Televisione

Bruno Tonioli, il coreografo di Ferrara che da vent’anni giudica Dancing with the Stars

Penelope H. Fritz
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Bruno Tonioli
Bruno Tonioli
Photo: MrDoctorWho6 / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 novembre 1955
Ferrara, Italy
ProfessioneCoreografo e giudice televisivo

Per più di vent’anni Bruno Tonioli è stato pagato per sedersi dall’altra parte della pista da ballo e reagire. Salta fuori dalla sedia, si lancia in metafore che nessun altro membro della giuria oserebbe usare e consegna al foxtrot di una celebrità un verdetto a metà tra un’opera lirica e un coro da stadio. In Dancing with the Stars, lui e Carrie Ann Inaba sono gli unici giudici presenti fin dalla prima puntata. Questa settimana, però, le parti si invertono. In The Mob, il nuovo reality competitivo di Hulu, si trasferisce in una villa italiana come uno dei dodici concorrenti celebri, e sarà qualcun altro a decidere se potrà restare. L’uomo che ha valutato migliaia di esibizioni, per una volta, è lui a essere giudicato.

La sua esuberanza può far dimenticare facilmente che è arrivato al tavolo dei giudici dopo aver lavorato sul campo, nel mondo dello spettacolo. Tonioli è nato a Ferrara, nel nord Italia, e ha danzato a livello professionale molto prima di parlare di danza in televisione. È arrivato a Londra come membro di spicco di La Grande Eugène, compagnia con sede a Parigi, è poi entrato nella Lindsay Kemp Company e da allora ha fatto della città la sua casa. Ha raccontato pubblicamente le vessazioni omofobe subite da ragazzo e ha parlato della propria omosessualità, senza trasformare né l’una né l’altra in un marchio.

Il suo primo incontro con la prima serata è stato un quasi successo. Nel 1980, cinque anni dopo essersi stabilito a Londra, si è esibito con il gruppo Duke and the Aces nella selezione della BBC per l’Eurovision Song Contest, senza vincere. La carriera che ne è seguita è stata meno vistosa, ma molto più longeva. Negli anni successivi ha coreografato videoclip, spettacoli teatrali e tournée per Tina Turner, Sting, i Rolling Stones, Freddie Mercury, Boy George, Duran Duran e Bananarama, e ha curato la regia del video di «Election Day» degli Arcadia. Lo si vede ballare nel videoclip di Elton John «I’m Still Standing», uscito nel 1983. Sono poi arrivati i lavori televisivi in Not the Nine O’Clock News, French and Saunders, Absolutely Fabulous e Top of the Pops; al cinema, invece, è stato il coreografo di Anne Hathaway in Ella Enchanted – Il magico mondo di Ella.

Quel film è uscito nel 2004, lo stesso anno in cui la BBC ha messo insieme la giuria di un nuovo programma di ballo da sala con celebrità. Strictly Come Dancing lo ha affiancato a Len Goodman, Arlene Phillips e Craig Revel Horwood, e la scelta ha funzionato perché i quattro esprimevano disaccordo con stili diversi: Goodman era il tradizionalista del ballo da sala, Revel Horwood il caustico, Tonioli l’italiano incontenibile che dava i voti con tutto il corpo. L’anno dopo ABC ha lanciato la versione americana, Dancing with the Stars, e lo ha ingaggiato di nuovo, insieme a Goodman e Inaba. Per più di un decennio ha fatto la spola tra i due programmi; nella sedicesima e nella diciassettesima stagione i calendari si sono sovrapposti al punto che, per una settimana, Alfonso Ribeiro ha dovuto sostituirlo a Londra.

L’obiezione più ovvia a questo modo di giudicare è che la teatralità del verdetto sovrasta il verdetto stesso. Un commento di Tonioli è fatto apposta per essere tagliato e condiviso, ed è legittimo chiedersi quanto possa imparare un concorrente da un giudice le cui osservazioni arrivano sotto forma di similitudini stravaganti. La risposta è: più di quanto suggeriscano i video virali, perché dietro a tutta quell’energia c’è un coreografo che ha passato anni a decidere dove si posizionano i ballerini, quando si muovono e cosa inquadra la telecamera. Anche la sua personalità televisiva ha dei limiti. Quando ha cantato «Don’t Leave Me This Way» dei Communards nello speciale natalizio di Strictly del 2022, le reazioni sono state contrastanti: un promemoria del fatto che quella personalità non funziona su ogni palcoscenico.

La pandemia lo ha costretto a prendere la decisione che rimandava. Nel 2020, bloccato negli Stati Uniti dalle restrizioni ai viaggi, ha saltato l’intera stagione di Strictly in studio ed è apparso in collegamento video nelle puntate domenicali con i risultati. Nel giugno 2021 la BBC ha annunciato che Anton Du Beke avrebbe preso il suo posto e, nel maggio 2022, ha confermato che Tonioli non sarebbe tornato. La giuria britannica che aveva contribuito a definire è andata avanti senza di lui; quella americana lo ha tenuto.

Per un po’, la Gran Bretagna se l’è ripreso. Nel 2022 è arrivato terzo nella seconda stagione di The Masked Dancer, travestito da Pearly King, e nel gennaio 2023 ITV ha annunciato che avrebbe sostituito David Walliams in Britain’s Got Talent, al fianco di Simon Cowell, Amanda Holden e Alesha Dixon. È rimasto per tre stagioni. Il 1° settembre 2025 ha confermato su Instagram che non avrebbe potuto partecipare alla successiva, a causa dell’impegno già preso con Dancing with the Stars; al suo posto è arrivato KSI. Era la seconda volta che il calendario del programma americano lo strappava a una giuria britannica.

I progetti collaterali rivelano dove si sposta la sua attenzione quando non è in giuria. Ha scelto i brani di An Italian Romance, una raccolta Decca del 2016 di registrazioni italiane, nel 2018 ha presentato Bruno Tonioli at the Opera per BBC Radio 2 e nel 2021 ha girato la Gran Bretagna con Craig Revel Horwood, suo vecchio compagno di schermaglie nella giuria di Strictly, per Craig and Bruno’s Great British Road Trips. Parla cinque lingue e ha casa a Londra e a Los Angeles: una doppia appartenenza che definisce la sua vita professionale da vent’anni.

A 70 anni non sembra intenzionato a lasciare il posto nella giuria americana. La 35ª stagione di Dancing with the Stars è iniziata il 15 settembre 2026 con Tonioli, Inaba e Derek Hough in giuria, e il programma è arrivato agli Emmy di quest’anno da candidato. «Finché mi vorranno, ci sarò», ha detto a E! News prima dell’inizio della stagione, paragonando il programma in diretta a «fare uno spettacolo a Broadway», per il riscontro immediato che gli dà.

The Mob debutta su Hulu e, fuori dagli Stati Uniti, su Disney+ il 26 ottobre 2026, con nuovi episodi ogni settimana. Parker Posey conduce il programma; Studio Lambert, la società dietro The Traitors, lo produce insieme a Primal Media. I concorrenti eleggono un don, che decide chi guadagna e chi viene fatto fuori, con in palio fino a 250.000 dollari. Tonioli condivide la villa, tra gli altri, con Joe Gorga, Debi Mazar e Aida Turturro. La finale di Dancing with the Stars è in programma il 24 novembre, il giorno prima che compia 71 anni; è nato il 25 novembre 1955. Per alcune settimane farà entrambi i lavori: assegnerà i voti il martedì sera e aspetterà di scoprire i propri sulla piattaforma streaming.

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