Affari e finanza

Oracle ha puntato 165 miliardi su Stargate. Un permesso del gasdotto blocca tutto

Victor Maslow
Aggiungici su Google

La più grande scommessa sulle infrastrutture per l’IA mai fatta nella storia delle aziende si sta scontrando con un problema di autorizzazioni.

Oracle ha inviato a Blue Owl Capital una comunicazione di forza maggiore. Blue Owl è lo sviluppatore di Project Jupiter, il campus di data center da 2,45 gigawatt in New Mexico annunciato insieme a OpenAI e SoftBank come elemento centrale del progetto dell’amministrazione Trump per promuovere l’IA negli Stati Uniti. La clausola legale, invocabile quando eventi fuori dal controllo delle parti impediscono di rispettare gli obblighi contrattuali, consentirebbe a Oracle di rinviare i pagamenti a Blue Owl se la struttura non entrasse in funzione entro il 2028, come previsto.

Il gasdotto di Energy Transfer, destinato a rifornire il campus, ha ricevuto più volte un diniego alle richieste di autorizzazione da parte delle autorità del New Mexico e procede in ritardo. Anche un’autorizzazione separata sulla qualità dell’aria per il sistema di celle a combustibile di Bloom Energy — che ha sostituito le turbine a gas del progetto originario dopo una prima tornata di obiezioni — deve rispettare una scadenza fissata dallo Stato. Entrambi i problemi convergono sulla stessa finestra di avvio nel 2028, e la comunicazione di Oracle è il riconoscimento formale che il mancato rispetto dei tempi è uno scenario concreto.

Le dichiarazioni pubbliche di Oracle e le sue mosse sul piano contrattuale raccontano due storie diverse. L’azienda ha ribadito che «Project Jupiter resta nei tempi previsti», invocando però, nello stesso momento, la tutela legale di cui avrebbe bisogno se il calendario dovesse saltare. Blue Owl ha risposto che la comunicazione «non modifica gli impegni finanziari relativi a questo progetto pluriennale». Nel loro insieme, le due dichiarazioni descrivono una disputa su chi debba farsi carico del rischio, non una valutazione condivisa dello stato di avanzamento.

La portata di ciò che si cela dietro questo disaccordo è tutt’altro che astratta. Nell’ultimo esercizio fiscale Oracle ha raccolto 43 miliardi di dollari di debito e 5 miliardi di dollari di capitale proprio per finanziare l’espansione delle sue infrastrutture per l’IA, chiudendo l’anno con un flusso di cassa libero negativo per 23,7 miliardi di dollari. I circa 18 miliardi di dollari in prestiti con leva finanziaria, distribuiti da Santander, Jefferies e altre banche per contribuire al finanziamento di Project Jupiter, sono ora quotati tra 89 e 91 centesimi per ogni dollaro: un segnale del mercato che indica come questo debito non venga più considerato privo di rischio.

Per le aziende che aspettano l’espansione del cloud di Oracle per l’IA, il ritardo ha conseguenze concrete. Project Jupiter avrebbe dovuto rappresentare una parte significativa della crescita dei data center di Oracle, mettendo a disposizione la capacità su cui contavano i clienti aziendali che sviluppano carichi di lavoro IA nel cloud della società. Un ritardo oltre il 2028 sposterebbe più avanti la disponibilità di questa capacità, in un mercato in cui l’accesso alla potenza di calcolo per l’IA è già il principale fattore limitante.

Oracle non si sta ritirando: la forza maggiore è un meccanismo relativo ai pagamenti, non un’uscita dal progetto. Ma il prezzo di 165 miliardi di dollari di Stargate è sempre dipeso dalla messa in funzione su vasta scala di campus come Jupiter. Con il sito di punta bloccato, la domanda è se il resto degli investimenti nelle infrastrutture per l’IA sia valutato correttamente: da Oracle, dai suoi finanziatori e dai mercati azionari, che da due anni premiano le aziende disposte a impegnare le cifre più alte.

Le prossime tappe: la decisione dello Stato sull’autorizzazione per la qualità dell’aria del sistema di celle a combustibile di Bloom Energy, attesa per il 23 novembre; la conference call sui risultati del secondo trimestre dell’esercizio FY27 di Oracle, durante la quale gli analisti chiederanno aggiornamenti precisi su costi e tempistiche di Project Jupiter; e il gasdotto di Energy Transfer, il cui completamento è ora previsto non prima di febbraio 2027, sette mesi oltre la data richiesta dal programma di approvvigionamento elettrico del campus.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.