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Carrie su Prime Video: Mike Flanagan porta la ragazza di Stephen King tra smartphone e video virali

Martha O'Hara
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L’immagine scelta da Prime Video per promuovere la nuova serie «Carrie» ritrae una ragazza che cerca di tenersi in testa una corona. Nella locandina, Summer H. Howell, nei panni di Carrie White, si preme sul capo con entrambe le mani una tiara d’argento, mentre alle sue spalle una folla di compagni di scuola si dissolve in una sfocatura color verde acqua. La corona del ballo è il prop più antico del primo romanzo di Stephen King e qui sembra già un peso. «Carrie» è la serie horror in otto episodi di Mike Flanagan per Prime Video e porta l’emarginata telecinetica di King fuori dal mondo analogico del libro, dentro un liceo in cui tutto ciò che subisce può essere ripreso.

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Lo scheletro della storia è quello di King. Carrie ha trascorso tutta la vita in isolamento con la madre Margaret, una fanatica religiosa interpretata da Samantha Sloyan. Dopo la morte improvvisa del padre, i servizi sociali la mandano per la prima volta in una scuola pubblica. Ad attenderla, secondo la sinossi della serie, c’è uno scandalo di bullismo virale che travolge la comunità, insieme alla crudeltà disinvolta dell’era dei social media e al risveglio di poteri telecinetici che si manifestano con l’adolescenza. La cittadina è Chamberlain, nel Maine dei giorni nostri, il luogo inventato da King per il romanzo; le riprese, invece, si sono svolte a Vancouver e nei dintorni.

Un anno scolastico in otto lezioni

Persino i titoli degli episodi sembrano quelli di un orario scolastico: First Period, Foreign Language, Social Studies, Dramatic Arts, Physical Education, Home Economics, Romantic Literature, AP Physics. Considerati come scelta progettuale, promettono una stagione costruita come una giornata di scuola; il primo titolo richiama anche il doppio significato delle pagine iniziali del romanzo, in cui il tormento di Carrie comincia nello spogliatoio. Solo gli spettatori potranno giudicare come gli episodi sfruttino questa struttura; sulla carta, però, è chiaro che la scuola è la cornice, non lo sfondo.

I critici che hanno visto la serie alla première del festival descrivono una quotidianità che il romanzo non avrebbe potuto immaginare: telefoni in ogni mano, feed social e prove di lockdown in caso di sparatoria, parte della routine che Carrie deve imparare. Si ritrova in una scuola senza alcuna preparazione: è proprio questo il punto. Una ragazza tenuta lontana dal mondo per tutta la vita entra nella sua versione più esposta alla vista di tutti.

Flanagan ha spiegato il cambiamento con parole semplici. «Quando andavo al liceo, tutto questo restava privato. Era confinato tra le mura della scuola, tra le persone che si trovavano lì per caso», ha raccontato a iHorror durante la giornata stampa della serie. Gli adolescenti di oggi, ha detto, crescono sapendo che «tutti i loro tormenti, tutti i loro errori possono essere custoditi per sempre in formato digitale, sotto gli occhi del mondo intero». Ha anche ammesso di essere partito da un presupposto sbagliato: «Pensavo di essere stato un ragazzo bullizzato al liceo», ha detto, «ma mi sbagliavo».

Chi può raccontare la storia di Carrie White

La paternità della serie è suddivisa per scelta. Flanagan, che ha ideato la serie e ne è lo showrunner, dirige i primi due episodi e gli ultimi due. I quattro centrali sono affidati a Kate Siegel, presenza fissa nei suoi cast, alla regista Axelle Carolyn, a Kyra Sedgwick, nota al pubblico soprattutto per The Closer, e a Hiromi Kamata. «Fin dall’inizio ero dolorosamente consapevole che gli uomini di mezza età raccontano la storia di Carrie White da fin troppo tempo», ha dichiarato Flanagan a Collider, aggiungendo di aver voluto donne a plasmare la serie sia nella writers’ room sia sul set.

Il resto della squadra è quello che ha dato alle sue produzioni Netflix il loro stile visivo e sonoro. Michael Fimognari è il direttore della fotografia e i Newton Brothers hanno composto la colonna sonora. Flanagan produce con il suo storico socio Trevor Macy attraverso Intrepid Pictures e la sua Red Room Pictures, insieme ad Amazon MGM Studios. King figura tra i produttori esecutivi.

Il cast affianca volti nuovi a interpreti già noti. Carrie, interpretata da Howell, è al centro della storia, mentre Sloyan, presenza ricorrente nelle produzioni di Flanagan, veste i panni di Margaret. Siena Agudong interpreta Sue Snell, la compagna di classe tormentata dai sensi di colpa nel romanzo; Alison Thornton è Chris Hargensen e Joel Oulette è Tommy Ross. Josie Totah, Arthur Conti e Thalia Dudek completano il gruppo degli studenti, Amber Midthunder interpreta l’insegnante di ginnastica Rita Desjardin e Matthew Lillard il preside Henry Grayle.

Perché questa «Carrie» punta a più di un ballo di fine anno

Finora, ogni versione per lo schermo è stata una corsa verso la stessa notte. Il film del 1976 di Brian De Palma, con Sissy Spacek e Piper Laurie, ha fissato il modello; la versione del 2013 di Kimberly Peirce, con Chloë Grace Moretz e Julianne Moore, è tornata alla stessa storia e alla stessa notte. Flanagan ha detto che De Palma «ha adattato la storia con fedeltà e magnificamente»: è per questo che ha scelto di costruire qualcosa di nuovo invece di ripercorrere la stessa strada.

La sua ambizione va oltre il finale del romanzo. «Nel mio scenario ideale, penso che sarebbero tre stagioni», ha detto ai giornalisti. «Credo che Carrie abbia un arco narrativo meraviglioso in tre tappe. In fondo, è una trilogia». Il progetto riprende un indizio lasciato da King nel libro, l’idea che Carrie non fosse l’unica a possedere quel potere, e Flanagan ha raccontato che altre donne dotate di capacità speciali entreranno nella storia già dalle prime fasi della stagione. Per ora è stata ordinata soltanto la prima stagione; l’esistenza delle successive dipenderà da quanti la guarderanno.

È anche questa la scommessa dietro l’uscita della serie. «Carrie» è la prima serie di Flanagan per Amazon MGM Studios dopo le produzioni horror realizzate per Netflix, e un titolo di King con il suo nome è il genere di proprietà intellettuale con cui una piattaforma streaming può piantare la propria bandiera nel genere. La locandina fa lo stesso con una sola immagine: la corona, le mani, la folla che non riesce a mettere a fuoco.

Resta la domanda a cui la premessa non può rispondere. La «Carrie» di King finisce tra le fiamme perché una sola notte di umiliazione diventa insopportabile. Questa vive in un mondo in cui l’umiliazione non si conclude con la notte: viene registrata, condivisa e conservata. Se il video sopravvive al ballo, che cosa restituisce alla ragazza con la corona il fatto di essere sopravvissuta?

«Carrie» su Prime Video: uscita, episodi e cast

Quando esce «Carrie»? Tutti gli otto episodi arriveranno contemporaneamente su Prime Video mercoledì 7 ottobre 2026, in oltre 240 paesi e territori. La première mondiale della serie si è tenuta a settembre al Toronto International Film Festival.

Quanti episodi ci sono? Otto, che compongono la prima stagione. Flanagan ne dirige quattro; Kate Siegel, Axelle Carolyn, Kyra Sedgwick e Hiromi Kamata ne dirigono uno ciascuna.

È basata su una storia vera? No. È un adattamento del romanzo d’esordio di Stephen King del 1974, «Carrie», aggiornato ai giorni nostri e ambientato nella cittadina immaginaria di Chamberlain, nel Maine.

Chi interpreta Carrie? Summer H. Howell interpreta Carrie White, con Samantha Sloyan nel ruolo della madre Margaret, Siena Agudong in quello di Sue Snell e Matthew Lillard in quello del preside Grayle. Negli Stati Uniti la serie è classificata TV-14.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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