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Edoardo Leo e il recinto dorato della commedia, da Smetto quando voglio a FolleMente 2

Penelope H. Fritz
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Edoardo Leo
Edoardo Leo
Photo: Vincenzo De Francesco from Roma, Italia / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita21 aprile 1972
Roma, Italia
ProfessioneAttore e regista
Noto perPerfect Strangers, I Can Quit Whenever I Want, I Can Quit Whenever I Want 2: Masterclass
PremiNastro d'Argento collettivo al cast di Perfetti sconosciuti · Nastro d'Argento speciale a Luigi Proietti detto Gigi · Nastro d'Argento speciale al cast di FolleMente

Per interpretare Iago, Edoardo Leo ha passato poco più di tre mesi a mangiare pasta a pranzo e a cena, tutti i giorni, finché non ha preso ventidue chili. «Volevo liberarmi dall’immagine del bel ragazzo dalle spalle larghe che posa in smoking per le foto glamour. Volevo distruggerla», ha raccontato a Il Messaggero. Per perderli ci è voluto un anno, che ha definito un inferno. Il film era Non sono quello che sono, la sua versione dell’Othello, recitata in romanesco e napoletano e trasformata nella storia di un uomo che uccide la moglie. Lo ha scritto, diretto e ha interpretato il cattivo.

Nella stessa intervista ha tracciato il confine lungo il quale si muove da gran parte della sua carriera: «Non voglio restare confinato nel recinto dorato delle commedie, che sia chiaro, amo ancora». Lo intendeva in entrambi i sensi. Due decenni di commedie popolari hanno portato il suo volto anche all’estero. Ciò che rifiuta è la barriera. Il pubblico italiano, che gli ha tributato i maggiori successi proprio entro quel recinto, continua a ricostruirla.

È nato a Roma il 21 aprile 1972 ed è cresciuto a Roma 70, un quartiere residenziale della città. Dopo la laurea in Lettere alla Sapienza nel 1999, ha costruito gli inizi della sua carriera sul palcoscenico, passando dallo Troilus and Cressida di Shakespeare a testi contemporanei, tra cui una versione teatrale di Dramma della gelosia di Ettore Scola diretta da Gigi Proietti, diventato il suo punto di riferimento. È stata la televisione a far conoscere per prima il suo volto, con il ruolo di Marcello in Un medico in famiglia.

Non ha aspettato che fosse l’industria ad affidargli un ruolo da protagonista. Diciotto anni dopo, scritto, diretto e interpretato da lui, gli è valso le candidature ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come miglior regista esordiente. È seguito un piccolo ruolo in To Rome with Love di Woody Allen, poi il suo secondo film da regista, Buongiorno papà, al fianco di Raoul Bova e Marco Giallini.

La svolta è arrivata nel 2014 con Smetto quando voglio di Sydney Sibilia. Leo interpretava Pietro Zinni, un neurobiologo con un contratto precario che, dopo essere stato scaricato dall’università, mette insieme una banda di accademici disoccupati per produrre e vendere una droga ancora tecnicamente legale. Il ruolo gli è valso una candidatura ai David come miglior attore e il film si è trasformato in una trilogia, conclusa nel 2017. Un anno dopo il primo capitolo, ha diretto Noi e la Giulia, tratto da un romanzo di Fabio Bartolomei, che ha ottenuto sette candidature ai David e vinto il David Giovani.

Poi è arrivato Perfetti sconosciuti. Nella commedia corale di Paolo Genovese, in cui sette amici decidono di condividere per una sera tutti i messaggi e le telefonate che arrivano sui loro cellulari, Leo era Cosimo, lo sposo con più segreti da nascondere. L’intero cast ha condiviso un Nastro d’Argento e il Guinness World Records annovera il film, noto in inglese come Perfect Strangers, tra i più rifatti della storia: all’inizio del 2024 contava 24 versioni in altre lingue.

Quegli anni hanno fissato un’immagine che è sopravvissuta a loro. Il romano qualunque, svelto, simpatico e un po’ fuori dalla sua portata, è diventato il personaggio che i produttori sapevano vendere, mentre i film diretti dallo stesso Leo, Che vuoi che sia e Lasciarsi un giorno a Roma, sono rimasti vicini a quel registro. I numeri spiegano il perché. Non sono quello che sono è stato presentato a Locarno nel 2023 ed è arrivato nelle sale italiane soltanto a novembre 2024. Tre mesi dopo, FolleMente di Genovese, una commedia romantica in cui le voci nella testa di due persone si contendono il controllo durante un primo appuntamento, ha incassato 4,07 milioni di euro nel weekend d’esordio, il miglior debutto per un film italiano dai tempi della pandemia. Ai Nastri d’Argento, a giugno, il premio per la migliore attrice in una commedia è andato alla sua co-protagonista Pilar Fogliati; Leo ha condiviso un premio speciale con il resto del cast. I suoi lavori più cupi e i suoi maggiori successi appartengono a due economie diverse, e soltanto una delle due finanzia l’altra.

Nel frattempo, ha continuato ad ampliare il proprio repertorio. Ferzan Özpetek lo ha voluto accanto a Stefano Accorsi in La dea fortuna e Leo ha doppiato Timon nella versione italiana di The Lion King della Disney. Nel 2021 ha realizzato Luigi Proietti detto Gigi, un documentario sul suo mentore che ha ricevuto un Nastro d’Argento speciale. In Era ora di Alessandro Aronadio, uscito su Netflix con il titolo Still Time, interpretava Dante, un maniaco del lavoro che continua a risvegliarsi un anno più avanti. Su Rai 1, Il clandestino lo ha visto nei panni di Luca Travaglia, un ex poliziotto di Roma che riappare a Milano come investigatore senza licenza dopo che un attentato ha ucciso la sua compagna; la serie ha debuttato nell’aprile 2024 con circa 3,8 milioni di spettatori.

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I lavori più recenti si avvicinano a temi che le sue commedie avevano tenuto a distanza. Per te, ancora diretto da Aronadio, lo ha visto interpretare Paolo, un padre sulla quarantina a cui viene diagnosticato l’Alzheimer precoce. Il personaggio è ispirato alla storia vera di Paolo Piccoli e di suo figlio Mattia, nominato Alfiere della Repubblica dal presidente della Repubblica italiana nel 2021. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma ed è arrivato nelle sale il 17 ottobre 2025, co-prodotto da Alea Film, la casa di produzione di Leo. Alea ha prodotto anche Piccolo miracolo di Guido Chiesa, tratto da un altro romanzo di Fabio Bartolomei e uscito a giugno 2026, dopo che Greta Scarano aveva vinto il premio come miglior attrice a Taormina.

Le commedie non si sono fermate: 30 notti con il mio ex lo ha affiancato a Micaela Ramazzotti, mentre in 2 cuori e 2 capanne ha recitato con Claudia Pandolfi. Il 16 ottobre 2026 è uscito nelle sale italiane Se ami qualcuno dillo, debutto alla regia dell’attore e romanziere Marco Bonini, tratto da un suo libro. Leo, che ha anche prodotto il film, interpreta Sergio, un uomo che crolla quando viene sorpreso a tradire, finisce in coma e si risveglia con la mente di un bambino in un corpo adulto, costretto a imparare tutto da capo. Il Foglio ha giudicato prevedibile il finale fin dall’inizio, ma l’idea di un uomo adulto a cui bisogna insegnare da zero a provare sentimenti tocca da vicino la domanda che Leo continua a porsi sulla propria immagine.

Lontano dal set, Leo ha sposato Laura Marafioti nel 2000; insieme hanno due figli, Francesco e Anita. Fa parte del consiglio direttivo di Una Nessuna Centomila, la fondazione italiana contro la violenza sulle donne: lo stesso tema che il suo Othello ha portato sullo schermo.

Il prossimo appuntamento lo riporta dentro il recinto. FolleMente – Capitolo II ha iniziato le riprese a Roma nell’ottobre 2026, con Leo e Fogliati di nuovo nei ruoli di Piero e Lara, e 01 Distribution ne ha fissato l’uscita al 25 febbraio 2027. Il sequel del suo più grande successo dirà ai distributori italiani ciò che già pensano di Edoardo Leo. Quello che Alea Film deciderà di realizzare con quei soldi dirà che cosa ne pensa lui.

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