Affari e finanza

Waymo sceglie Toyota per i robotaxi in Giappone, ma nel 2027 partiranno solo i test

Victor Maslow
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Toyota costruirà le auto e Waymo le guiderà. Ma nessuna delle due aziende controlla il passaggio che trasforma un ordine di fabbrica in un servizio taxi in Giappone o nel Regno Unito: spetta alle autorità di regolamentazione decidere dove un’auto senza nessuno al volante può trasportare passeggeri paganti e chi risponde se si verifica un incidente.

Gran parte della stampa giapponese ha presentato la partnership come l’inizio di un servizio di taxi senza conducente. L’annuncio di Waymo è più prudente: parla di una flotta che avvierà «le operazioni iniziali di test e convalida» in Giappone, mentre il Regno Unito e gli altri mercati sono rimandati agli anni successivi. È questa la descrizione più fedele dell’accordo, ma anche quella che lascia entrambe le aziende esposte a delle incognite.

Cosa hanno firmato Toyota e Waymo

Il piano è semplice. Toyota costruirà la bZ4X del 2027, il SUV elettrico venduto in Nord America con il nome BZ, nel suo stabilimento di Takaoka, a Toyota City, nella prefettura di Aichi, e installerà nello stesso sito l’hardware di guida autonoma di Waymo. L’azienda afferma che l’intero processo avverrà «sotto lo stesso tetto», dalla vettura di base al sistema autonomo. La versione taxi avrà inoltre porte automatiche, un portellone elettrico e ampio spazio per le gambe dei passeggeri posteriori.

Secondo TechCrunch, per ora l’accordo sembra «più un’intesa convenzionale con un fornitore di veicoli» che l’alleanza tra piattaforme delineata dalle due aziende nell’intesa preliminare dell’aprile 2025, un patto che la testata aveva liquidato con un «vediamo come va». Il nuovo accordo indica uno stabilimento, un modello e un Paese. Non specifica ancora una zona operativa, le dimensioni della flotta né le tariffe.

Quel silenzio è intenzionale. Secondo le ricostruzioni della stampa giapponese sull’annuncio, il co-amministratore delegato di Waymo, Dmitri Dolgov, non ha voluto dire dove circoleranno le auto in Giappone né quante saranno, promettendo maggiori dettagli man mano che l’azienda raggiungerà traguardi commerciali. Hiroki Nakajima, vicepresidente esecutivo di Toyota, ha descritto un piano che partirà con numeri contenuti e affronterà i problemi man mano che emergeranno, prima di trasformarsi in un servizio taxi a pieno titolo.

In Giappone la porta legale è aperta, ma non del tutto

Il Giappone ha revocato il divieto di circolazione sulle strade pubbliche per i veicoli di livello 4, che non richiedono un conducente in condizioni definite, con l’entrata in vigore della revisione del Road Traffic Act nell’aprile 2023. La legge, però, non ha risolto le questioni decisive per la sostenibilità di un’attività di robotaxi: quali aree vengono designate per la circolazione senza conducente e come si attribuisce la responsabilità dopo un incidente. I resoconti giapponesi sull’accordo hanno indicato proprio questi due aspetti come condizioni di base per la commercializzazione, precisando che le aree operative e le tariffe saranno discusse in seguito. La prima flotta di bZ4X comincerà i test nelle zone in cui la guida autonoma è già consentita.

Waymo deve fare i conti anche con le proprie scadenze e con la concorrenza. Ha già annunciato l’intenzione di avviare a Tokyo un servizio commerciale nel 2027 con circa 100 robotaxi, gestiti insieme all’operatore di taxi Nihon Kotsu e all’app di ride-hailing GO, utilizzando Jaguar I-Pace anziché Toyota. A marzo, Wayve, Uber e Nissan hanno concordato di lanciare un progetto pilota a Tokyo entro la fine del 2026. Anche Toyota si sta cautelando: in Cina ha avviato la produzione di massa di veicoli sviluppati con Pony.ai, con circa 1.000 robotaxi previsti nelle principali città.

Londra è un campanello d’allarme

Il Regno Unito mostra cosa succede quando la tecnologia è pronta prima delle regole. A gennaio, Waymo ha fissato per il quarto trimestre del 2026 l’obiettivo di lanciare a Londra un servizio di ride-hailing completamente senza conducente. L’Automated Vehicles Act 2024 ha creato il quadro normativo, ma il governo doveva ancora approvare la legislazione secondaria che autorizza la circolazione di questi veicoli. Secondo Local Transport Today, il Department for Transport ha promesso un programma pilota per i passeggeri, subordinato al rispetto dei requisiti di sicurezza e al consenso delle autorità locali dei trasporti.

Ad aprile, Waymo stava testando circa 100 auto I-Pace su un’area di 100 miglia quadrate a Londra, ciascuna con un operatore umano di sicurezza al volante. Un portavoce ha dichiarato che il governo doveva completare le norme per le sperimentazioni prima che l’azienda potesse operare in piena autonomia. Il resoconto di TechCrunch sull’accordo con Toyota descrive ancora il servizio londinese come in attesa dei permessi necessari. Anche i conducenti dei taxi neri sono ostili: la Licensed Taxi Drivers’ Association ha liquidato i robotaxi definendoli «un’attrazione da luna park».

Dove si concentrano i vantaggi economici

La prospettiva economica spiega perché entrambe le parti abbiano firmato comunque. Per Waymo, costruire e allestire le auto in uno stabilimento di produzione di massa rende più facile controllare i costi man mano che le flotte crescono. Per Toyota, fornire la piattaforma a un servizio senza conducente apre una fonte di ricavi che va oltre la vendita di auto; le due aziende continueranno inoltre a studiare la tecnologia di Waymo per le Toyota di proprietà privata insieme a Woven by Toyota. Entrambi i vantaggi si concretizzeranno solo quando le auto trasporteranno passeggeri senza un conducente, e questo dipende da decisioni che nessuna delle due aziende può prendere.

Nakajima lo ha detto chiaramente nella dichiarazione congiunta: «Nessuna singola azienda può raggiungere da sola l’obiettivo di azzerare gli incidenti stradali». Waymo presenta il progetto come il primo servizio di ride-hailing completamente autonomo del Giappone basato su auto prodotte in grandi volumi nel Paese. Le prime vetture usciranno dallo stabilimento di Takaoka con un piano di test, senza una mappa pubblicata e con un servizio gemello a Londra ancora in attesa del permesso.

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