Cinema

Il processo a Gisèle Pelicot arriva su un palco di Londra con Juliet Stevenson e Rosie O’Donnell

Martha Lucas
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Le trascrizioni di un processo non sono mai state pensate per essere ascoltate ad alta voce da estranei. Si scrivono per essere depositate, impugnate, archiviate. Ciò che Milo Rau e Servane Dècle hanno capito trasformando in teatro il caso di Gisèle Pelicot è che questi atti, in particolare, erano già stati resi pubblici dalla donna che ne era al centro, e che negare loro un palcoscenico sarebbe stato un secondo tipo di silenzio. The Pelicot Trial nasce da quegli atti.

Ora quella lettura arriva a Londra, e lo Young Vic ha annunciato i primi quindici dei trenta artisti e personaggi pubblici che le daranno voce: Adjoa Andoh, Nicole Ansari-Cox, Lorraine Ashbourne, Leo Bill, Sharon Duncan-Brewster, Alfred Enoch, Julie Hesmondhalgh, la comica Rosie Jones, Kadiff Kirwan, l’attrice e comica statunitense Rosie O’Donnell, Tamzin Outhwaite, il musicista Jordan Stephens, Juliet Stevenson, Samuel West e Olivia Williams. Altri nomi seguiranno nelle prossime settimane.

Pencil portrait of Gisèle Pelicot
Gisèle Pelicot, pencil drawing by Ann-Sophie Qvarnström. Image: W.carter / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il materiale è tratto interamente dalla documentazione: testimonianze e resoconti scritti del processo, fascicoli di polizia, commenti sociali e le perizie psichiatriche sui 51 uomini processati insieme a Dominique Pelicot, che per anni ha drogato l’allora moglie e invitato estranei a violentarla mentre era incosciente. Il tribunale di Avignone ha condannato tutti gli imputati. La scelta di Gisèle Pelicot di rinunciare all’anonimato, e la sua frase secondo cui «la vergogna deve cambiare campo», hanno trasformato un caso penale di provincia in una resa dei conti internazionale sul consenso e sulla violenza sessuale. Lo spettacolo è stato sviluppato con giornalisti, antropologi e associazioni femministe locali in Francia, e l’annuncio dello Young Vic presenta la serata come un omaggio a una donna comune che ha aperto la strada al cambiamento.

Qui la forma è la storia. Rau, il regista svizzero che oggi dirige il Festival di Vienna, costruisce da tempo il suo teatro a partire da eventi e documenti reali; con Dècle affida questo lavoro a un cast che cambia di città in città. Dopo la prima mondiale al Festival di Vienna, lo spettacolo è arrivato ad Avignone, la città in cui si è svolto il processo, e poi a New York, Lisbona, Milano e Bergen, interpretato ogni volta da una compagnia diversa. La normalità dei colpevoli, uomini di ogni classe sociale ed età in un’anonima città francese, è ciò su cui la messa in scena insiste, e sentirla pronunciare da voci familiari rende più difficile tenere quella normalità a distanza.

Theatre director Milo Rau speaking into a microphone in Vienna
Milo Rau at the Vienna Festival 2025. Photo: Bernhard Holub / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La sede londinese porta con sé un’ironia tutta sua. The Chamber, al London County Hall, è da quasi un decennio l’aula di tribunale in cui va in scena Testimone d’accusa (Witness for the Prosecution) di Agatha Christie, allestito lì da Eleanor Lloyd Productions e Rebecca Stafford Productions, che ora co-presentano la serata con lo Young Vic. Una sala costruita per un verdetto di finzione ospiterà, per una notte, un verdetto reale. La presentazione nel Regno Unito è sostenuta dalla Olwyn Foundation for Women and Girls.

La replica unica dura quattro ore, lunedì 30 novembre 2026, dalle 18 alle 22. I biglietti saranno in vendita al pubblico da mercoledì 7 ottobre. Per chi non potrà essere in sala, lo Young Vic trasmetterà in diretta l’intero spettacolo in tutto il mondo, gratuitamente, sul suo canale YouTube. Testo, ricerca e regia sono di Milo Rau e Servane Dècle, con la drammaturgia di produzione di Nastasia Griese.

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