Cinema

Takashi Miike porta il marchio Bad Lieutenant a Tokyo, ma la critica di Toronto non ci crede

Veronica Loop
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Un detective di Tokyo che gioca d’azzardo, taglieggia i piccoli criminali della città e usa vecchi casi di yakuza come moneta di scambio con i suoi creditori viene incaricato di aiutare un’agente dell’FBI a ritrovare la figlia scomparsa di un politico americano. È la premessa di Bad Lieutenant: Tokyo, il nuovo thriller poliziesco di Takashi Miike con Shun Oguri e Lily James, così come l’hanno descritta i critici che l’hanno visto a Toronto. La partita più grossa però si gioca dietro lo schermo: un titolo che un tempo indicava un solo, famigerato film newyorkese viene ora gestito come un franchise, e Miike è il regista ingaggiato per dimostrare che il marchio sa viaggiare.

La logica è chiara. Pressman Film, la società dietro entrambi i precedenti Bad Lieutenant, ha annunciato una serie di sequel ambientati in città di tutto il mondo, ciascuno costruito attorno a forze dell’ordine corrotte in un luogo nuovo. Affidare il primo al provocatore più prolifico del Giappone, un regista il cui solo nome vende trasgressione all’estero, sembrava la scommessa più sicura possibile. Le prime recensioni suggeriscono che non lo fosse.

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Shun Oguri, uno dei protagonisti più redditizi del Giappone, interpreta Yabuki, presentato nei materiali stampa giapponesi come il peggior poliziotto corrotto della storia. Lily James, la star britannica di Cenerentola e Pam & Tommy, è l’agente dell’FBI, mentre Liv Morgan, wrestler della WWE al suo primo ruolo cinematografico, interpreta la figlia scomparsa. Letto come un business plan, il cast copre tre pubblici in un colpo solo: un protagonista da botteghino per l’uscita giapponese di Sony, un nome anglofono riconoscibile per NEON in Nord America e un seguito di appassionati di wrestling che raramente si presenta al cinema poliziesco giapponese. Quello che un cast non può garantire è la coerenza, ed è lì che le recensioni di Toronto hanno colpito per prime. Chris Bumbray di JoBlo ha scritto che «James è clamorosamente fuori parte nei panni di una dura agente dell’FBI che dovrebbe essere alla pari del nostro antieroe».

La carriera di Miike spiega perché si sia puntato su di lui. La sua filmografia va dai titoli estremi e di culto che gli hanno costruito la reputazione all’estero, Audition e Ichi the Killer, alle epopee samurai da studio e agli adattamenti di manga che riempiono i multiplex giapponesi. La sceneggiatura è di Daisuke Tengan, che ha scritto Audition (1999) e adattato per lui 13 assassini (2010). Il produttore Jeremy Thomas, la cui Recorded Picture Company ha sostenuto 13 assassini, Hara-Kiri: Death of a Samurai e Blade of the Immortal, torna a bordo. Sulla carta è la squadra internazionale di Miike riunita per un lavoro su commissione legato a un marchio.

Il marchio è sempre stato elastico. L’originale di Abel Ferrara, scritto con Zoë Lund e interpretato da Harvey Keitel, e Port of Call New Orleans (2009) di Werner Herzog, con Nicolas Cage, condividono un titolo, un produttore e un poliziotto corrotto, e poco altro. Sam Pressman ha presentato la nuova serie proprio in questi termini, lodando il modo in cui «i maestri Ferrara e Herzog hanno firmato film tanto radicalmente diversi quanto le loro stesse voci». L’idea è che Bad Lieutenant sia una cornice, non una formula, e che ogni città riceva un autore abbastanza forte da riempirla.

Toronto lascia intendere che la cornice sia più difficile da riempire di quanto sembri. Il film è al 39% su Rotten Tomatoes su 18 recensioni e a 46 su Metacritic. C.J. Prince di The Film Stage l’ha definito «una variazione spenta, insipida e pigra su una formula pensata per scatenarsi» e ha scritto che «Miike dirige addormentato al volante». Brendan Frye di CGMagazine è andato in direzione opposta, sostenendo che «Takashi Miike non ha perso il suo graffio», pur ammettendo che «succedono semplicemente troppe cose». I critici non concordano nemmeno sull’eccesso che il marchio vende: JoBlo ha trovato «un film piuttosto contenuto, con solo un paio di brevi esplosioni di violenza», mentre CGMagazine l’ha definito «confuso, violento e spesso sconcertante».

La premessa lascia aperta anche una questione strutturale. Il film di Ferrara non aveva bisogno di un estraneo che guidasse il pubblico nella sua città; questo spedisce un’agente americana a Tokyo, il ponte più antico della coproduzione nippo-americana, familiare fin da Black Rain di Ridley Scott. È un espediente che tende a trasformare la città in uno sfondo per il visitatore. Se Miike vi resista o lo assecondi, le recensioni lo raccontano in modo diverso, e nessuno al di fuori di Toronto e del Giappone può ancora verificarlo.

Attorno a Oguri, James e Morgan, il cast comprende Shotaro Mamiya, Shuhei Nomura, Nanase Nishino, Yuka Kouri, Takanori Iwata, Keisuke Watanabe, Hideo Nakano, Jun Murakami e Jun Kunimura, con un’apparizione speciale di Hiroshi Tachi. La fotografia è di Nobuyasu Kita, il montaggio di Naoichiro Sagara e la colonna sonora di Koji Endo. Jeremy Thomas, Sam Pressman, Naoaki Kitajima e Misako Saka lo hanno prodotto per Nippon TV, Pressman Film, Recorded Picture Company, OLM e TF1 Films. Ado canta la canzone principale, «Raven Sky», che Miike nei materiali stampa giapponesi ha definito disperatamente bella.

A still from Takashi Miike film Bad Lieutenant Tokyo, 2026
A still from Bad Lieutenant: Tokyo (2026), directed by Takashi Miike

Il film ha avuto la sua anteprima mondiale nella sezione Special Presentations del Toronto International Film Festival il 14 settembre 2026 ed esce nei cinema giapponesi il 23 ottobre 2026 con Sony Pictures Entertainment Japan, prima di qualsiasi altro territorio. Dura 108 minuti, in giapponese e inglese. NEON detiene i diritti per il Nord America e non ha annunciato una data di uscita negli Stati Uniti. Nessuna data di uscita italiana è confermata, e nessun altro territorio ha per ora una data certa.

È quindi il Giappone a emettere il primo verdetto che conta. Se il pubblico di Oguri risponderà, Pressman avrà un modello da vendere città per città. Altrimenti Bad Lieutenant tornerà a essere il nome di due film molto diversi, e un marchio vale quanto il regista che si trova a impugnarlo.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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