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Sota Fukushi, l’attore che ha costruito il proprio io dopo i 25 anni

Penelope H. Fritz
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Sota Fukushi
Sota Fukushi
Photo: Dick Thomas Johnson from Tokyo, Japan / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita30 maggio 1993
Tokyo, Japan
ProfessioneAttore
Noto perAs the Gods Will, L'immortale, Bleach
PremiElan d'Or Award for Newcomer of the Year · Premio dell’Accademia giapponese · Japan Action Award for Best Action Actor, Excellence

In Tokyo Burst: Crime City, il capitolo giapponese dell’universo di The Outlaws di Ma Dong-seok, Sota Fukushi attraversa Kabukicho con una quindicina di chili in più rispetto a come il pubblico lo ricorda. La battuta scelta per aprire la campagna promozionale è del suo personaggio: può farla franca qualunque cosa faccia. L’uomo che interpreta il gangster Murata Renji è lo stesso attore che gli studi giapponesi mettevano un tempo sui manifesti ogni volta che un manga shōjo aveva bisogno di un fidanzato. Tra questi due corpi si trova la vera domanda sulla sua carriera: quanto c’era davvero di lui nel protagonista gentile e luminoso, e quanto era soltanto il ritmo di lavoro?

Fukushi ha dato una risposta insolitamente schietta. Intervistato da Real Sound mentre entrava nei trent’anni, ha raccontato che fino a cinque anni prima il suo senso di sé era stato «quasi pari a zero» e che, fino ai venticinque anni, era stato troppo impegnato a lavorare per fermarsi a guardarsi davvero. Da parte di un attore il cui volto ha fatto vendere la Mitsuya Cider e una serie di storie romantiche liceali per tutti i suoi vent’anni, è una confessione che cambia il modo di leggere i lavori precedenti.

È cresciuto a Tokyo, dove è nato il 30 maggio 1993, giocando a basket fino alle medie e passando poi al Double Dutch, il salto con la doppia corda, durante le superiori. Tra i suoi modelli c’erano Teruyuki Kagawa, per la versatilità, e Junichi Okada, che lo spinse a praticare Jeet Kune Do e Arnis, l’arte filippina del combattimento con il bastone. L’incoraggiamento di un insegnante d’inglese alle medie diede inizio a una lunga abitudine di studio della lingua. La recitazione arrivò per caso: accompagnando un amico alla sua prima visita a Shibuya, fu fermato e fotografato; lo scatto finì su una rivista e qualcuno dell’agenzia Ken-On lo notò. Firmò il contratto nel settembre 2010.

Il debutto arrivò nel gennaio 2011 con la serie di Nippon TV Misaki Number One!!. Tre mesi dopo fece un provino per Kamen Rider Fourze e fu scelto tra circa 3.000 aspiranti per interpretare Gentaro Kisaragi, uno studente trasferito con un vistoso ciuffo pompadour e deciso a fare amicizia con tutti i compagni. L’acconciatura era così riconoscibile che, a suo dire, i bambini quasi non lo riconoscevano quando non la portava. Poi la serie mattutina di NHK Amachan gli affidò il ruolo di Koichi Taneichi, il ragazzo più grande del corso di sub di cui la protagonista si innamora a prima vista. La serie ne fece un volto noto in tutto il paese: il sondaggio di Oricon lo indicò come attore rivelazione numero uno nella prima metà del 2013 e di nuovo nel 2014.

Quello che seguì fu una catena di commedie romantiche. Say “I Love You” con Haruna Kawaguchi, Strobe Edge con Kasumi Arimura e My Tomorrow, Your Yesterday al fianco di Nana Komatsu, insieme a Koinaka, il suo primo ruolo da protagonista nella prestigiosa fascia del lunedì alle 21 di Fuji TV, ottenuto a 22 anni. Takashi Miike lo portò fuori da quel filone con l’horror di giochi mortali As the Gods Will, che nel 2014 lo condusse al Festival del Cinema di Roma: lì salutò la stampa in italiano e poi parlò in inglese. Il 38º Japan Academy Film Prize lo premiò come miglior esordiente per Say “I Love You”, In the Hero e As the Gods Will nel loro insieme.

Quel premio restituisce anche l’immagine più nitida del problema. Tre film in un solo anno gli valsero un riconoscimento, ma nella maggior parte dei casi i ruoli gli chiedevano soprattutto di farsi guardare. I successivi adattamenti manga, Blade of the Immortal di Miike e il film live action Bleach, in cui interpretava Ichigo Kurosaki, facevano leva più sulla sua prestanza fisica che sulla sua versatilità; il Japan Action Award ritirato nel 2019 premiava il lavoro acrobatico, non la recitazione. Il debutto teatrale da protagonista in Seven Souls in the Skull Castle della compagnia Gekidan Shinkansen lasciava intuire la ricerca di materiale più impegnativo, eppure il cinema continuava a vendere sempre lo stesso giovane. La critica più severa a quel periodo arrivò in seguito, e dallo stesso Fukushi, con quella frase su un senso di sé quasi pari a zero.

La svolta cominciò verso la fine dei suoi vent’anni. Nella saga di NHK ambientata in un Edo dai ruoli di genere capovolti, Ōoku, interpretò Madenokoji Arikoto, il monaco coinvolto nelle stanze private dello shogun e opposto a Iemitsu, interpretata da Mayu Hotta; tornò poi, in un ruolo diverso, nell’episodio dedicato al Bakumatsu della seconda stagione. Per Lawyer Sodom di TV Tokyo portò lui stesso la trama ai produttori. Volò in Spagna per la seconda stagione del thriller The Head, interpretando in inglese un ingegnere di nome Yuto: era la sua prima produzione internazionale. In The Women in the Lakes, cupo dramma investigativo di Tatsushi Ōmori, era un detective al fianco di Marika Matsumoto e Tadanobu Asano; per la serie Actors Short Film di WOWOW, invece, scrisse e diresse il suo cortometraggio, Itsuki to Miwa.

La svolta internazionale ha limiti che vale la pena riconoscere. All’estero, continua a essere ingaggiato soprattutto per interpretare il giapponese inserito nella storia di qualcun altro. La commedia romantica di Netflix Come si dice “amore”?, delle Hong sisters e uscita nel gennaio 2026, gli ha affidato il ruolo di Hiro Kurosawa, un attore giapponese accoppiato alla stella emergente interpretata da Go Youn-jung in un programma di appuntamenti, mentre l’interprete di Kim Seon-ho è al centro della storia d’amore. A quanto pare, la cosa non gli pesa. Durante le riprese a Taiwan nel 2025, ha raccontato a TVBS che, una volta entrati a far parte di una troupe, tutti lavorano per lo stesso obiettivo e l’unica cosa che cambia è la lingua.

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In patria, nel 2026 è rimasto quasi ininterrottamente sullo schermo. Tokyo MPD PR Unit 2 di Fuji TV, in onda da gennaio ad aprile, gli ha dato il primo ruolo da protagonista in una serie prodotta da Fuji dai tempi di Koinaka: interpreta Imaizumi Rintaro, un detective che si aspettava un trasferimento alla squadra omicidi e si è ritrovato invece all’ufficio stampa della Polizia Metropolitana; una seconda stagione è disponibile in streaming su FOD. Kaede di Isao Yukisada, storia d’amore costruita attorno a una canzone degli Spitz e uscita nel dicembre 2025, lo vede interpretare due fratelli gemelli al fianco di Haruka Fukuhara. A maggio è arrivato Tokyo Burst: Crime City di Eiji Uchida, per il quale ha preso peso allo scopo di interpretare il cattivo opposto a Koshi Mizukami e Yunho.

Il progetto attuale riunisce questi diversi fili. Dal 4 ottobre è protagonista del thriller domenicale di Nippon TV Hide and Seek, nei panni di Tsukura Yuichi, un giornalista freelance incastrato per un attentato che fugge in Corea del Sud e comincia a ricevere telefonate dalla fidanzata, che dovrebbe essere morta. La storia originale è opera dello scrittore di gialli Masahiro Imamura; nel cast ci sono anche Sara Shida e Juri Tanaka dei SixTONES. Fukushi descrive Tsukura come un uomo lucido e appassionato allo stesso tempo: potrebbe essere una sintesi dell’attore che sta cercando di diventare. Ad attenderlo c’è il film d’azione taiwanese The Scar-faced Cat: Way of Asura, diretto da Wang I-fan, in cui interpreta il poliziotto giapponese Shimizu Sho, sulle tracce di un assassino di agenti insieme a Han Ning; quando arriverà nelle sale, sarà il suo primo film taiwanese.

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