Cinema

Weapons, recensione: l’idea di Zach Cregger vale più del suo finale

Camille Lefèvre
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Tutti i bambini di una classe si alzano dal letto nello stesso minuto, aprono la porta di casa e corrono via nel buio. Tutti tranne uno. È questa la premessa di Weapons, ed è la cosa migliore del film: un’immagine così semplice e così storta da piantarsi in testa prima ancora che finisca il primo capitolo. Zach Cregger, che l’ha scritto e diretto, sa benissimo quanto valga quello spunto, e per poco più di due ore lo rigira come una pietra, per vedere che cosa striscia fuori da sotto.

Quello che striscia fuori è un buon horror, a tratti molto buono, ma non il classico istantaneo che una parte dell’accoglienza si è affrettata ad annunciare. Weapons è intelligente, ben recitato e spesso davvero spaventoso. È anche un film in cui la struttura entusiasma più della destinazione. Le due cose sono vere insieme, e la seconda non cancella la prima.

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Weapons, la recensione: una classe, un banco vuoto, una sospettata

Lo spunto è puro incubo di provincia americana. Gli alunni di una terza elementare spariscono nelle ore piccole della stessa notte, e l’unico a restare è un bambino silenzioso di nome Alex (Cary Christopher). La loro maestra, Justine Gandy (Julia Garner), diventa quasi per inerzia la prima sospettata della cittadina: qualcuno deve pur essere responsabile, e lei è l’unica adulta che tutti i bambini scomparsi avevano in comune. Archer (Josh Brolin), un padre il cui figlio è tra gli scomparsi, pretende da lei risposte che non ha.

Cregger racconta la storia a capitoli, ognuno dei quali segue un personaggio diverso attraverso gli stessi giorni: la maestra, il padre, un agente di polizia (Alden Ehrenreich), un giovane sbandato ai margini della città (Austin Abrams), il preside della scuola (Benedict Wong) e, infine, Alex. Gli eventi si sovrappongono, una scena intravista da un’angolazione ritorna da un’altra, e il quadro si compone un tassello alla volta. Questo intreccio di sguardi ricorda Magnolia di Paul Thomas Anderson più di qualsiasi horror, ed è la cosa più originale del film dopo la premessa stessa. Il racconto corale, trapiantato nel genere, cambia funzione: ogni capitolo sposta lo sguardo più che far avanzare la trama, e la paura nasce tanto da ciò che lo spettatore sa già quanto da ciò che ancora ignora.

Il mestiere è sicuro. Larkin Seiple, direttore della fotografia di Everything Everywhere All at Once, riprende di notte i prati e le verande del quartiere come se fossero già scene del crimine, e la colonna sonora, composta da Cregger con Ryan e Hays Holladay, sa quando farsi da parte. Cregger arriva al cinema dalla comicità degli sketch, tra i fondatori del gruppo The Whitest Kids U’ Know, e si vede nei tempi. Sa che una risata e uno spavento si costruiscono allo stesso modo, con una preparazione, una pausa e una chiusa, e Weapons ne regala parecchi di entrambi, a volte nella stessa inquadratura.

Il cast e una sorpresa da Oscar

Julia Garner interpreta Justine come una donna difficile proprio nei modi che la rendono credibile: sulla difensiva, un po’ avventata, per niente costruita per essere l’eroina simpatica di cui la trama sembrerebbe avere bisogno. Brolin dà ad Archer la furia ruvida e ferita di un uomo che ha trasformato il dolore in un’indagine, mentre Ehrenreich garantisce buona parte dei momenti comici nei panni di un poliziotto che continua a complicarsi la vita da solo.

La prova che resta in mente, però, è quella di Amy Madigan nei panni di zia Gladys. Le è valsa l’Oscar come miglior attrice non protagonista, unica candidatura del film agli Academy Awards, dopo che aveva già conquistato l’Actor Award, il premio del sindacato degli attori americani. Dire di più su Gladys significherebbe rovinare uno dei momenti migliori del film. Il personaggio va incontrato a freddo, e Madigan fa pesare ogni minuto che passa sullo schermo.

Dove Weapons non convince

La struttura a capitoli, che nella prima ora tiene lo spettatore inchiodato alla poltrona, ha anche un prezzo. Ogni nuovo punto di vista deve riproporre una parte di ciò che abbiamo già visto, e negli ultimi capitoli la ripetizione comincia a sembrare più un meccanismo che una rivelazione. Il mistero è al massimo della sua forza finché resta inspiegato, e il film finisce per spiegare parecchio più del necessario. L’ultimo tratto baratta il terrore lento e silenzioso dell’inizio con qualcosa di più rumoroso e convenzionale. È divertente, e il pubblico per cui Cregger l’ha girato applaudirà, ma la domanda con cui il film si apre è più grande della risposta che dà.

Niente di tutto questo ha impedito a Weapons di diventare uno dei casi horror della sua annata. Ha incassato circa 270 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di circa 38 milioni, ha raccolto circa il 93% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e ha convinto anche il pubblico, sia pure con un po’ meno fervore della critica. Oltre all’Oscar di Madigan, ha vinto il Critics’ Choice Award per il miglior trucco e acconciatura, ed è in sviluppo un prequel incentrato su Gladys.

Cary Christopher nei panni di Alex, l'unico bambino rimasto della sua classe, schiacciato contro una porta in Weapons
Cary Christopher nei panni di Alex in Weapons. Immagine: New Line Cinema / Warner Bros. Pictures

Dove vedere Weapons: HBO Max, Netflix e digitale

Prodotto da New Line Cinema e distribuito da Warner Bros. Pictures, Weapons è disponibile in streaming su HBO Max negli Stati Uniti da ottobre 2025. In Spagna arriva su Netflix il 24 ottobre 2026, giusto in tempo per Halloween, dopo il passaggio su HBO Max. Si può inoltre acquistare o noleggiare sui principali store digitali. La disponibilità in streaming cambia da paese a paese, quindi conviene verificare i servizi del proprio paese.

Il nostro voto è 7 su 10: un horror ben fatto e originale, con una grande idea e il coraggio di costruirci sopra un film intero, anche se il finale non è all’altezza dell’inizio. Qualunque cosa si dimentichi di Weapons, non si dimenticheranno quei bambini che corrono nella notte con le braccia spalancate, come se giocassero a fare gli aeroplani.

Regia

Zach Cregger
Photo via The Movie Database (TMDB)

Zach Cregger

Foto: The Movie Database (TMDB)

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

  • Cary Christopher — Alex

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