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Takayuki Yamada, il timido di Densha Otoko che da vent’anni smonta la propria immagine

Penelope H. Fritz
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Takayuki Yamada
Takayuki Yamada
Photo: May S. Young from Metro NYC, United States / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita20 ottobre 1983
Naha, Okinawa, Giappone
ProfessioneAttore
Noto perL'isola dei cani, La ricompensa del gatto, 13 assassini
PremiPremio Elan d'Or come miglior rivelazione dell'anno · 2 Oscar · Star Asia Rising Star Award del New York Asian Film Festival · Premio dello Yokohama Film Festival come miglior attore non protagonista

A un certo punto, Takayuki Yamada ha deciso che il volto che lo aveva reso famoso fosse un problema da risolvere. Da adolescente era così bello che un talent scout lo scambiò per una ragazza; lui detestava tanto quell’aspetto che arrivò a schiaffeggiarsi le guance, sperando di far crescere una barba più folta. La barba arrivò. E con lei una serie di ruoli che sembravano fatti apposta per seppellire il ragazzo di cui si era innamorata la televisione giapponese: un re dei delinquenti, uno strozzino, un ninja, un produttore di film pornografici e, più di una volta, un attore vanitoso e confuso di nome Takayuki Yamada. La domanda che la sua carriera continua a porre è quanta parte della propria immagine possa cedere restando comunque il motivo per cui il pubblico preme play.

Nato a Naha, a Okinawa, terzo di tre figli, è cresciuto a Satsumasendai, nella prefettura di Kagoshima, dove i genitori gestivano una caffetteria. Le due sorelle maggiori posavano per riviste per adolescenti e fu mentre faceva acquisti con loro nei pressi di Laforet, ad Harajuku, che venne notato da un talent scout. La famiglia si trasferì a Tokyo durante il suo ultimo anno di scuola media e lui non proseguì gli studi alle superiori.

Debuttò sullo schermo nel 1999 nella serie drammatica Psychometrer Eiji 2, ma la svolta arrivò con le audizioni per ruoli da protagonista. In Water Boys interpretava lo studente che convince i compagni di classe a praticare nuoto sincronizzato; in Socrates in Love era il primo amore in lutto di una ragazza morente. Entrambi i ruoli ne fecero il giovane sensibile per eccellenza della televisione giapponese. Nel 2004 vinse il premio Elan d’Or come esordiente e divenne il primo volto della Tokyo Metro, appena privatizzata; poi ottenne il suo primo ruolo da protagonista al cinema in Densha Otoko, nei panni del timido otaku che, grazie ai consigli di un forum online, si fa strada in una storia d’amore. Il film chiuse il 2005 tra i quindici maggiori incassi in Giappone. L’anno dopo la serie sul delitto Byakuyakō mostrò un lato più freddo dell’attore, che per quel ruolo fu nominato miglior attore ai Television Drama Academy Awards, come già era accaduto per Socrates in Love.

Poi si lasciò crescere i capelli. Nel 2007 Takashi Miike lo scelse per interpretare Tamao Serizawa, il capo della gang rivale in Crows Zero, e l’immagine di Yamada con i capelli lunghi e la barba incolta rimase. Fu l’unico attore ventenne tra i candidati di quell’anno al Blue Ribbon Award come miglior attore non protagonista. Nel 2010 Miike lo portò a Venezia, in concorso con 13 assassini, e nel 2011 il New York Asian Film Festival lo rese il primo giapponese a ricevere il suo Star Asia Rising Star Award.

In patria, il ruolo decisivo fu quello di Kaoru Ushijima, lo strozzino impassibile di Ushijima the Loan Shark, interpretato nelle varie stagioni televisive e in quattro film tra il 2010 e il 2016. A quel personaggio si affiancò la battuta che avrebbe definito il decennio successivo della sua carriera. Quando il regista di commedie Yuichi Fukuda cercò un attore famoso per The Brave Yoshihiko, parodia a basso costo di Dragon Quest in onda a tarda notte su TV Tokyo, saltò l’agenzia e scrisse direttamente a Yamada. Secondo Fukuda, la risposta arrivò nel giro di pochi minuti: se il progetto gli interessava, la rete e la fascia oraria non contavano. Nel 2013 il Yokohama Film Festival lo premiò come miglior attore non protagonista per The Samurai That Night, The Floating Castle e Il canone del male, proprio negli anni in cui interpretava un eroe in un dungeon di cartone.

La battuta finì poi per ritorcersi contro di lui. Con il regista Nobuhiro Yamashita realizzò una serie televisiva in stile mockumentary in cui «Takayuki Yamada» vaga per un quartiere popolare di Tokyo in cerca di un senso e, in Takayuki Yamada at Cannes Film Festival, escogita un piano per portare a Cannes un film autofinanziato. Dietro la macchina da presa, però, l’ambizione era reale. Fu produttore esecutivo della serie web Saint Young Men, produsse e interpretò Hard-Core di Yamashita, produsse Day and Night e co-diresse Zokki insieme a Naoto Takenaka e Takumi Saitoh.

Il pubblico più vasto lo raggiunse con Il regista nudo di Netflix, in cui interpretava Toru Muranishi, il regista di video per adulti che negli anni Ottanta scosse l’industria pornografica giapponese. I critici stranieri lodarono la sua interpretazione; Thrillist definì brillante il suo lavoro nella seconda stagione. In Giappone, invece, i critici si mostrarono meno a loro agio con ciò che la performance finiva per sostenere. In un articolo su Gendai Business, Masae Ido scrisse che la serie presentava Muranishi come un liberatore sessuale, in contrasto con le sue stesse dichiarazioni pubbliche; Iku Okada, su Newsweek Japan, osservò che la campagna pubblicitaria abbelliva un’industria appartenente a un’epoca di sfruttamento sistematico. La serie mostrò inoltre Kaoru Kuroki con il suo vero nome d’arte, senza il suo consenso; Netflix rispose che né lei né Muranishi avevano partecipato al progetto e che la serie era tratta da un libro. Il fascino che rendeva Muranishi guardabile era quello di Yamada, ed è legittimo chiedersi se un attore così abile nel ridimensionare il proprio mito non abbia prestato troppo del proprio fascino a quello di qualcun altro.

Da allora, i ruoli hanno assunto forme sempre più ampie e insolite. Ha interpretato il ninja Hattori Hanzo nel dramma storico di NHK What Will You Do, Ieyasu?, ha recitato in House of Ninjas di Netflix, ha prestato la voce narrante a Jimenshi – I maghi della truffa ed è stato coprotagonista con Taiga Nakano del film di guerra sui samurai di Kazuya Shiraishi 11 Rebels. Nel ruolo del detective che dà la caccia al protagonista di Faceless di Michihito Fujii, a un quarto di secolo dall’inizio della carriera ha ottenuto una candidatura al Japan Academy Film Prize come miglior attore non protagonista. Nel 2025 è entrato nel cast della satira coreana di Byun Sung-hyun Good News, sul dirottamento del volo 351 di Japan Airlines del 1970, nel ruolo del viceministro giapponese dei Trasporti, e ha partecipato a Ikusagami – Last Samurai Standing di Netflix.

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Fuori dallo schermo, mantiene una vita privata lontana dai riflettori. Nel 2012 ha sposato una donna che non lavora nel settore dello spettacolo; l’anno successivo la coppia ha avuto un figlio e, alla fine del 2023, Yamada ha dichiarato pubblicamente di vivere a Okinawa, dove è nato il 20 ottobre 1983.

Il progetto che oggi lo rivela di più è quello in cui recita a malapena. THE OPEN CALL, un’audizione aperta per un lungometraggio originale in uscita nel 2027, scritto e diretto da Yusuke Sakakibara, ha attirato circa 14.000 candidati, dai teenager agli ottantenni, tra cui persone provenienti da altri undici Paesi. Yamada è il principale partner e giudice del progetto, e le selezioni vengono trasmesse ogni settimana su Lemino. Dopo il secondo turno ha parlato di «quattro giorni, quaranta ore di concentrazione» e ha promesso che «qui comincia un dramma feroce». Il 17 dicembre tornerà su Netflix nei panni del carismatico conduttore di Quiztopia, adattamento di Teruyuki Yoshida di un manga del 1993 su un quiz imposto dalla Costituzione, i cui perdenti rischiano multe, lavori forzati o la coscrizione. A gennaio, nell’antologia horror di Disney+ Night Tales Club, interpreterà un magnate che paga in oro chi gli porta la prova che i fantasmi esistono. Due conduttori di fila: uomini che gestiscono il gioco invece di prendervi parte, per un attore che oggi passa le giornate a decidere chi altro avrà la possibilità di giocare.

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