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In The Mob su Disney+ dodici vip eleggono un boss che decide chi incassa e chi esce

Jun Satō
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«The Mob», il nuovo reality competitivo di Hulu, affida a un solo concorrente un potere che la maggior parte dei programmi distribuisce tra conduttore, voto e colpo di scena. Un gruppo di celebrità si trasferisce in una villa italiana e sceglie un don: da quel momento, sarà lui a decidere chi guadagna, chi resta e chi viene fatto fuori. A condurre è Parker Posey, già vista in The White Lotus. Fuori dagli Stati Uniti, la serie è disponibile in streaming su Disney+.

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La presentazione di Disney si chiude con la domanda su cui ruota l’intero format: «In un gioco in cui il potere esige lealtà assoluta, il don riuscirà a mantenere il controllo o la famiglia si ribellerà rovesciandolo?». In una sola frase, ecco il regolamento. Il don comanda in casa, la famiglia può destituirlo e ogni giocatore deve capire, ancora e ancora, se conviene di più servire il capo o prendere il suo posto.

Come funziona il gioco

La sinossi di Hulu promette che le celebrità «estorceranno, si daranno da fare e faranno fuori gli avversari» per vincere fino a 250.000 dollari in premi. In ogni puntata dovranno affrontare prove ispirate ai film di mafia per sopravvivere. Il don eletto avrà poi, secondo Disney, potere assoluto sul denaro, sulle eliminazioni e su chi può restare. I concorrenti possono giurare fedeltà a un nuovo don: chi siede sulla poltrona dovrà quindi tenere la famiglia sotto controllo, o rischiare di essere rovesciato.

È questo l’elemento che distingue «The Mob» dal programma con cui verrà inevitabilmente confrontato più spesso. In The Traitors il potere è nascosto: pochi concorrenti eliminano segretamente gli altri, mentre il resto del gruppo cerca di smascherarli. Qui il potere è alla luce del sole e concentrato nelle mani di una sola persona; l’unico modo per limitarlo è ammutinarsi. Adam Wood e Mat Steiner di Primal Media, che hanno ideato il format, hanno raccontato a Deadline di aver voluto un programma «incentrato sul concorrente più potente nella storia dei reality», in un mondo «dove fascino, strategia e istinto di sopravvivenza si scontrano».

Hulu non ha spiegato ogni quanto la poltrona possa cambiare proprietario, come verrà suddiviso il montepremi o cosa comporti essere fatto fuori, al di là del termine usato. Saranno le prime puntate a chiarire questi dettagli.

Un cast con film di mafia nel curriculum

La maggior parte dei dodici concorrenti arriva dai reality, e quindi ha già affrontato davanti alle telecamere qualche versione di questo gioco. Joe Gorga ha trascorso anni in The Real Housewives of New Jersey. Chelsea Lazkani viene da Selling Sunset, Harry Jowsey da Let’s Marry Harry, Bella Palk da Love Overboard e Willam Belli da RuPaul’s Drag Race. Demi Engemann arriva da The Secret Lives of Mormon Wives, che ha lasciato dopo la quarta stagione.

Al giudice di Dancing With the Stars Bruno Tonioli e al rapper Romeo si aggiungono due nomi di Bachelor Nation: Maria Georgas, concorrente della stagione di The Bachelor con Joey Graziadei, e Shane Parton, che aveva partecipato alla stagione di The Bachelorette con Taylor Frankie Paul, mai andata in onda. Per Parton, questa sarà la prima occasione in cui il pubblico potrà davvero conoscerlo.

Due attori portano con sé il tema della serie. Aida Turturro ha interpretato Janice, la sorella di Tony Soprano, ne I Soprano. Debi Mazar, poi protagonista di Younger, ha esordito al cinema in Goodfellas. Deadline ha definito il casting di Turturro «il più azzeccato», e non è facile dargli torto: il programma ha coinvolto persone che hanno già vissuto dall’interno il genere da cui prende spunto.

Sulla carta, il mix promette una tensione evidente. I veterani dei reality sono abituati a stringere alleanze davanti alle telecamere. Gli attori che hanno trascorso anni in famiglie criminali di fantasia conoscono il copione a cui il format fa il verso. Solo le puntate potranno mostrare quale di queste capacità conti di più quando il denaro è nelle mani di una sola persona.

Il primo reality di Parker Posey

«The Mob» segna il debutto di Posey in una gara di reality, come ha sottolineato Deadline quando Hulu ha annunciato la serie; l’attrice è anche produttrice esecutiva. Candidata agli Emmy, arriva a questo progetto dopo un anno importante nel ruolo di Victoria Ratliff, la madre dipendente dalle pillole in The White Lotus di HBO.

Il video di presentazione del cast diffuso da Hulu non lascia dubbi su come Posey intenda interpretare il ruolo di conduttrice. Come racconta The Mob Museum di Las Vegas, il filmato presenta i dodici concorrenti sulle note di «Then He Kissed Me» delle Crystals, prima che Posey entri in scena e si rivolga alla telecamera. «Quanto a me, potrei sembrare carina, ma qui comando io», dice. «Pensate di aver già visto una famiglia così? Ma non scherziamo!». Il teaser si chiude poi su un’inquadratura nera e silenziosa, un omaggio alla scena finale de I Soprano.

La risposta di Hulu a The Traitors

Studio Lambert, che produce The Traitors per Peacock e BBC, realizza «The Mob» insieme a Primal Media, la società britannica dietro il game show horror Release the Hounds. Tra i produttori esecutivi c’è Stephen Lambert, insieme a Tim Harcourt, Jack Burgess e Niall O’Driscoll per Studio Lambert, Wood e Steiner per Primal, e David Mortimer, alla guida della società madre di Primal, STV Studios. Susan House è la showrunner.

Rob Mills, responsabile della programmazione unscripted di Walt Disney Television, non ha cercato di evitare il confronto quando ha parlato con Deadline. «Se The Traitors è un gioco da salotto alla Knives Out, questo è più vicino a The Godfather», ha detto. Ha aggiunto di sperare che il nuovo programma «abbia una sua identità e sia davvero speciale». Mills ha descritto «The Mob» come parte di una decisa spinta di Hulu verso i reality competitivi a puntate, dopo alcuni tentativi sulla piattaforma che non avevano del tutto funzionato, e ha detto di credere che fosse «un programma capace di fare davvero breccia».

La proposta fa leva anche su un fascino di lunga data. Lo scrittore Tod Goldberg ha spiegato a The Mob Museum che le storie sulla criminalità organizzata attraggono perché permettono di «vivere al di fuori delle normali regole della società civile». Alla domanda se un game show in cui i concorrenti vengono fatti fuori banalizzi la violenza mafiosa, ha risposto che è già banalizzata. «The Mob» scommette sul fatto che il pubblico voglia il travestimento di quel mondo, i giuramenti di fedeltà e la poltrona del boss, senza subirne le conseguenze.

Cosa sapere prima di guardarlo

«The Mob» è scritto? No. È un reality competitivo senza copione.

Chi lo conduce? Parker Posey, che è anche produttrice esecutiva.

Chi fa parte del cast? Willam Belli, Demi Engemann, Maria Georgas, Joe Gorga, Harry Jowsey, Chelsea Lazkani, Debi Mazar, Bella Palk, Shane Parton, Romeo, Bruno Tonioli e Aida Turturro.

Qual è il premio? Fino a 250.000 dollari in premi in denaro.

Dove è stato girato? In una villa in Italia. Hulu non ha rivelato la località.

Dove posso guardarlo? Negli Stati Uniti su Hulu e su Hulu all’interno di Disney+. Negli altri mercati, su Disney+.

Quando debutta? «The Mob» esordisce il 26 ottobre 2026, con nuovi episodi ogni settimana. Hulu non ha ancora comunicato il numero di puntate della prima stagione.

Chi lascerà la villa con più denaro se lo sarà guadagnato seguendo le regole di qualcun altro oppure prendendo la poltrona. Il format non può stabilire cosa dimostri davvero quel risultato: che abbia giocato meglio di tutti o soltanto che abbia giurato fedeltà al don giusto, al momento giusto.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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