Musica

Danger Dan, il rapper dell’Antilopen Gang che ha trovato al pianoforte la sua voce più scomoda

Penelope H. Fritz
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Danger Dan
Nascita1 giugno 1985
Aachen, Germany
ProfessioneRapper, cantautore e pianista
PremiPremio Popkultur — Canzone preferita, Album preferito, Artista solista preferito · Premio VIA VUT Indie — Migliore interpretazione · Premio Listen to Berlin — Miglior video musicale creativo · Deutscher Kleinkunstpreis — Musica

La scenografia è quasi spoglia: un pianoforte a coda, un microfono e una croce al neon sullo sgabello, così Danger Dan può trovare il posto quando si spengono le luci in sala. Per gran parte della sua vita adulta ha fatto rap, come un terzo del gruppo Antilopen Gang, eppure le canzoni che lo hanno portato più lontano sono quelle in cui succede ben poco, a parte una voce e un pianoforte percosso come un tamburo. Sono anche i brani su cui la televisione pubblica tedesca continua a trovarsi costretta a prendere posizione. Una volta ZDF ne ha ospitato uno in una trasmissione. Anni dopo, la stessa emittente ne ha escluso un altro dal proprio studio, e il divieto lo ha trasformato in un successo.

Dietro il nome c’è Daniel Pongratz, uno dei quattro figli di Ludwig A. Pongratz, studioso di scienze dell’educazione che in seguito ottenne una cattedra alla Technical University of Darmstadt. È cresciuto ad Aquisgrana, vicino ai confini con Belgio e Paesi Bassi, con genitori dell’ambiente di sinistra che hanno avvicinato presto i figli alla musica. Daniel suonava in gruppi punk e alle tastiere di una band funk; il fratello minore Tobias, poi noto come Panik Panzer, ha scoperto per primo l’hip hop e lo ha trascinato con sé.

La scuola non faceva per lui. Lasciò il Viktoria-Gymnasium di Aquisgrana senza conseguire l’Abitur, ma riuscì comunque a entrare in un corso di musicoterapia all’Università di Maastricht superando l’esame di ammissione. Abbandonò gli studi per suonare le tastiere nel reggae: prima con la band di Aquisgrana Jin Jin, poi per il cantante Sebastian Sturm, negli album This Change Is Nice e One Moment in Peace. Nel frattempo insegnò musica in una Hauptschule e lavorò a progetti del Goethe-Institut in 17 paesi. Il nome d’arte nacque in quegli anni reggae.

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Il rap cominciò per scherzo. Nel 2005 i fratelli Pongratz e il loro amico Koljah fondarono Caught in the Crack, una parodia del gangsta rap in cui Daniel si faceva chiamare Dan Juan de Marcos. Lo scherzo prese una piega più seria e si trasformò negli Antilopen Gang, fondati nel 2009 insieme a un quarto rapper, NMZS. Il suo primo EP solista, Coming Out, era già uscito nel 2008, e il brano Sommerlüge fu descritto dalla Jüdische Allgemeine come la prima canzone rap tedesca ad affrontare a viso aperto l’Olocausto e l’antisemitismo. Il gruppo rischiò di sciogliersi nel 2013, quando NMZS si tolse la vita. I tre membri rimasti firmarono con JKP, l’etichetta gestita dai Die Toten Hosen; nel 2017 Anarchie und Alltag entrò al primo posto della classifica degli album tedeschi e, dal 2020, il gruppo pubblica la propria musica con un’etichetta indipendente, Antilopen Geldwäsche.

Il suo primo album solista vero e proprio, Reflexionen aus dem beschönigten Leben, uscì il 1° giugno 2018, giorno del suo 35º compleanno, e raggiunse il 20º posto in Germania. La svolta arrivò nel marzo 2021 con una canzone al piano intitolata Das ist alles von der Kunstfreiheit gedeckt («È tutto coperto dalla libertà artistica»). Il suo espediente è grammaticale: strofa dopo strofa, il testo prende di mira esponenti ben precisi dell’editoria tedesca di estrema destra ricorrendo al condizionale, finché nell’ultima strofa il condizionale scompare. Quando la eseguì a ZDF Magazin Royale con il pianista Igor Levit, il filmato si diffuse ben oltre il mondo del rap. L’album omonimo arrivò al primo posto in Germania e al quarto in Austria, vinse in tre categorie al Preis für Popkultur e gli ascoltatori della radio berlinese radioeins votarono le sue canzoni ai primi tre posti della loro classifica di fine anno 2021: un primato assoluto per un artista.

Il pianoforte gli ha conquistato un pubblico che non avrebbe mai ascoltato gli Antilopen Gang. Ha anche cambiato il modo in cui vengono percepiti i suoi versi. Nel rap la provocazione fa parte del linguaggio. Pronunciata con calma, seduto al pianoforte, la stessa provocazione suona come un manifesto, e nel luglio 2026 questa differenza è venuta al pettine con Keine Angst («Nessuna paura»). La dirigenza di ZDF annullò poco prima della registrazione un’esibizione prevista con Levit per la centesima puntata del programma satirico Die Anstalt, sostenendo che il testo, in cui si descrive la creazione di una rete antifascista clandestina e la denuncia di figure dell’estrema destra, si potesse interpretare come un invito alla resistenza violenta. In seguito, il direttore generale Norbert Himmler riconobbe che il breve preavviso era responsabilità dell’emittente, pur confermando la decisione. Danger Dan ha detto a Der Spiegel di rifiutare la violenza e che i quattro attivisti salutati nel verso conclusivo erano nomi intercambiabili. Non tutti, neppure tra i suoi sostenitori, ne sono stati convinti. Sulla taz Daniel Bax ha scritto che la canzone aveva più o meno la stessa poesia di un volantino dell’Antifa accompagnato da un piano sdolcinato, e ha avvertito che un appello al doxing riprende i metodi dell’estrema destra. Gli editorialisti della Frankfurter Allgemeine Zeitung si sono schierati con ZDF; l’Associazione tedesca dei giornalisti ha definito il divieto un errore.

Il divieto non ha fatto alcun danno alla canzone. La sera della messa in onda, Danger Dan e Levit hanno tenuto un concerto alternativo tutto esaurito per 500 persone alla Columbiahalle di Berlino, introdotti da Blixa Bargeld; il ricavato è andato all’associazione di sostegno alle vittime Opferperspektive. Il singolo è entrato al settimo posto della classifica tedesca.

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Dietro gli scontri pubblici c’è una storia più silenziosa. A metà degli anni Duemila gli è stata diagnosticata una retinite pigmentosa, una malattia ereditaria degli occhi che gli sta portando via la vista poco a poco; in tournée qualcuno gli illumina la strada dietro le quinte con una torcia, e la croce al neon sullo sgabello non è lì per caso. Ha raccontato degli attacchi di panico che a 18 anni lo hanno portato in ospedale, e il nuovo album include le scuse rivolte a un ex fidanzato. Ha una figlia.

Quell’album, anch’esso intitolato Keine Angst, è uscito all’inizio di ottobre 2026 per la sua etichetta, Ölsardinenindustrie: dodici canzoni per voce, pianoforte e quartetto d’archi, registrate a Zurigo, realizzate in casa con Panik Panzer e mixate da Philipp Schwär. Dass es hier so schön ist parla della sua vista; altri brani affrontano il lutto, le risse nei bar e i negozi di quartiere berlinesi aperti fino a tarda notte, mentre la title track supera i sette minuti. All’inizio dell’anno ha fatto un cameo nella serie Netflix Kacken an der Havel, con il collega rapper Fatoni. Il Keine Angst Tour è partito dallo Schlachthof di Wiesbaden il 22 ottobre e prevede due serate al Tempodrom di Berlino il 6 e 7 novembre, prima di chiudere l’anno al Gasometer di Vienna il 20 dicembre; per il 2027 sono già in programma concerti all’aperto.

Gli Antilopen Gang non sono stati messi da parte: l’ultimo album in studio del gruppo, Alles muss repariert werden, è uscito nel 2024. Ma la prossima prova riguarda la carriera solista. Un tour con molte date già esaurite, un testo che un’emittente pubblica ha giudicato troppo scottante per la televisione e un uomo al pianoforte che riesce a vederlo sempre meno: la domanda per il prossimo anno è se questa combinazione saprà reggere sui palchi all’aperto nel 2027, davanti a un pubblico arrivato per il pianoforte e che si ritroverà ad ascoltare anche il dibattito.

Registrazioni principali

  • Aschenbecher (2012)
  • Reflexionen aus dem beschönigten Leben (2018)
  • Das ist alles von der Kunstfreiheit gedeckt (2021)
  • Keine Angst (2026)

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