Cinema

Il sequel di «St. Elmo’s Fire» ha una data per la sceneggiatura: Rob Lowe dice che tutti gli attori vogliono tornare

Quarant'anni dopo il film di Joel Schumacher, il sequel spinto da Sony sta per esistere sulla carta
Camille Lefèvre
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I sequel che riprendono storie amate si fondano di solito sulla mitologia: un eroe da reincarnare, un mondo in cui tornare, un marchio che continua a vendere. L’ensemble del Brat Pack diretto da Joel Schumacher non offre nulla di tutto questo: solo un gruppo di laureati di Georgetown alle prese con una verità, cioè che l’età adulta arriva prima che qualcuno sia pronto ad affrontarla. Ecco perché il seguito promesso da tanto tempo è rimasto per anni materia da talk show, anziché diventare un progetto concreto, e perché l’ultimo aggiornamento di Rob Lowe è importante: il film sta per prendere forma sulla pagina.

«È decisamente in lavorazione, senza dubbio», ha detto Lowe quando gli è stato chiesto del sequel durante la sua partecipazione a Watch What Happens Live, come riportato da Variety. «Noi attori vogliamo farlo tutti». L’entusiasmo non è la notizia: il cast non è mai stato l’ostacolo. La novità è nella seconda parte della sua risposta, che ha indicato una finestra temporale per la consegna della sceneggiatura.

L’idea è stata resa pubblica per la prima volta due anni fa. All’epoca Lowe, che interpretava Billy Hicks, affascinante sassofonista, aveva raccontato a Entertainment Tonight di aver «incontrato lo studio» e di essere «in trattative per farlo da circa quattro mesi», precisando però che il progetto era «agli inizi, proprio agli inizi». Nello stesso anno Demi Moore aveva detto che «ci sono delle conversazioni in corso» e che erano stati avviati colloqui con Sony, lo studio che aveva prodotto l’originale. Lo aveva descritto come «davvero coinvolto e alla guida del progetto», pur essendo ancora «alla ricerca del partner giusto» per scriverlo.

Non è il primo tentativo di riportare in vita il franchise. NBC aveva sviluppato una serie, affidando la scrittura e la produzione esecutiva a Josh Berman e Chris King, concepita come una rilettura contemporanea di un gruppo di amici intimi alle prese con la carriera, l’impegno e le responsabilità dell’età adulta. Non è mai arrivata in onda. Un sequel cinematografico che riunisca gli attori originali è una prospettiva diversa: invece di partire da zero, come farebbe un reboot, deve affrontare il compito più arduo di mostrare che cosa ne è stato dei personaggi.

Il film originale, distribuito da Columbia Pictures nel 1985, aveva nel cast Lowe, Moore, Emilio Estevez, Andrew McCarthy, Ally Sheedy, Judd Nelson, Andie MacDowell e Mare Winningham. Schumacher lo aveva diretto e aveva scritto la sceneggiatura insieme a Carl Kurlander. La critica non fu tenera, ma al botteghino il film ebbe successo: a fronte di un budget di 10 milioni di dollari, incassò 37,8 milioni. Schumacher è morto nel 2020, quindi chi siederà ora dietro la macchina da presa erediterà un ritratto corale senza l’uomo che gli aveva dato forma.

Secondo Lowe, la prima bozza dovrebbe essere pronta nella prima settimana di ottobre. Il resoconto di Variety non fa il nome di uno sceneggiatore o di un regista e non indica quando inizieranno le riprese.

Resta valida la riserva espressa da Lowe due anni fa: «Vedremo». Ma nel giro di pochi giorni, gli attori che da due anni dicono sì all’idea si troveranno a dire sì, o no, a pagine concrete.

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