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La cantante Victoria Monét risponde agli hater del dopo-Grammy con Frequency of Love

Alice Lange
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Victoria Monét racconta con precisione cosa le ha fatto vincere il Grammy come miglior artista esordiente. «Da sfavorita che tutti volevano sostenere», ha detto a The Associated Press, si è ritrovata a essere qualcosa di più simile a un bersaglio: «Se ho milioni di sostenitori, posso avere anche milioni di detrattori. Ma a chi sto prestando attenzione? Ed è di questo che parla l’album, per me». Quel disco è Frequency of Love, il suo secondo album in studio, composto da 22 tracce.

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Sulla carta, la sua risposta è l’amore in quasi tutte le sue forme. Monét racconta che le canzoni sono nate da «quello che stavo vivendo o provando mentre frequentavo qualcuno», ma che il disco «tocca molti aspetti, compreso l’amore per mia figlia, l’amore per il mondo e ciò che vorrei vedere per il mondo». La figlia è proprio sua: Hazel Monét è accreditata insieme a Leon Thomas in “You Mean the World to Me”. Attorno a loro c’è una lista di ospiti che testimonia il peso di Monét nella scena. SZA canta in “See You in My Dreams”, Bruno Mars in “That’s Why I Love You”, Bryson Tiller in “Single”, Lucky Daye in “Maybe” e Chlöe in “Lose Myself”.

Il sound guarda a un passato più lontano di quanto suggeriscano le collaborazioni. Monét aveva immaginato inizialmente un album yacht-R&B, un’idea che sopravvive nel singolo “Juicy”. Il disco, prodotto esecutivamente da Camper, è attraversato da richiami all’R&B degli anni Novanta. “Almost” riprende “Almost Doesn’t Count” di Brandy per raccontare l’insoddisfazione di chi viene lasciato. “For You” rilegge l’omonima ballata romantica di Kenny Lattimore. “Care for Somebody (Interlude)” è la sua versione di un brano che aveva ascoltato per la prima volta da bambina, guardando con sua nonna Halle Berry in Introducing Dorothy Dandridge.

I tre singoli si muovono già in direzioni diverse. “Let Me”, una slow jam, è arrivata al primo posto della classifica Billboard Adult R&B Airplay. “Reach Out”, realizzata con Kaytranada e D’Mile, è un brano house accompagnato da un video dai toni seppia diretto da Dave Meyers e coreografato da Sean Bankhead. “Juicy” punta invece su un sound spensierato da yacht. Monét ha descritto il progetto come il suo salto da Off the Wall a Thriller, quello compiuto da Michael Jackson; alla vigilia dell’uscita ha però ridimensionato il paragone: «Non ho fatto “Thriller”. Ho semplicemente realizzato la mia versione di ciò che avrei fatto con quella mentalità».

Resta una domanda a cui il disco non può rispondere al posto suo. Un album che parla di scegliere a chi dare ascolto arriva con cinque intermezzi e sette collaborazioni, due delle quali con alcuni dei nomi più importanti del pop e dell’R&B. Jaguar II, il disco essenziale e personale che le è valso il Grammy per il miglior album R&B, ha sostenuto la propria tesi in una stanza piccola; Frequency of Love chiede a una platea molto più ampia di ascoltare la stessa persona. Monét ha trascorso anni a scrivere per Ariana Grande, Blackpink, Chloe x Halle e Selena Gomez, quindi sa come lasciare spazio alle voci altrui. In 22 tracce, la prova sarà capire se ne conserverà abbastanza anche per la propria.

Frequency of Love è uscito il 2 ottobre per Lovett Music/RCA, tre anni dopo Jaguar II e dopo i Grammy del 2024, che le hanno assegnato i premi per il miglior artista esordiente, il miglior album R&B e il miglior album registrato, non classico. Non le dispiace che l’uscita venga definita un ritorno: «Mi fa pensare che ci sia stato un periodo in cui si sono accorti che non c’ero». “Let Me” ha raggiunto la vetta della classifica airplay a giugno e Monét ha trascorso parte dell’estate come ospite speciale nella tappa europea del tour The Romantic di Bruno Mars. Il suo Frequency of Love Tour prevede 27 date in Nord America: partirà il 27 ottobre da Raleigh, farà tappa al Madison Square Garden il 24 novembre e allo YouTube Theater di Inglewood l’8 dicembre, per concludersi il 17 dicembre a San Francisco.

Monét ha raccontato anche un periodo in cui «criticava me stessa, il posto di lavoro, il mio stato d’animo, lo stato della musica, la mia voce, il mio corpo: cercavo il pelo nell’uovo in ogni cosa». I milioni di detrattori di cui parlava ascolteranno Frequency of Love insieme a tutti gli altri. Il disco si fonda sulla scommessa che abbia smesso di contarli.

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