Musica

Danceteria fece Madonna. Ora lei e Charli XCX ne prendono il nome per un inno dance

Alice Lange
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«Danceteria Afterhours», il nuovo singolo di Madonna e Charli XCX, prende il nome da una discoteca, invece di inventarsene uno: una scelta che rivela con precisione l’intento del brano. Quel nome appartiene a un locale realmente esistito, un’istituzione di Lower Manhattan attiva negli anni in cui la musica dance, l’arte downtown e una generazione di artisti non ancora famosi condividevano gli stessi spazi. Intitolargli una canzone non è nostalgia: è un’affermazione di continuità.

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La Danceteria fu il locale in cui Madonna trovò il suo primo pubblico, prima ancora di avere un contratto discografico. Le sue piste furono il punto d’incontro tra i primi sviluppi della musica elettronica, l’energia post-punk e la scena artistica downtown, in un momento in cui questi tre mondi non erano ancora stati separati in settori diversi. Il club rimase aperto per quasi un decennio e lasciò in eredità un’idea precisa di ciò a cui serve una pista da ballo: non soltanto musica suonata a tutto volume, ma la creazione di un momento che non esisteva in nessun altro luogo. Evocare oggi quel nome significa scommettere che quell’idea abbia ancora presa.

Charli XCX è la collaboratrice che più probabilmente può capire questa scommessa. Il lavoro recente dell’artista britannica l’ha consacrata come l’autrice più capace di esprimere la musica dance come realtà emotiva, anziché come convenzione di genere: l’idea che un sintetizzatore spinto fino alla distorsione non sia rumore, ma precisione. Il suo sodalizio con Madonna in questo brano non sembra l’operazione di un’artista affermata che cerca di conquistare un pubblico più giovane. L’argomentazione procede in entrambe le direzioni: due artiste che hanno costruito la propria carriera sulla stessa convinzione riguardo a ciò che una pista da ballo può offrire.

La formula del remix introduce una complicazione. «Danceteria Afterhours» è presentato come un afterhours mix di un brano già esistente, il che colloca questa uscita in una posizione accessoria: una variazione, anziché una dichiarazione principale. Non c’è un progetto d’album a darle struttura, né una campagna di lancio prolungata. Per chi spera che questa collaborazione annunci qualcosa di più grande, il singolo lascia la questione in sospeso. Le collaborazioni recenti di Madonna hanno assunto significati diversi a seconda di come sono state presentate; non tutte le accoppiate sono sembrate dettate da una reale necessità creativa, anziché dalle logiche di un marchio. Per sottrarsi a questa lettura, anche questa dovrà dimostrare di meritarselo.

Al di là del formato, il singolo si porta dietro la premessa della Danceteria: un nome con una tale specificità e un tale peso storico da fare parte del lavoro prima ancora che cominci la musica. In un momento in cui la musica dance ha dedicato molte energie a discutere le proprie origini, il gesto è o un’affermazione su ciò che resiste nel tempo, oppure una pubblicità di quella stessa eredità. La differenza conta.

Non sono stati confermati altri progetti che coinvolgano Madonna e Charli XCX. «Danceteria Afterhours» è disponibile da ora sulle piattaforme di streaming.

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