Cinema

Anton Studios entra in The Creatives, il gruppo dove 17 produttori europei restano padroni

Romain Bessi, ex Studiocanal e TF1, guida il gruppo di produttori dietro Vi presento Toni Erdmann, La classe e Sisu - L'immortale
Martha Lucas
Aggiungici su Google

Per un produttore indipendente europeo di successo, il finale più comune è la vendita: un gruppo più grande acquista la società e il fondatore finisce per dover rispondere a qualcun altro. The Creatives è nata proprio per evitare questo scenario. Diciassette produttori, appartenenti a nove società di produzione, possiederanno e controlleranno insieme il gruppo, mentre i capitali esterni entreranno con una quota di minoranza.

Come ha riferito per primo Variety, Anton Studios, lo studio europeo in rapida crescita guidato da Sébastien Raybaud, acquisirà una quota di minoranza in The Creatives come partner e investitore. L’alleanza, nata cinque anni fa come partnership strategica a lungo termine, diventa ora una holding a proprietà condivisa, con Romain Bessi ancora nel ruolo di CEO. Ne fanno parte Haut et Court e Unité in Francia, Komplizen e Razor Film in Germania, Good Chaos nel Regno Unito, Lemming Film nei Paesi Bassi e in Belgio, Maipo Film in Norvegia, Spiro in Israele e Masha negli Stati Uniti.

Bessi ha raccontato a Variety che i produttori avevano cominciato come «una sorta di club», incontrandosi ogni mese e coproducendo insieme perché non volevano essere rilevati. Trovare i fondi per la holding ha richiesto più di un anno. L’investitore doveva essere europeo, «non solo per una questione di percezione, ma anche di regolamentazione», accettare una quota di minoranza, rinunciare a qualsiasi diritto sulla distribuzione o sulle vendite e rispettare la valutazione dei produttori. La struttura di governance ha scoraggiato alcuni candidati: «Di solito c’è una persona o una società che ottiene le quote e il controllo».

Anton era un interlocutore già noto. Bessi conosce la società fin dalla sua fondazione, 15 anni fa, quando era stata creata per attuare un accordo di finanziamento pubblico per Studiocanal. Anche il suo percorso professionale è passato per i grandi gruppi europei: è stato presidente e amministratore delegato di Newen Studios/Studio TF1 fino al 2024, direttore operativo del gruppo in Studiocanal e ha ricoperto incarichi dirigenziali di alto livello in diverse aree di Canal+. Tra i progetti in cantiere di Anton figurano In Love, con George Clooney e Annette Bening, Pumping Black, con Jonathan Bailey e Natalie Portman, e il thriller poliziesco My Darling California, con Jessica Chastain, Mikey Madison e Don Cheadle.

La proposta ai potenziali acquirenti punta sulla scala. Bessi vuole che The Creatives diventi uno «sportello unico» dove i grandi distributori e le piattaforme di streaming possano trovare «contenuti di prestigio, film e serie da festival» provenienti da più Paesi, tutti insieme, «invece di doverli cercare Paese per Paese». Il catalogo dà forza a questa ambizione: oltre 140 premi e riconoscimenti ottenuti ai festival, tra cui la Palma d’Oro vinta da The Class di Haut et Court, il Gran Premio della Giuria a Venezia assegnato a Foxtrot di Spiro, la nomination agli Oscar per Toni Erdmann di Komplizen e per Waltz With Bashir di Razor Film, i numerosi César vinti da Souleymane’s Story di Unité e i film di Sisu prodotti da Good Chaos.

Tutti gli accordi sono stati firmati. The Creatives verrà costituita formalmente al closing, dopo una serie di passaggi tecnici che dovrebbero richiedere alcuni mesi; l’investimento di Anton garantirà inoltre al gruppo accesso a finanziamenti in equity.

I nuovi capitali non comportano alcun diritto sulla distribuzione o sulle vendite: i produttori dietro una Palma d’Oro e due film candidati agli Oscar hanno così raccolto capitale senza cedere a nessuno il controllo che, secondo Bessi, normalmente rappresenta il prezzo da pagare. Ciò che mantengono, nelle sue parole, è il diritto «di produrre e attrarre talenti».

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.