. Alla seconda settimana ha corso per il record personale di 175 yard contro i Minnesota Vikings ed è stato nominato NFC Offensive Player of the Week; a fine anno aveva raggiunto per la prima volta quota 1.000 yard ed era stato selezionato per il suo primo Pro Bowl.

Poi la storia prende una piega meno lusinghiera. Gli Eagles non lo hanno confermato. Hanno preferito investire i loro soldi in Saquon Barkley, che nella sua prima stagione a Philadelphia ha superato le 2.000 yard su corsa e ha contribuito alla vittoria del Super Bowl LIX. Col senno di poi, l’annata di Swift sembra quella di un ponte verso il running back che la squadra voleva davvero. Le critiche ricorrenti degli analisti nei suoi confronti sono cambiate ben poco dai tempi del college: è più atletico che sfuggente e rompe pochi placcaggi. I suoi numeri a Chicago non hanno fatto molto per dirimere la questione. Nelle prime tre partite da Bear ha tenuto una media di 1,8 yard per portata e, nella sua seconda stagione, il rookie del settimo giro Kyle Monangai ha continuato a prendersi una fetta del lavoro che di solito spetta a un running back titolare.

Chicago lo aveva ingaggiato nel marzo 2024 con un contratto triennale da 24 milioni di dollari; la sua prima stagione lì si è conclusa con 959 yard su corsa. L’arrivo di Ben Johnson come capo allenatore nel 2025 ha cambiato il contesto. Johnson aveva fatto parte dello staff offensivo di Detroit per tutti gli anni di Swift ai Lions, fino a diventare coordinatore nell’ultima stagione del giocatore in squadra. Il suo gioco di corsa si adattava bene a Swift, anche se nel 2025 nessuna delle sue corse ha superato le 25 yard. Swift ha chiuso l’anno con i massimi in carriera di 1.087 yard e nove touchdown su corsa. Nella vittoria della settimana 13 contro gli Eagles, la sua ex squadra, ha corso per 125 yard, mentre Monangai ne ha aggiunte 130: la prima volta dal 1985, con Walter Payton e Matt Suhey, che due running back dei Bears superavano entrambi le 100 yard nella stessa partita. Chicago ha chiuso con un bilancio di 11-6 e ha vinto la NFC North. Nella partita di wild card contro Green Bay, con la sua squadra sotto 21-3 nel quarto quarto, Swift ha segnato il primo touchdown dei Bears, dando il via alla rimonta conclusa sul 31-27. Il cammino si è interrotto una settimana dopo, con la sconfitta per 20-17 ai supplementari contro i Los Angeles Rams nel Divisional Round.

Alla vigilia della stagione 2026, i Bears gli hanno proposto un rinnovo triennale da 33,75 milioni di dollari, di cui 27,5 garantiti. Il general manager Ryan Poles ha detto che Swift «incarna i valori della cultura che stiamo costruendo». Due giorni dopo, Swift ha risposto con 124 yard e tre touchdown su 18 portate, comprese corse da 32 e 28 yard, nella vittoria per 59-37 in trasferta a Carolina. È diventato il primo giocatore dei Bears a segnare tre touchdown su corsa in una partita dai tempi di Jordan Howard, nel 2016, e ha conquistato un secondo premio NFC Offensive Player of the Week.

Subito dopo sono arrivati i fumble. Ne ha perso uno sulla linea di meta nella sconfitta contro Minnesota e un altro nel terzo quarto della vittoria per 23-12 sui New York Jets, una partita in cui Monangai ha finito con 30 portate. Johnson ha definito il secondo «egregious», imperdonabile. La replica di Swift è stata breve: «Non sono io». Ha aggiunto che nessuno gli aveva parlato di una possibile esclusione dai titolari, «ma capisco che una cosa del genere non può succedere».

Gli infortuni di Monangai gli hanno poi restituito il backfield, e Swift ne ha approfittato. Ha segnato due volte nella vittoria contro Atlanta, poi ha corso 22 volte per 78 yard e un touchdown nel successo per 30-24 contro New England del 22 ottobre: il suo settimo touchdown su corsa della stagione. Lunedì sera, 2 novembre, i Bears faranno visita ai Seattle Seahawks e il rientro di Monangai metterà alla prova il reale valore del rinnovo: un running back titolare indiscusso o la metà più affidabile di una coppia?

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