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Chico Buarque, il poeta del samba che a Roma trovò Lucio Dalla e un rifugio dalla dittatura

Penelope H. Fritz
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Chico Buarque
Chico Buarque
Photo: CPFL Cultura / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita19 giugno 1944
Rio de Janeiro, Brasile
ProfessioneCantautore e romanziere
PremiPremio Camões · 3 Grammy · 3 Premio Jabuti

Per alcuni mesi, durante la dittatura militare brasiliana, uno dei più brillanti nuovi autori di canzoni del Paese non esistette. Si chiamava Julinho da Adelaide. Aveva una carta d’identità, rilasciò un’intervista a un giornale e riuscì a far passare dalla censura brani che un compositore più noto non avrebbe più potuto pubblicare, tra cui Acorda Amor, un samba in cui un uomo svegliato da un’irruzione notturna supplica la moglie di chiamare il ladro, perché la polizia è già davanti alla porta. Julinho era Chico Buarque: ormai bastava il suo nome su una scheda dei crediti per far bloccare una canzone. Lo stratagemma racchiude l’artista in tutta la sua essenza: un uomo che alza raramente la voce, perché quasi sempre sa trovare un modo più preciso per dire ciò che è proibito.

Questa precisione ne ha fatto la cosa più vicina a un consenso unanime che la musica brasiliana abbia mai conosciuto. L’umorista Millôr Fernandes lo definì «unanimidade nacional», e quell’etichetta gli è rimasta addosso per decenni. Ma nasconde anche ciò che di lui è interessante. Buarque ha trascorso la carriera ammirato da ascoltatori che su quasi tutto il resto la pensano diversamente, rifiutando però il ruolo di monumento: scrive romanzi anziché memorie, va in tournée di rado e ha affidato molti dei suoi brani migliori ad altre voci.

Francisco Buarque de Hollanda nacque a Rio de Janeiro il 19 giugno 1944, figlio dello storico Sérgio Buarque de Holanda e della pittrice e pianista Maria Amélia Cesário Alvim. Nel 1953 la famiglia seguì il padre a Roma, dove il ragazzo parlava inglese a scuola e italiano per strada e scrisse le sue prime marce di Carnevale. Anche tre delle sue sorelle, Miúcha, Cristina Buarque e Ana de Hollanda, sono diventate cantanti. Nel 1963 si iscrisse ad architettura all’Università di San Paolo, ma lasciò gli studi due anni dopo: la bossa nova di João Gilberto e Tom Jobim aveva già deciso la questione.

La svolta arrivò al festival di TV Record nell’ottobre 1966, quando Nara Leão interpretò A Banda e la giuria decretò un ex aequo con Disparada di Geraldo Vandré. Decenni dopo, il critico Zuza Homem de Mello pubblicò le schede di voto: A Banda aveva vinto per sette voti a cinque, ma Buarque aveva detto agli organizzatori che avrebbe rifiutato la vittoria se avesse prevalso su Vandré. Il suo album d’esordio, Chico Buarque de Hollanda, uscì quello stesso anno; la copertina, con un giovane Chico sorridente accanto a uno imbronciato, mezzo secolo più tardi diventò un meme su internet.

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Nel 1968, durante le repliche a San Paolo, un gruppo paramilitare di estrema destra fece irruzione nel suo spettacolo teatrale Roda Viva e picchiò gli attori. Dopo che, alla fine di quell’anno, il regime inasprì la repressione, Buarque partì per l’Italia, dove fece amicizia con Lucio Dalla e trasformò 4 marzo 1943 in Minha História. Nel 1970 tornò in un Paese in cui le sue canzoni passavano dal censore prima di arrivare a chiunque altro. Apesar de Você vendette più di 100.000 copie prima che le autorità la ritirassero dai negozi. Cálice, scritta con Gilberto Gil giocando sull’assonanza tra la parola portoghese per «calice» e un ordine di tacere, dovette aspettare il 1978 per essere incisa.

Gli album di quel decennio sono ancora oggi i primi che vengono in mente ai brasiliani. Construção (1971) ruota attorno alla canzone che dà il titolo al disco: l’ultimo giorno di un operaio edile è raccontato in versi che terminano tutti con una parola accentata sulla terzultima sillaba; le parole vengono poi rimescolate, finché l’uomo cade dall’impalcatura e muore in strada, intralciando il traffico. Meus Caros Amigos (1976) conteneva Meu Caro Amigo, una lettera in musica al regista teatrale esiliato Augusto Boal, e O Que Será, registrata con Milton Nascimento. Ópera do Malandro, il musical del 1978 ispirato a John Gay e Brecht, trasferiva la storia nella malavita di Rio. Cantanti come Maria Bethânia ed Elis Regina gli regalarono una carriera parallela come autore dei loro brani-simbolo, da Olhos nos Olhos a Atrás da Porta.

È anche attraverso le canzoni affidate a una voce femminile che la sua reputazione si complica. Com Açúcar, Com Afeto, commissionata da Nara Leão nel 1967, dà la parola a una moglie che prepara il dolce preferito del marito mentre lui beve e discute di calcio nei bar. Nel 2022, nella docuserie di Globoplay O Canto Livre de Nara Leão, Buarque disse che avrebbe smesso di cantarla: le critiche femministe avevano ragione e, all’epoca, nessuno aveva pensato alla canzone come a una forma di oppressione. Gli editorialisti si divisero tra chi parlava di integrità e chi di rinuncia a sé. L’episodio incrina il mito lusinghiero secondo cui avrebbe capito le donne meglio di chiunque altro. La lettura più precisa è meno rassicurante: era un magnifico ventriloquo della propria epoca, punti ciechi compresi, e in tarda età ha scelto di ammetterlo pubblicamente.

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Dagli anni Novanta la narrativa ha occupato lunghi periodi della sua vita. Estorvo (1991) vinse il Prêmio Jabuti come miglior romanzo; Budapeste (2003), la storia di un ghostwriter di Rio che si perde nella lingua ungherese, ed Leite Derramado (2009), il monologo di un centenario morente, ricevettero entrambi il premio come libro dell’anno. O Irmão Alemão (2014) inseguiva le tracce di un fratellastro che il padre aveva lasciato a Berlino; nel 2019 uscì Essa Gente, lo stesso anno in cui Buarque ricevette il Premio Camões, il massimo riconoscimento letterario in lingua portoghese. La cerimonia si tenne con quattro anni di ritardo, nell’aprile 2023, al Palazzo di Queluz, vicino a Lisbona.

La musica ha rallentato, ma non si è fermata. Querido Diário, dall’album Chico (2011), vinse il Latin Grammy per la miglior canzone in lingua portoghese. Caravanas (2017) si aggiudicò il premio per il miglior album MPB ai Latin Grammy del 2018, e il brano che dà il titolo al disco vinse il premio per la miglior canzone. Nel 2022 il singolo Que Tal um Samba?, registrato con Hamilton de Holanda, diede il via a una tournée con la cantante Mônica Salmaso, proseguita fino al 2023 e arrivata anche in Portogallo. Nel 2024 ha pubblicato Bambino a Roma, un romanzo ispirato alla sua infanzia in Italia.

L’ultimo anno è stato più intenso di quanto lasci pensare la sua fama di uomo schivo. Nell’aprile 2026 è volato all’Avana, per la sua prima visita a Cuba in 34 anni, e ha registrato Sueño con serpientes di Silvio Rodríguez insieme al suo autore; entrambi hanno promesso di devolvere i proventi al reparto pediatrico dell’Istituto nazionale di oncologia di Cuba. A settembre la sua voce è comparsa in Incompatibilidade de Gênios, con il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, nell’album Amigos Novos e Antigos realizzato per l’ottantesimo compleanno di João Bosco. A ottobre, a 82 anni, era di nuovo per le strade di Rio, ai comizi durante il ballottaggio presidenziale.

È stato sposato per 33 anni con l’attrice Marieta Severo, dalla quale ha avuto tre figlie, e resta un tifoso di calcio sfegatato. Non è stato annunciato nessun nuovo album a suo nome. L’ultimo decennio suggerisce che non ne abbia bisogno per continuare a essere presente: un singolo qua, un duetto là, un libro ogni pochi anni, tutti rifiniti fino all’ultima sillaba da un autore che, un tempo, dovette inventarsi un altro uomo per farsi ascoltare.

Discografia selezionata

  • Chico Buarque de Hollanda (1966)
  • Chico Buarque de Hollanda, Volume 2 (1967)
  • Chico Buarque de Hollanda, Volume 3 (1968)
  • Chico Buarque de Hollanda, Nº 4 (1970)
  • Per un pugno di samba (1970)
  • Construção (1971)
  • Sinal fechado (1974)
  • Meus caros amigos (1976)
  • Chico Buarque (1978)
  • Chico Buarque en español (1982)
  • Francisco (1987)
  • Album blanco para Silvio Rodriguez (2025)

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