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Adjoa Andoh, l’attrice shakespeariana che il mondo ha conosciuto come Lady Danbury

Penelope H. Fritz
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Adjoa Andoh
Adjoa Andoh
Photo: Greenbelt Festival / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita14 gennaio 1963
Clifton, Bristol, England
ProfessioneAttrice e regista teatrale
Noto perInvictus – L'invincibile, Fractured, Wallace e Gromit – Le piume della vendetta
PremiBlack Reel TV · Member of the Order of the British Empire (MBE) for services to drama · Fellow of the Royal Society of Literature (onorario)

Chi conosce Adjoa Andoh la associa soprattutto a un bastone, un sopracciglio inarcato e un verdetto. Nei panni di Lady Danbury in Bridgerton, la vedova che smaschera ogni pretendente nella Londra della Reggenza, è diventata la giudice di caratteri per eccellenza della serie. Sono molti meno gli spettatori che sanno che la fama è arrivata dopo decenni trascorsi come una delle attrici classiche più impegnate del Regno Unito: presenza fissa alla Royal Shakespeare Company e voce narrante di oltre centocinquanta audiolibri. La sua carriera torna sempre a porre la stessa domanda: che cosa fare di un riconoscimento arrivato così tardi? La sua risposta è stata investire quella notorietà in produzioni shakespeariane costruite attorno a chi i classici avevano relegato ai margini della scena.

Questa sensibilità ha radici precise. È cresciuta prima a Leeds e poi a Wickwar, un villaggio del Gloucestershire dove suo padre ghanese, giornalista e musicista, sedeva nel consiglio parrocchiale e suonava in gruppi folk, mentre sua madre inglese insegnava. Come ha raccontato al Guardian, per una ragazza di origini miste con un forte accento di Leeds, nella campagna dei Cotswolds, «bisognava essere una tosta». Da adolescente, alle prese con l’anoressia e con le conseguenze del divorzio dei genitori, assistette in un piovoso pomeriggio infrasettimanale a una matinée al Bristol Old Vic: in scena c’era un’opera di David Hare con Kate Nelligan. Pianse a dirotto al buio. Decise allora che il teatro era il luogo in cui poteva «essere me stessa, perdendomi nei personaggi degli altri».

Andoh è nata il 14 gennaio 1963 a Clifton, Bristol. Si iscrisse a giurisprudenza al Bristol Polytechnic, ma dopo due anni lasciò gli studi per recitare; nel 1985 firmò il suo primo contratto con Equity, con il Theatre Centre. La televisione arrivò presto: nel 1991 interpretò una cantante jazz in EastEnders e, dal 2000 al 2003, l’infermiera Colette Griffiths in Casualty.

È stato il teatro a darle una reputazione. Ha recitato al National Theatre, al Donmar Warehouse e alla RSC, di cui è artista associata e dove ha affrontato Troilus and Cressida e Julius Caesar. In parallelo ha portato avanti una carriera radiofonica: membro della BBC Radio Drama Company e voce narrante di opere di Alexander McCall Smith e Chimamanda Ngozi Adichie, Penguin Random House l’ha definita la regina dell’audio e del radiodramma.

In Doctor Who ha interpretato Francine Jones, la diffidente madre della compagna del Dottore Martha Jones, nel 2007 e di nuovo nel finale del 2008. Nel film di Clint Eastwood del 2009 Invictus – L’invincibile era Brenda Mazibuko, capo di gabinetto di Nelson Mandela, al fianco di Morgan Freeman: una parte che in seguito avrebbe annoverato tra le sue più gratificanti. Poi, il giorno di Natale del 2020, quando aveva cinquantasette anni, è arrivato Bridgerton. Il ruolo le è valso un Black Reel TV Award come miglior attrice non protagonista, una candidatura condivisa con il cast agli Screen Actors Guild Awards e, nel 2023, un prequel, La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton, che ha dato un passato al personaggio. Ha interpretato anche la sacerdotessa Nenneke in The Witcher e ha prestato la voce al Giudice in Wallace e Gromit – Le piume della vendetta.

Ma ciò che ha fatto con quella visibilità conta ancora di più. Nel 2019, al Sam Wanamaker Playhouse dello Shakespeare’s Globe, ha ideato Riccardo II, l’ha co-diretto con Lynette Linton e ne ha interpretato il ruolo principale: era la prima messa in scena britannica dell’opera con un cast composto interamente da donne di colore. Sul manifesto appariva con la testa rasata davanti alla bandiera di San Giorgio; la produzione rileggeva il testo alla luce delle conseguenze del voto sulla Brexit. Ripensando alla compagnia, disse: «Non devo essere l’unica nella stanza». Nel 2023 ha diretto, coprodotto e interpretato il ruolo del titolo in Riccardo III, al Liverpool Playhouse e al Rose Theatre Kingston. Si è scelta come unica attrice nera in scena, così che fosse la razza, e non la schiena curva, a fare del re un emarginato. Lo spettacolo, realizzato con Swinging the Lens, la casa di produzione che codirige con la sua addetta stampa Juanne Fuller, è stato poi filmato.

Gli spettatori che amano il mordente di Lady Danbury sono meno a loro agio quando Andoh usa il proprio. Commentando la copertura di ITV dell’incoronazione di re Carlo III, nel maggio 2023, disse che la giornata era passata «dalla ricca diversità dell’Abbazia a un balcone terribilmente bianco». Ofcom ricevette 8.371 reclami, il numero più alto per una trasmissione televisiva quell’anno. Andoh disse che «non voleva turbare nessuno» e l’autorità di regolamentazione non prese provvedimenti, definendo la frase un’osservazione personale. Riccardo III solleva una questione più difficile. Quando, un anno dopo, la direttrice artistica dello Globe Michelle Terry annunciò che avrebbe interpretato il re, alcuni attori con disabilità obiettarono che il ruolo avrebbe dovuto essere affidato a loro. La versione di Andoh ha evitato quella polemica sostituendo la gobba con la razza: ha mantenuto le battute e cambiato soltanto il tratto per cui la corte punisce il protagonista. Un’idea incisiva, che però finisce anche per sottrarre la disabilità allo sguardo, invece di fare i conti con essa. Quanto a Bridgerton, Andoh respinge l’accusa che la sua Londra della Reggenza multirazziale sia pura fantasia e sostiene che le storie dei neri di quell’epoca erano «nascoste in bella vista».

Nel 2022 è diventata membro onorario della Royal Society of Literature, nel 2023 ha fatto parte della giuria del Booker Prize e nel 2025 è stata nominata MBE per i servizi resi al teatro, nell’ambito delle onorificenze assegnate per il compleanno del sovrano. La quarta stagione di Bridgerton, uscita in due parti a gennaio e febbraio 2026, ha accompagnato Lady Danbury verso la terra d’origine che aveva lasciato da bambina. La showrunner Jess Brownell ha dichiarato che il personaggio «rimane assolutamente parte della storia nella quinta stagione». Nell’aprile 2026 Andoh è diventata la prima residente del nuovo programma di residenza per registi della Folger Shakespeare Library, a Washington, dove ha presentato il suo Riccardo II e ha concluso la settimana con una lettura scenica in omaggio alla produzione shakespeariana interamente nera del Federal Theatre Project, diretta da un giovane Orson Welles. Tifosa del Leeds United, ha raccontato al pubblico di aver rinunciato ai biglietti per una semifinale di FA Cup pur di essere lì.

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Andoh è legata allo scrittore Howard Cunnell dal 1995: si sono conosciuti nella libreria del Battersea Arts Centre, si sono sposati nel 2001 e vivono nel Sussex. Ha tre figli, ha parlato pubblicamente di come ha cresciuto un figlio transgender e nel 2009 è stata autorizzata come lettrice laica nella Chiesa d’Inghilterra.

Il 6 novembre apparirà nei panni di Janet in Merry Christmas Aubrey Flint, una commedia natalizia britannica diretta da Jack Spring con John Bradley, Celia Imrie e Richard E. Grant. Il 30 novembre si unirà al cast di The Pelicot Trial, lo spettacolo documentario di Milo Rau e Servane Dècle sul processo per lo stupro di Gisèle Pelicot, andato in scena una sola volta allo Young Vic, nella County Hall di Londra, e trasmesso in streaming gratuitamente in tutto il mondo. Nessuno dei due è un dramma in costume e, insieme, suggeriscono che l’attrice conosciuta dal mondo in abiti di seta della Reggenza continuerà a scegliere la stanza in cui stare.

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