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Rufus Sewell, il cattivo di Hollywood che la televisione ha trasformato in protagonista

Penelope H. Fritz
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Rufus Sewell
Rufus Sewell
Photo: Scott Garfitt / CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita29 ottobre 1967
Twickenham, London, England
ProfessioneAttore
Noto perThe Father – Nulla è come sembra, The Illusionist – L'illusionista, L'amore non va in vacanza
PremiLaurence Olivier Award for Best Actor

Per vent’anni, il cinema ha guardato Rufus Sewell e ha visto l’uomo che l’eroe deve sconfiggere. I ricci scuri e uno sguardo capace di sembrare ferito o minaccioso gli hanno fatto ottenere una parte da rivale dopo l’altra: il damerino impeccabile con un coltello nascosto dietro la schiena. Si definisce un caratterista e una volta ha detto, senza mezzi termini, di non voler più interpretare un cattivo. A dargli finalmente spazio non è stato un film, ma la televisione, con un ruolo costruito attorno a un uomo esasperante che è impossibile non amare.

Suo padre, William John Frederick Sewell, animatore nato in Australia, lavorò alla sequenza di “Lucy in the Sky with Diamonds” del film dei Beatles Yellow Submarine; sua madre, Jo, era un’artista gallese e una pianista di formazione classica. I genitori divorziarono quando lui aveva cinque anni e il padre morì quando ne aveva dieci. Sewell ha riassunto così la casa di famiglia a Twickenham, nella zona sud-occidentale di Londra: «Un po’ chic e un po’ mensa scolastica gratuita. Eravamo poveri, ma avevamo un pianoforte».

Nato il 29 ottobre 1967, Sewell lasciò nel 1984 la Orleans Park, una scuola pubblica di Twickenham, per frequentare il West Thames College, dove un insegnante di recitazione lo spinse a fare un provino per una scuola di teatro. Studiò alla Central School of Speech and Drama di Londra e fu il palcoscenico ad accorgersi per primo di lui. Nel 1993, al Lyttelton del National Theatre, interpretò Septimus Hodge, l’arguto e affascinante precettore di Arcadia di Tom Stoppard. L’anno seguente fu Will Ladislaw, l’idealista outsider della serie BBC Middlemarch.

Negli anni Novanta gli furono affidati ruoli da protagonista in film come Shakespeare in Love e Intervista col vampiro, ma alla fine non recitò in nessuno dei due. Le parti che ottenne erano invece ai margini: Fortinbras nell’Hamlet di Kenneth Branagh, nel 1996, e poi John Murdoch, un uomo affetto da amnesia, in Dark City di Alex Proyas, nel 1998, un film la cui reputazione è cresciuta col tempo.

Il nuovo decennio fissò la sua immagine. Nel 2001, in Il destino di un cavaliere di Brian Helgeland, interpretò il conte Adhemar, sprezzante rivale del cavaliere plebeo di Heath Ledger; la critica gli rubò la scena e Elvis Mitchell scrisse che «si prende il film». Seguirono altri cattivi, in The Legend of Zorro e nei panni del principe ereditario geloso de The Illusionist – L’illusionista; in L’amore non va in vacanza fu invece l’affascinante ex che tiene Kate Winslet appesa a un filo.

Il suo lavoro migliore di quegli anni arrivò dove gli studios non guardavano. Nel 2003, su BBC One, interpretò il re restaurato in Charles II: The Power and the Passion. Nel 2006 Stoppard lo scelse di nuovo, questa volta per il ruolo di Jan, un fan ceco del rock che attraversa due decenni di regime comunista, in Rock ‘n’ Roll al Royal Court. La parte gli valse il Laurence Olivier Award come miglior attore e, quando lo spettacolo arrivò a Broadway nel 2007, Ben Brantley del New York Times scrisse che la sua interpretazione diventava «un palinsesto in cui si vedono tutti gli strati di una sola vita». Seguì una candidatura ai Tony.

La ricompensa, a suo dire, fu il silenzio. «Dopo aver fatto qualcosa di cui sono davvero orgoglioso e che penso possa cambiare il modo in cui mi vedono, la reazione immediata è: niente», ha raccontato al Guardian. «Dopo Charles II in televisione, Rock’n’Roll a teatro e poi Le inchieste dell’ispettore Zen, ho attraversato i periodi di disoccupazione più lunghi». La serie BBC Le inchieste dell’ispettore Zen, in cui interpretava il detective romano di Michael Dibdin, fu cancellata dopo tre episodi nel 2011. Così, quando arrivò la parte del vampiro protagonista in La leggenda del cacciatore di vampiri, ammise che a quel punto era davvero felice di tornare a fare il cattivo. La versione semplicistica di un attore di talento sprecato dal typecasting dimentica che Sewell si lamentava dei ruoli da villain, ma ne aveva bisogno, e che ha difeso lavori respinti senza appello dal pubblico: quando gli spettatori abbandonarono la proiezione di Downloading Nancy al Sundance nel 2008, lui prese le parti del film.

La televisione cambiò i conti. Dal 2015 al 2019 interpretò John Smith in L’uomo nell’alto castello di Amazon, un americano arrivato ai vertici della gerarchia nazista in una storia alternativa in cui le potenze dell’Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale: un padre devoto, ma capace anche di atrocità. Nello stesso periodo fu Lord Melbourne, primo ministro e confidente della regina Vittoria, in Victoria di ITV. Sewell disse che quei due ruoli lo avevano allontanato dal cinema, perché la scrittura televisiva gli sembrava migliore. Una sola apparizione nel ruolo di Declan Howell, un pittore ubriaco, in La fantastica signora Maisel gli procurò la prima candidatura agli Emmy, nel 2019.

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Al cinema continuò a ottenere ruoli da comprimario: Sid Luft, marito di Judy Garland, in Judy; Paul, un genero crudele la cui malvagità potrebbe esistere solo nella mente ormai compromessa di un uomo, in The Father – Nulla è come sembra di Florian Zeller, accanto ad Anthony Hopkins. Nel 2024 interpretò Andrew, allora duca di York, in Scoop, il dramma Netflix sull’intervista di Newsnight del 2019.

Poi è arrivato Hal Wyler. In The Diplomat di Netflix, creata da Debora Cahn, Sewell interpreta il marito di Kate Wyler, il personaggio di Keri Russell: una diplomatica di carriera inviata a Londra come ambasciatrice degli Stati Uniti. Hal, ex stella del servizio diplomatico ispirata liberamente a Richard Holbrooke, non riesce a smettere di dare indicazioni dal sedile del passeggero; Sewell fa di vanità e genialità due facce della stessa medaglia. In onda dal 2023, la serie gli è valsa la candidatura come miglior attore protagonista in una serie drammatica ai Primetime Emmy del 2026, la sua seconda nomination; il premio è andato a Noah Wyle. La quarta stagione, uscita il 15 ottobre, vede Hal diventare vicepresidente al fianco della presidente Grace Penn, interpretata da Allison Janney, mentre Kate, tradita dal piano che i due avevano escogitato, cerca alleati altrove.

È stato sposato tre volte: per un breve periodo, dal 1999 al 2000, con la giornalista australiana di moda Yasmin Abdallah; con la scrittrice e produttrice Amy Gardner, da cui ha avuto un figlio; e, nel luglio 2024, con l’attrice cubano-americana Vivian Benitez, al castello di Manorbier, nel Pembrokeshire. Ha anche una figlia con Ami Komai.

I prossimi impegni sono già in calendario. Il 3 dicembre Netflix pubblicherà Pride and Prejudice, l’adattamento in sei episodi di Dolly Alderton, con Sewell nel ruolo di Mr Bennet, accanto a Olivia Colman, che interpreta Mrs Bennet, ed Emma Corrin, nei panni di Elizabeth. È inoltre protagonista di Queenstown, un dramma in otto episodi su una famiglia benestante e il personale di un comprensorio sciistico, le cui riprese sono iniziate quest’anno: è la prima serie originale commissionata da Netflix in Nuova Zelanda. Interpreta anche Gus Hathaway, capo della stazione moscovita della CIA, accanto a Russell Crowe nel thriller sulla Guerra fredda Billion Dollar Spy di Amma Asante, che non ha ancora una data di uscita. Mr Bennet, il padre ironico che tutti sottovalutano finché non apre bocca, potrebbe essere il ruolo più adatto a lui che gli sia capitato da anni.

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