Affari e finanza

Manchester City, il verdetto sulle 115 accuse: l’asterisco è il meno, la vera resa dei conti è appena cominciata

Victor Maslow
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Il modo più semplice per leggere il verdetto sul Manchester City è partire dalla fine. Si guarda la bacheca dei trofei, si contano quelli vinti mentre le regole venivano infrante e si discute se meritino un asterisco. È un dibattito appagante, ma perlopiù simbolico. Nessuno farà scendere un trofeo da un pullman scoperto.

La conseguenza che conta davvero riguarda invece il club. Una commissione indipendente ha passato al vaglio dieci anni di bilanci del Manchester City, trasformando quelle che il club per anni aveva definito accuse in fatti accertati. E i fatti accertati hanno un prezzo. Il club non sa ancora quanto sarà salato, chi lo stabilirà o quante parti si faranno avanti per riscuoterlo.

Partiamo da ciò che la commissione ha effettivamente accertato, perché i dettagli sono più pesanti della cifra principale. Secondo la ricostruzione della decisione fatta dalla BBC, tra l’estate del 2009 e il gennaio del 2018 il City ha speso circa 1,2 miliardi di sterline per i giocatori. Più o meno nello stesso periodo, il club ha dichiarato 949,94 milioni di sterline di entrate da sponsorizzazioni, secondo quanto riferito da ESPN sulla base della decisione, mentre gli sponsor hanno versato in realtà 119,25 milioni. La differenza, pari a 830,39 milioni di sterline, è stata coperta dall’Abu Dhabi United Group, la società attraverso cui operano i proprietari; la commissione ha descritto il meccanismo come un sistema di finanziamento mascherato, fondato su contratti fittizi.

Una singola stagione rende meglio l’idea delle proporzioni rispetto alla cifra complessiva. Nel 2017-18 il City ha registrato 145,73 milioni di sterline di ricavi commerciali, ma gli sponsor coinvolti ne hanno versati 11 milioni. I restanti 134,73 milioni sono arrivati dai proprietari. Non si tratta di una sponsorizzazione generosa, presentata in modo un po’ enfatico in un bilancio: sono i soldi del proprietario con addosso la maglia di uno sponsor. La commissione ha inoltre accertato che gli accordi di sponsorizzazione erano stati modificati e prodotti «nel giro di pochi giorni» per giustificare pagamenti a posteriori, compresi bonus per «eventi già avvenuti», e che nei dati del 2012-13 era stato colmato un buco di 9,9 milioni di sterline per evitare una violazione delle regole.

Le due cifre che circolano questa settimana non sono in contraddizione. Gli 830 milioni di sterline corrispondono ai ricavi gonfiati attraverso le sponsorizzazioni mascherate. La cifra più ampia citata dalla Premier League, superiore a 900 milioni, include anche i costi esclusi dai bilanci del club grazie al sistema, tra cui integrazioni salariali nascoste, come ha riferito NBC News. Entrambe misurano la stessa cosa: quanto i bilanci presentati dal City si discostassero dalla reale situazione finanziaria del club.

I commenti prevalenti si sono concentrati subito sull’eredità sportiva. Mark Ogden di ESPN ha accostato quest’epoca all’oro olimpico di Ben Johnson nel 1988 e alle sette vittorie di Lance Armstrong al Tour de France; la BBC ha elencato i risultati ottenuti in quel decennio: tre titoli di Premier League, una FA Cup e tre League Cup, oltre agli acquisti di Sergio Agüero, David Silva, Yaya Touré, Kevin De Bruyne e Fernandinho. Sul piano morale, l’argomento è fondato. Ma è anche l’aspetto di questa vicenda che costa meno al City.

La frase che dovrebbe preoccupare il club è arrivata da Richard Masters, amministratore delegato della Premier League. «La decisione fondamentale stabilisce i fatti di quanto è accaduto al Manchester City in questo periodo», ha detto, aggiungendo che descrive come il club abbia «violato sistematicamente le regole della Premier League per quasi un decennio». Per la lega, è il linguaggio di un procedimento disciplinare. Per tutti quelli che in quegli anni hanno perso terreno rispetto al City, è il fondamento di una richiesta di risarcimento.

Nel 2024 Arsenal, Liverpool, Manchester United e Tottenham Hotspur hanno inviato comunicazioni legali riservandosi il diritto di chiedere un risarcimento per, come riassume ESPN, «mancati guadagni, titoli, qualificazioni alle coppe europee e ricavi commerciali». Una comunicazione riserva un diritto, ma non dimostra nulla. Quei club aspettavano che un organismo indipendente attestasse ufficialmente ciò che era successo nei bilanci del City. Stando alla ricostruzione della stessa Premier League, ora è accaduto.

Resta poi la sanzione, che sarà decisa in un’udienza separata e per la quale le regole non fissano un limite massimo. Sky Sports osserva che la Premier League ha deliberatamente rifiutato di introdurre una griglia di sanzioni prestabilite, per impedire ai club di calcolare in anticipo il costo di una violazione. Le possibili misure vanno dalle multe alle penalizzazioni in classifica, dai divieti di mercato fino, nei casi estremi, all’esclusione. I precedenti più recenti sono le penalizzazioni inflitte a Everton e Nottingham Forest. Quella dell’Everton è stata comminata per aver violato le regole della lega su profitti e sostenibilità, che fissano un limite alla spesa, non per un sistema di finanziamento mascherato mantenuto per nove stagioni.

Le vie d’uscita del City sono poche. Il club si è detto «deluso e sorpreso», ha ribadito di essere «innocente rispetto alle accuse» e farà appello sostenendo che il parere contiene «chiari e sostanziali errori di diritto, di principio e di fatto». Ma l’appello sarà esaminato da una nuova commissione di tre persone, secondo le regole della stessa Premier League, non dal Tribunale Arbitrale dello Sport; secondo Sky Sports, un eventuale ricorso all’Alta Corte sarebbe limitato a questioni procedurali.

Anche i tempi giocano contro il club. Il City deve presentare appello entro venerdì 2 ottobre e la Premier League vuole chiudere il caso entro questa stagione. Le accuse sono state deferite nel febbraio 2023 e l’udienza si è svolta da settembre a dicembre 2024; la stessa commissione ha definito deplorevole la durata del procedimento. Delle quattro accuse relative alla collaborazione del City con le indagini, tre sono state accolte e una non è stata dimostrata. Masters lo ha definito «il caso disciplinare più importante» nella storia della lega e ha detto che la sanzione è tra gli «elementi del caso ancora da decidere».

L’asterisco finirà sui titoli, ma non cambierà nulla. Il conto arriverà al club, e quattro delle sue rivali aspettano dal 2024 l’accertamento che permetterà loro di presentare il proprio.

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