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Roberto Santucci, il regista che fa ridere il Brasile e sogna un film d’azione

Penelope H. Fritz
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Roberto Santucci
Roberto Santucci
Photo via The Movie Database (TMDB)
Nascita28 settembre 1967
Rio de Janeiro, Brasile
ProfessioneRegista
Noto perTutto normale il prossimo Natale, Till Luck Do Us Part, The Beachnickers
PremiPremio del pubblico per il miglior film, Festival del cinema di Paulínia, Alucinados

Il film a cui Roberto Santucci teneva di più è finalmente arrivato sullo schermo di un piccolo cinema di Copacabana, più noto per le retrospettive di vecchi classici, dove è rimasto in programmazione per una sola settimana. Alucinados è un thriller ad alta tensione su un tossicodipendente che rapisce una donna nella sua stessa auto blindata, realizzato con una frazione del budget delle sue commedie. Per anni, però, nessun esercente aveva voluto distribuirlo. A quel punto Santucci era già il regista a cui i produttori brasiliani si rivolgevano quando avevano bisogno di un successo. La distanza tra i film che il suo Paese gli chiede di realizzare e quello che ha fatto di testa propria racconta di lui più di qualsiasi classifica al botteghino.

Santucci è cresciuto in una famiglia dell’alta borghesia di Rio de Janeiro e, poco più che ventenne, è partito per Los Angeles per studiare cinema alla Columbia College Hollywood, seguendo anche alcuni corsi integrativi all’Università della California. La sua vera scuola, però, è stata la sala di montaggio. Ha lavorato come assistente al montaggio di School Ties di Robert Mandel e di Legends of the Fall di Edward Zwick. Racconta spesso di aver chiesto quanto sarebbe durato il montaggio di Zwick e di essersi sentito rispondere che avrebbe richiesto tutto il tempo necessario a rendere buono il film. Ancora oggi monta molti dei suoi lavori.

Nato a Rio il 28 settembre 1967, nel 2000 ha girato a Los Angeles il suo primo lungometraggio, Olé – Um Movie Cabra da Peste, con un budget di circa 24.000 dollari. Per il film successivo è tornato in patria. Bellini e a Esfinge, tratto dal romanzo poliziesco di Tony Bellotto e uscito nel 2001, trova la sua spinta nel lato malfamato di San Paolo; con Alucinados, invece, la minaccia si sposta per le strade di Rio. Santucci ha detto di preferire girare nei luoghi che conosce e, in quei primi film di genere, le città contano più delle star.

La svolta è arrivata con la commedia e con la fotografia di giornale di una donna che vendeva porta a porta articoli di un sexy shop. Da quell’immagine è nato un progetto inizialmente intitolato Sex Delícia, scritto da Marcelo Saback e Paulo Cursino e ambientato a Barra da Tijuca, il quartiere di Rio in cui viveva Santucci. Uscito alla fine del 2010 con il titolo De Pernas pro Ar, il film ha per protagonista Ingrid Guimarães nei panni di una maniaca del lavoro che si ritrova nel commercio di prodotti erotici e ha venduto oltre tre milioni e mezzo di biglietti. De Pernas pro Ar 2 ha superato i quattro milioni di spettatori nel giro di poche settimane dall’uscita, alla fine del 2012.

Leandro Hassum è diventato il suo secondo motore. In Até que a Sorte nos Separe, Hassum e Danielle Winits interpretano una coppia che vince alla lotteria e spende tutto fino a ritrovarsi al punto di partenza: il film si è poi trasformato in una trilogia. I due hanno lavorato insieme anche a O Candidato Honesto e, nel 2015, il sito Omelete stimava che le commedie di Santucci avessero venduto circa 22 milioni di biglietti dal 2010, per un incasso complessivo di circa 300 milioni di real. Quando la produttrice Maíra Lucas gli ha proposto Loucas pra Casar, un film pensato per Guimarães, Tatá Werneck e Suzana Pires, Santucci ha ammesso di avere qualche dubbio, poi si è rasserenato quando ha saputo che a scriverlo sarebbe stato il suo amico Saback.

La critica ha condiviso di rado l’entusiasmo del pubblico. Recensendo Até que a Sorte nos Separe, José Geraldo Couto l’ha definita una commedia convenzionale, infarcita di cliché, in cui tutto è stridulo, enfatico e ridondante, chiedendosi perché produttori seri avessero deciso di sostenerla. La risposta di Santucci è la proiezione di prova. Nel 2024 ha raccontato al Correio Braziliense che le sue prime versioni sono lunghe, perché non elimina nessuna battuta; poi le mostra a gruppi numerosi di spettatori comuni, mai a persone che lavorano nel cinema, e taglia tutto ciò che non strappa una risata. Nella stessa intervista ha detto che non c’è mai stato tanto controllo sull’umorismo. Anche i film ribattono. In Os Farofeiros, un personaggio si lamenta al cinema che la commedia brasiliana è fatta soltanto di oscenità e parolacce, e la nonna sullo schermo si gira a fulminarla con lo sguardo.

L’altra faccia della contraddizione è la sua ambizione. Nel 2013, con Até que a Sorte nos Separe e De Pernas pro Ar 2 tra le maggiori uscite brasiliane del periodo, ha detto a Mônica Bergamo, firma della Folha de S.Paulo, di non voler continuare a «fare solo commedie» e di sognare un film d’azione nello spirito di Cidade de Deus e Tropa de Elite. Alucinados, realizzato con circa 300.000 real e con Mônica Martelli nel ruolo della donna rapita, aveva vinto il premio del pubblico al primo festival di Paulínia ed era stato selezionato per festival lontani come quello di Shanghai; eppure, sullo schermo del Cine Joia di Copacabana, è arrivato soltanto nel 2015. Santucci ha attribuito il ritardo al fatto di averlo prodotto interamente in modo indipendente e di non appartenere a nessuna cerchia del settore. Ha chiamato in causa anche il Cinema Novo, sostenendo che la sua eredità ha lasciato i cineasti brasiliani impreparati all’action e diffidenti nei confronti di un genere che considerano un’importazione americana.

Lo streaming ha ampliato il suo pubblico senza cambiare il suo metodo. Per Netflix ha diretto Hassum in due occasioni: nei panni di un brontolone che continua a risvegliarsi soltanto la vigilia di Natale, anno dopo anno, in Tutto normale il prossimo Natale; e in quelli di un uomo che, dopo un esaurimento, fugge dalla città e si ritrova accanto al maestro di percussioni di una scuola di samba, interpretato da Maurício Manfrini, in Vicini per forza, noto in Brasile come Vizinhos. Al cinema, il grosso del lavoro è spettato a Os Farofeiros, parte della collaborazione con lo sceneggiatore Paulo Cursino, con cui Santucci dice di aver realizzato oltre venti produzioni. Il primo film ha attirato circa 2,5 milioni di spettatori nel 2018; nel 2024 Os Farofeiros 2 ha incassato in Brasile più di Dune: Part Two, portando la serie oltre i 55 milioni di real. Santucci dice che il suo compito è spingere un po’ più in là le sceneggiature ricche di battute di Cursino, grazie a stunt e sequenze spettacolari pensate per il grande schermo, come la scena dello scivolo acquatico gigante nel sequel, costruita con un omaggio ironico a Saving Private Ryan.

La prossima prova arriverà il 5 novembre 2026, quando Os Farofeiros 3 uscirà in esclusiva nei cinema brasiliani con Downtown Filmes. Antônio Fragoso, Cacau Protásio, Danielle Winits e il resto della banda voleranno a San Martinez, un’isola caraibica immaginaria, per un matrimonio: il viaggio gratuito include anche l’hotel più economico dell’America Latina. Poi arriverà Picaretas Não Vão Pro Céu, già girato, con Manfrini e il comico Tirullipa nei panni di due truffatori che si nascondono fingendosi un sacerdote appena arrivato e il suo chierichetto. Nessuno dei due è il thriller di cui Santucci continua a parlare nelle interviste. Entrambi saranno giudicati in biglietti venduti, l’unica moneta che gli abbia mai permesso di fare un film, e finora non ne ha speso nemmeno uno per il thriller.

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